Il Vaticano paga in Pachamama

Tommaso Scandroglio per La Nuova BQ

«“Mostratemi la moneta del tributo”. Ed essi gli presentarono un “denaro”.

Egli domandò loro: “Quest’immagine e l’iscrizione, di chi sono?”. Gli risposero: “Di Cesare¨.

Allora disse loro: “Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio”».

Oggi al posto di Cesare abbiamo la Pachamama e, quindi, dobbiamo dare a lei ciò che le spetta. E questo per volere del Vaticano.

I fatti sono questi.

La Zecca vaticana, il 16 ottobre scorso, ha coniato una nuova “moneta da 10 euro” nominali in argento (del valore di 69 euro), in occasione del 50° anniversario della Giornata Mondiale della Terra.

Su un lato della moneta è ritratta un giovane donna incinta il cui pancione è il globo terrestre su cui sono raffigurati alcuni Continenti. Dalla sua lunga chioma spuntano alcune spighe.

L’Ufficio Numismatico Vaticano ha così spiegato il significato del conio di questa nuova moneta:

«La celebrazione della vita sulla Terra è un impegno a prendersi cura del pianeta, è il progetto al quale la Chiesa intende offrire la sua adesione.

Un’opera grandiosa e complessa: promuovere un’azione internazionale per garantire a ciascuno il futuro, gli alimenti di cui ha bisogno, tanto per quantità che per qualità, perché l’avanzamento economico si accompagni con lo sviluppo sociale, senza il quale non si dà vero progresso.

La Zecca dello Stato della Città del Vaticano ha curato l’emissione di una “moneta da 10 euro” in argento realizzata dal Maestro Oldani, che raffigura una madre che porta in grembo la Terra, alla quale dobbiamo cura e amore come se fosse una figlia, con nei capelli lunghe spighe di grano, in un rimando tra passato e futuro che diviene atemporale, quindi eterno».

Contemporaneamente la Zecca ha emesso anche altre monete. 

Quattro sono d’ispirazione cattolica (vi sono raffigurati San Paolo e Raffaello), la quinta è politicamente corretta: San Pietro a braccia spalancate mentre accoglie i migranti. Moneta battuta in occasione della Giornata mondiale del migrante e del rifugiato.

Torniamo alla donna incinta sulla moneta da 10 euro. 

Ora, «una madre che porta in grembo la Terra» è palesemente la Madre Terra, divinità pagana e non cristiana.

La Madre Terra può essere legittimamente identificata nell’ormai famigerata divinità amazzonica Pachamama, sia perché il termine in lingua quechua significa Madre Terra, sia perché l’iconografia scelta dal maestro Oldani riproduce quella di Pachamama (stessa donna con i capelli lunghi che accarezza il suo pancione), recentemente molto ben frequentata dalle alte gerarchie cattoliche.

Infatti, durante il sinodo dell’Amazzonia di ca. un anno fa, la Divinità Indios fece il suo ingresso trionfale nei giardini vaticani per poi venir collocata, in duplice copia, presso la Chiesa di “Santa Maria in Traspontina” e finire, da ultimo, nelle acque del Tevere perché lì buttata da una mano pietosa e cattolicissima, nonché allergica all’idolatria [https://www.mittdolcino.com/2019/11/06/pacha-mama-mia-lancio-della-statua-nel-tevere-primo-comandamento-e-follia-vaticana/].

Dal Vaticano smentiscono, chiarendo che la donna raffigurata sia solo un simbolo della vita.

Come dire di Tizio che non è un malvivente, ma solo un farabutto.

Dea Madre o Dea della Vita, fatto sta che il tintinnio di questa moneta ricorda quello dei trenta denari buttati da Giuda sul pavimento del Tempio.

In primo luogo perché sulle monete dello Stato della Città del Vaticano esigiamo che vengano raffigurati Nostro Signore, la Santissima Trinità, Santi, scene sacre o elogiative della cultura cristiana (v. le monete per celebrare Raffaello).

Qui abbiamo una sostituzione bella e buona: da Maria Vergine incinta a Pachamama incinta. Dal sacro al profano.

Da un contenuto cattolico ad uno non cattolico, come avvenne qualche anno fa quando sempre il Vaticano emise un francobollo raffigurante Martin Lutero inginocchiato davanti a una Croce e con in mano una Bibbia, in occasione del 500° anniversario della Riforma Protestante.

In secondo luogo, ammesso e non concesso che si voglia celebrare il “Creato” (e non la Terra), quasi che se ne sentisse il bisogno perché nessuno lo fa, era indispensabile farlo secondo una prospettiva e una sensibilità cattolica, ovvero trascendente, dove il Creato è al servizio dell’uomo.

Non si onora una donna che invece di partorire Dio partorisce il mondo!

E’ Dio che ha creato il mondo — e quindi non coincide con il mondo — e quindi non si può farlo diventare una divinità pagana.

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Link Originale: https://lanuovabq.it/it/il-vaticano-paga-in-pachamama

Scelto e pubblicato da Franco