Navalny avvelenato, North Stream II e Stasi reloaded: una versione per mettere tutti d’accordo nel caos apparente, fomentato da Berlino

Navalny non era una minaccia per Putin, si sa, con percentuali di voto da prefisso telefonico. Parimenti egli sembrava “di molto” avere le fattezze di una spia straniera; di norma quelli più attrezzati per inserire spie in Russia sono gli uomini della ex DDR, a maggior ragione quelli post 1990, ossia la Stasi fusa nel BND sotto Schauble, il potentissimo ministro della segretezza economica tedesca. Il North Stream II rappresenta invece l’autonomia energetica germanica o quasi, infatti i 100+ bcm/yr di metano sono davvero la pietra angolare del sogno di potenza per via energetica della Germania.

North Stream II maturato – lo ricordo – con un accordo della 25.a ora che uccise Atene nel suo tentativo di GREXIT ante 2015, ossia tagliando la linea di credito russa promessa da Mosca con Varoufakis a capo delle finanze, linea necessaria per uscire dall’euro; ciò avvenne, il tradimento russo ad Atene intendo, in forza di un accordo a tre tra Merkel-Putin e Obama atto a permettere – in cambio del mantenimento dell’euro ossia del ritiro del prestito russo ad Atene (infatti la fine della moneta unica sarebbe stata in grado di deragliare la rielezione di Obama, così fu venduta all’inquilno della Casa Bianca, si dice) – il raddoppio del collegamento gas-energetico russo, bruciando per altro il South Stream Italiano e con esso Saipem ed ENI.

All’appello manca dunque la Stasi, con il deputato tedesco Gregor Gysi che oggi dice che l’avvelenamento di Navalny è stato perpetrato da gente che non voleva il North Stream II. Si dice ci sia un vecchio detto in Stasi, “bisogna sempre dire il contrario della realtà che ti infastidisce”, o qualcosa del genere. Bene, Gregor Gysi è anche figlio di un plenipotenziario riconosciuto della Stasi, addirittura ex ambasciatore alla Santa Sede della DDR durante il sequestro Moro, poi traslocato in fretta e furia all’estero dopo il tragico epilogo. Il figlio attuale, Gregor, del partito SPD, è stato guarda caso anche finanziatore di Karola Rackete, ossia della ONG Sea Watch, indicando perfettamente la strada che la Stasi ha percorso, con un piano 3D, per destabilizzare l’Italia (e la Grecia).

Oggi i formidabili servizi segreti tedeschi potrebbero anche aver avvelenato Navalny, ovvero aver fatto finta di avvelenarlo. Per farlo tornare in patria, forse era davvero un loro asset, versione plausibile quanto meno. Dando poi la colpa alla Russia per l’avvelenamento.

Ossia, forse i tedeschi speravano così di creare un’onda mediatica anti russa per cui il mondo occidentale si sarebbe scagliato contro Mosca e contro Putin, cosa che invece NON è accaduta complice l’uscita in diretta di Trump che ha detto “Non c’è nessuna prova dell’avvelenamento russo di Navalny“. Come dire, se non la piantate diciamo che siete stati voi tedeschi, forse… (la prima vera crepa Russia-Germania è arrivata, verso la Yalta II ?)(…)

Il movente tedesco del fallito piano poteva ben essere che, ad esempio, visto che Trump sta per dinamitare il progetto di North Stream II forse anche d’accordo con Putin, a fronte di qualche contropartita vicino-caucasica per Mosca dagli States (che forse oggi non si può ancora dire), Berlino potrebbe aver deciso di tentare il tutto per tutto per salvare il progetto del gas dal nord, vitale, l’equivalente di un piccolo lebensraum energetico tedesco. Ben conoscendo il piano l’attacco in corso anti-tedesco, dagli USA. Dunque ecco forse la messa in scena di Navalny avvelenato per sviare l’attenzione, non mi stupirei di vederlo fra un po’ zampettare da qualche parte, certamente cercato dai media UK e USA che faranno a gara per trovarlo vivo e vegeto, il Navalny, mentre i media tedeschi faranno invece l’opposto, proprio non lo cercheranno lasciandolo nell’oblio, un po’ come successe con il gambizzatore di Schauble o con l’ex moglie del compagno di Angela Merkel.

Chiaro, queste sono ipotesi, un modo come un altro per mettere ordine agli eventi. Certamente quella presentata è solo una delle tante ipotesi possibili, che potrebbe essere comunque vera in parte o in toto, direi più in parte al limite (…). Ma che se non altro ha il pregio di mettere in evidenza – che è il vero scopo dell’intervento – quali siano i veri driver della faccenda Navalny-North Stream II-sfida agli USA da parte dell’asse sino-tedesco.

In attesa del coup de theatre: l’esposizione degli artefici europei dell’Obamagate, appena – presto o tardi – il gen. Flynn verrà riabilitato. Sono sicuro che ne vedremo delle belle, in Germania ed in Italia.

Quello che deve rimanervi di questo pezzo non è tanto l’ipotesi presentata, una delle tante sul tavolo, ma la sensazione – NETTA – che le cose soprattutto di questi tempi non sono quasi mai come ve le fanno apparire, ad arte.

Abbiate ancora un po’ di pazienza.

MD