Sono le spie a dare inizio alle “guerre civili”, ma sono i militari a finirle. Sempre.

Tom Luongo per Gold Goats ‘n Guns (sintesi)

Il grande “trafficante d’oro”, Jim Sinclair, definiva la politica monetaria e fiscale “MOPE” — Management of Perspective Economics.

Banche Centrali, funzionari governativi e mass-media collaborano per creare dati e politiche che generano un risultato predeterminato a loro vantaggio.

Il loro business è la “creazione della realtà”. E’ così che mantengono una parvenza di controllo sui mercati.

Si tratta di una combinazione fra trader mal istruiti e consulenti per gli investimenti, fra interessi aziendali e corruzione del governo — con i media a saturare l’etere con le sciocchezze degli “esperti”, che pretendono di “spiegarci” il significato di tutto questo.

Questa è l’architettura del MOPE.

Purtroppo, ogni ciclo quadriennale di menzogne e stampa di denaro finisce invariabilmente con il ripudio tragicomico dell’intera strategia MOPE, definita come uno spasmo dei mercati del quale nessuno sa spiegarci la ragione.

Si limitano a mascherare le loro imbarazzanti decisioni politiche e a ridicolizzare le analisi dei critici, per poi passare alla storia successiva.

Con gli algoritmi per la “scansione dei titoli ad alta frequenza” possono onestamente farla franca in modo molto più facile rispetto a quindici anni fa.

Ma dura fino a un certo punto. Dopodiché i debiti travolgono l’economia e devono ammettere che il sistema ha bisogno di un riavvio.

Quel momento è arrivato e loro devono ancora elaborare il prossimo MOPE, negando di non avere la minima idea di quello che stanno facendo, mentre cresce l’opposizione al loro gioco.

Mi correggo, questo non è del tutto vero. Sanno esattamente quello che stanno facendo.

L’obiettivo è la distruzione sistematica della “classe media” e di tutta la “generazione di ricchezza” posta al di fuori del loro controllo.

Quello che non possono fare è ammetterlo fino a quando non sarà troppo tardi perché (secondo loro) noi si possa realisticamente fare qualcosa.

Il potere dei media di gestire le prospettive della nostra politica (MOPP) è ancora lì, nonostante siano odiati da tutti per il loro orribile lavoro.

Ma questa frode elettorale è così profonda da non poter essere nascosta, ma solo ignorata da quanti vogliono che Trump se ne vada.

E’ stupefacente che le stesse persone che per quattro anni hanno gridato che Trump aveva rubato le elezioni grazie all’”intervento divino” di Putin,  oggi credano che quelle della scorsa settimana siano state pure come la neve.

Certo che non lo sono state.

Ma questa è la storia che devono raccontare mentre attaccano gli avvocati di Trump, prendono a pugni i suoi sostenitori (manifestazione di Washington) e ignorano la palese insubordinazione di alcuni membri del suo Gabinetto, come ad esempio il Direttore della CIA, Gina Haspel.

Il prezzo della loro vittoria è aver perso l’anima … ma non si guardano allo specchio da molto tempo e, quindi, perché mai dovrebbero preoccuparsene?

E questo mi porta alla situazione attuale.

Trovo che la situazione della Haspel sia incredibilmente esplicativa. Sono le spie a dare inizio alle “guerre civili” e alle “rivoluzioni colorate”, ma sono i militari a finirle. Sempre.

La Haspel si rifiuta di consegnare le prove che scagionerebbero il Gen. Michael Flynn — ma che coinvolgerebbero tutti i protagonisti del RussiaGate (compreso Barak Obama e i Biden) — per proteggere la sua immagine di “persona terza” rispetto all’operazione.

In realtà, tutti sperano che il tempo passi e che Trump venga fatto fuori, per mettere la corruzione sotto il tappeto e aprire la strada al Grande Reset del World Economic Forum.

Questa settimana Trump deve riprendere il consueto ritmo operativo.

Deve riprendere il controllo della narrazione e portare il caso davanti all’unica Corte che potrebbe dargli qualcosa di simile a un processo equo, la “Corte Suprema”.

E le persone che sono al suo fianco — Sydney Powell e Rudy Giuliani — devono portare la prove concrete della frode sistemica per mettere in dubbio i risultati delle elezioni, forzando la mano alla Corte Suprema e ai Parlamenti degli Stati oggetto di frode.

Allo stesso tempo deve comportarsi da Presidente. Perché, se Powell e Giuliani portassero quelle prove, allora deve agire.

È ancora il “Comandante in Capo” delle Forze Armate degli Stati Uniti, a prescindere da ciò che credono persone come l’ex “Segretario alla Difesa” Mark Esper e l’Inviato in Siria Jim Jeffrey.

Sono persone che hanno sfidato un ordine diretto del loro capo. Esper è stato licenziato e il suo sostituto sta portando le truppe fuori dalla Siria per farle tornare a casa.

Jeffrey ha riconosciuto apertamente di aver mentito al Presidente sul numero dei nostri soldati in Siria [https://www.zerohedge.com/geopolitical/syria-exit-progress-us-convoys-seen-withdrawing-northeast-syria-iraq]:

“”All’inizio di questa settimana è stato rivelato che l’Inviato americano in Siria, James Jeffrey, ha mantenuto tutte le truppe all’interno della Repubblica Araba Siriana, contrariamente all’ordine ricevuto da Trump.

In un’intervista alla Defense One Jeffrey ha detto che nel dicembre 2018, quando il Presidente Trump gli ordinò il ritiro completo e immediato dalla Siria, lui e il suo team riuscirono a ostacolare l’uscita dell’esercito statunitense dal Paese””.

Ecco cosa ha detto a Defense One:

“”’Facevamo sempre dei giochi di prestigio per non far capire ai nostri leader esattamente quanti soldati erano schierati’, ha detto Jeffrey in un’intervista.

Il numero effettivo dei soldati nel nord-est della Siria è ‘molto maggiore’ delle duecento unità che Trump aveva inizialmente accettato di lasciarvi””.

Jeffrey lo dice solo adesso perché crede che il gioco sia finito e che lui possa essere salutato come un “eroe della resistenza” contro il demone Trump.

Sta preparando il suo curriculum per i soldi che gli pioveranno addosso, attraverso un qualche incarico conferito da Biden.

Ma Trump deve giocare le sue carte con molta attenzione.

Se si muovesse troppo presto potrebbe perdere gli uomini posti sotto il suo diretto comando.

Ma, se si muovesse troppo tardi, la marea lo trascinerebbe in mare aperto per il timore di possibili contraccolpi, com’è successo con il Procuratore Generale William Barr e con l’Investigatore Speciale John Durham.

Detto questo, Trump non si sta comportando come un uomo che si prepara a lasciare la Casa Bianca. Vuole che tutte le truppe lascino la Siria e l’Iraq entro il 15 gennaio.

Trump ha finalmente spazzato via i vertici del “Dipartimento della Difesa” e, se quello che sta trapelando fosse vero, significherebbe che ha ancora un po’ d’influenza sui suoi comandanti operativi, ora che i traditori sono stati fatti fuori.

La Haspel e i suoi assistenti devono procedere con molta cautela perché, se Trump facesse quello che la Powell e Giuliani gli dicono di fare, allora è a tanto così dal mandare un gruppo di Marines a fare una passeggiata a Langley, per occuparsi di quella brava ragazza.

Sidney Powell, ad esempio, vuole che sia licenziata immediatamente per il caos elettorale che ha contribuito a generare.

Qualcuno pensa che Trump non sappia come destreggiarsi fra percezione e realtà nel mondo dei media?

Se c’è qualcuno che capisce il MOPP questo è Trump. Peccato, però, che anche lui creda nel MOPE.

Data la pervasività della menzogna che è in corso in questo momento, non vi biasimerei se non credeste a quello che ho appena scritto (diavolo, io stesso ci credo a malapena), ad eccezione di quest’ultima parte.

Trump capisce i media meglio di quanto i media capiscano se stessi.

È ancora Presidente per la sua comprensione sovrannaturale della gestione delle prospettive. È così che ha sconfitto l’impeachment, il RussiaGate, il tradimento e la guerra di John Bolton e di John McCain.

E’ un bugiardo incallito, ma le sue bugie sono “strategiche”, necessarie per far nascere nuove idee.

Sa mandare messaggi in codice come nessun altro e i suoi avversari farebbero bene a rispettarli per non trovarsi dalla parte sbagliata di un mandato d’arresto.

C’è un po’ d’ansia in questo momento, proprio in vista dell’arrivo.

Perché i trotzkisti del Lincoln Project stanno premendo sugli avvocati di Trump, intimando loro di non procedere con le cause elettorali?

Perché lo “studio legale” del “Segretario di Stato” della Pennsylvania sta minacciando gli avvocati di Trump, se le elezioni in quello Stato fossero state oneste?

Indipendentemente dalla follia in arrivo, è in bilico il futuro stesso degli Stati Uniti, intesi come nazione sovrana governata dalle leggi.

Da una parte c’è il gruppo che ha costruito l’”impero della menzogna”, usando MOPP e MOPE per fregare tutti con le loro sciocchezze.

Dall’altra parte c’è un piccolo gruppo di patrioti ben posizionati, seppur con tutti i loro difetti, che offre al popolo l’opportunità di riprendere il controllo del proprio governo.

Patrioti che rifiutano un futuro dove la scelta sarà fra la costante umiliazione, la resa o la morte.

Questa è la scelta che il Word Economic Forum ci metterà davanti all’inizio del 2021.

Ecco perché, quando la posta in gioco diventa così alta, l’unica risposta possibile è quella di rigettare la narrazione dei media, impedendo loro di gestire le prospettive della nostra politica.

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Link Originale: https://tomluongo.me/2020/11/16/great-white-mope-american-politics/

Scelto e tradotto da Franco