C’è del marcio ai vertici delle Forze Armate americane

Andrea Widburg per The American Thincker

Il libro anti-Trump scritto da Bob Woodward sta per essere pubblicato.

I media si concentreranno interamente sull’affermazione, facilmente confutabile, che Trump abbia gestito male il virus Wuhan “mentendo al popolo americano”.

Ciò che i media ignoreranno è un’affermazione molto più grave: ovvero che l’ex Segretario Generale della Difesa, James Mattis, abbia complottato per rovesciare Trump e la sua Amministrazione.

Questo fatto, se verificato, confermerebbe un mio antico timore sui danni che Obama ha inflitto ai vertici del Pentagono.

The Conservative Treehouse ha colto il punto [https://theconservativetreehouse.com/2020/09/09/bob-woodward-general-james-mattis-plotted-overthrow-of-u-s-government/]:

“”Secondo un estratto pre-release del Washington Post, Bob Woodward scrive di una discussione fra il Generale James Mattis e il Direttore dei Servizi Segreti Nazionali Dan Coats, relativa a un complotto per rovesciare il Governo degli Stati Uniti.

[omissis]

Come si chiama una conversazione fra il Segretario alla Difesa e il Capo dell’Apparato di Intelligence degli Stati Uniti, in cui si parla di un’azione collettiva volta a rimuovere un Presidente eletto?  Si chiama sedizione …””.

Fin dallo scorso ottobre è stato chiaro che l’Amministrazione Obama (con l’aiuto di Bill Clinton) aveva disseminato il Pentagono di Generali Democratici la cui fedeltà era verso il Deep State, il sinistrismo culturale e il famigerato e redditizio “complesso militar-industriale” — da cui Eisenhower aveva messo in guardia nel 1961.

In soli cinque anni Obama effettuò nel Pentagono un’importante epurazione, licenziando quasi 200 Alti Ufficiali che sostenevano il “Vecchio Credo”, secondo cui l’esercito esiste per proteggere l’America e non per altri scopi.

Rimasero solo quelli legati ai Democratici.

Mentre era ancora nelle Forze Armate, l’Ammiraglio McRaven diede a bin Laden una sepoltura rispettosa e privata.

Una volta uscito, scrisse un editoriale per il New York Times, consigliando fortemente un “colpo di stato” contro Trump.

Barry McCaffrey, un Ufficiale della Casa Bianca di Clinton, paragonava Trump a Mussolini perché aveva cancellato gli abbonamenti al “Giornale della Casa Bianca”!

Il Vicepresidente dello Stato Maggiore di Obama, James Winnefeld, si offese a nome del terrorista dell’ISIS Abu Bakr al-Baghdadi, perché Trump fece una mossa psicologicamente intelligente, dicendo ai seguaci di al-Baghdadi che egli era morto come un codardo.

A novembre, Sundance del Conservative Treehouse sottolineò che, nonostante il Ten. Col. Alexander Vindman avesse usato il sistema back-channel per cercare di contrastare la politica estera del suo Comandante in Capo, il Dipartimento della Difesa lo invitò comunque a tornare al NSC.

Per Sundance: L’Esercito degli Stati Uniti sta collaborando con la CIA per rimuovere il Presidente degli Stati Uniti dal suo incarico””.

Tutto questo per dire che al Pentagono sta succedendo qualcosa di grave.

Le implicazioni non sono solo nel passato. Sono anche nel futuro.

Michael Anton ha scritto un grande articolo in cui dice che i Democratici stanno apertamente pianificando un “colpo di stato” se Biden non dovesse vincere.

Uno dei punti cruciali del “colpo di stato” è il coinvolgimento dei militari.

Michael Anton sostiene che alcuni Ufficiali in pensione, come quelli di cui ho parlato all’inizio (e scommetto che tra questi ci siano anche Mattis e McRaven), abbiano già detto che sosterranno il “colpo di stato”.

Probabilmente hanno ancora degli alleati all’interno del Pentagono, fra coloro che continuano a beneficiare del flusso si denaro che scorre verso il redditizio complesso militar–industriale.

Il ridicolo articolo di The Atlantic su “Trump che manca di rispetto ai caduti” era inteso non solo a ottenere i voti dei militari, ma anche a preparare il terreno per il “colpo di stato”, il giorno dopo le elezioni.

L’indottrinamento della “Critical Race Theory” e otto anni di politiche obamiane hanno trasformato molti alti militari da fortemente conservatori  in altrettanto forti democratici.

L’unico modo per mettere fine a tutto questo è che il 3 novembre ci sia un’affluenza schiacciante dei sostenitori di Trump, che ricordi ai Democratici (non importa dove si trovino), ai media, a Hollywood, ai militari, agli appaltatori della difesa … insomma a tutti, che dietro Trump c’è il popolo.

Si dice in giro che i Democratici hanno fatto in modo di organizzare, per dopo le elezioni (a meno che non avvenga un miracolo e Biden vinca), uno sconvolgimento generale in tutto il Paese.

Ma, se Trump vincesse, i disordini organizzati dai Democratici incontreranno tutta la “forza della legge” (e del giusto processo).

L’America potrà tornare ad essere la migliore e la più libera nazione della terra.

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Link Originale: https://www.americanthinker.com/blog/2020/09/there_is_something_very_wrong_with_some_in_the_top_ranks_of_americas_military.html

Scelto e tradotto da Franco