C’E’ CHI DICE NO

Roberto Alice per MittDolcino.com

Così, fra Covid, crisi economica ed altro notevole rumore di fondo, sapientemente propagato da ogni media, siamo giunti alla vigilia del voto.

Ed in strada per ora nessuna voce, o quasi, ad animare i comizi elettorali.

Un referendum che cambia un articolo della Costituzione è una cosa importante, ma la gente comune, quella che trovi al mattino a colazione in qualsiasi italico bar parla d’altro.

Ricordo in un passato, nemmeno tanto remoto, banchetti e capanelli di gente ovunque per strada, molti a suffragio della nostra Costituzione così com’è.

Tanta animosità solo qualche anno fa, ora scomparsa, perché?

Perché sarebbe il caso che i nostri rappresentanti politici pensassero a salvare il paese, abbiamo un tessuto industriale morente, una scuola in via di disfacimento anche causa covid, una sanità….

Non serve continuare vero?

In buona sostanza, non è certo la riduzione dei  parlamentari a salvare le nostre sorti, il risparmio ottenuto vale secondo diverse fonti lo 0,007% del nostro PIL.

Vedi qui https://www.wired.it/attualita/politica/2019/10/09/taglio-parlamentari-risparmio/?refresh_ce=

E qui: https://www.repubblica.it/economia/2019/07/24/news/quanto_si_risparmia_davvero_con_il_taglio_del_numero_dei_parlamentari_-231936717/

Politiche migliori. Sono possibili?

Una politica meritevole, al posto di produrre questi scempi, si adopererebbe per incrementare il PIL.

Esempi? Valutare gli impatti di una diminuzione del cuneo fiscale sul lavoro, valutare una re-internalizzazione in Italia di alcune filiere produttive.

Quanto costerebbe un piano industriale per riportare la chimica e l’elettronica in Italia e quale PIL potrebbe sviluppare? Quanta occupazione potrebbe nascere?

Mi domando se il professore di Lettere, Storia e Filosofia che presiede il ministero economico pensa in questi termini, magari coadiuvato dal suo collega alle attività produttive.

Invece no, la logica è diversa, ed a voler guardare la storia sembra si stia seguendo un’altra agenda.

Le ombre del passato sono presenti

Quella della famosa “P2” di Ligio Gelli. Infatti, la riduzione del numero di parlamentari era espressa nei loro documenti, come vedete nell’immagine seguente.

La versione originale la trovate qui: https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=File%3APiano_di_rinascita_democratica_della_Loggia_P2.djvu&page=1

Ma chi era Gelli? Purtroppo in Italia abbiamo la memoria generalmente corta.

Mentre molti dei nostri nonni erano impegnati a salvare il paese, rischiando la loro vita, questo signore aveva altri incarichi.

Qui c’è un interessante approfondimento sull’argomento https://www.attivismo.info/il-taglio-dei-parlamentari-da-mussolini-alla-loggia-p2/

Cioè era un importante funzionario del Partito Fascista di allora. Ergo, stiamo portando avanti un programma del sepolto partito, vietato per legge nel nostro paese?

Ora, guardando a quell’agenda, possiamo notare che in tempi moderni parecchi punti sono già stati realizzati, l’immagine che segue ne da una semplice traccia sinottica.

link https://www.ilmediterraneo.org/24/09/2019/taglio-del-numero-dei-parlamentari-un-risparmio-per-la-democrazia/

Come possiamo notare, diversi punti sono già stati realizzati, la P2 ed il suo esponente apicale non ci sono più.

Sembra però che le loro idee, provenienti da terre ignote e nascoste, continuino a palesarsi attraverso ambasciatori insospettabili.

L’articolo 18 lo abbiamo abolito, il lavoratore è diventato “merce”, chissà a chi fa comodo, al lavoratore non di certo.

Scorrendo i punti, notiamo che ormai i sindacati sono diventati dei centri di assistenza fiscale, utili a farti pagare una bolletta elettrica più bassa.

Se appartieni a quella schiera di disperati, che il neoliberismo produce in quantità industriale.

La riduzione dei partiti in club sovra gestiti, non è una legge, ma “de facto” questo punto è ampiamente e quasi totalmente operativo.

Della televisione è inutile parlarne e le provincie sono state abolite, “cui prodest?”.

E gli altri che fanno?

Tornando al punto della riduzione dei parlamentari oggetto del referendum autunnale, è interessante mettere a confronto la nostra rappresentanza con quella di altri paesi, per scorgere la ratio, se c’è, che sottende al numero dei parlamentari.

link http://www.partecivile.eu/numero-parlamentari-stati-europei-confronto/

Ebbene in Italia il numero di parlamentari è 1,6 ogni 100 mila persone.

Cioè lo 0,0016%, ben più basso che nei cosiddetti paesi frugali dove il numero sale a oltre 3 parlamentari per 100 mila cittadini.

Saranno “frugali” nella spesa di stato, che è tutta da verificare ed abbiamo già parlato dell’inganno occulto in questo concetto, ma non sono per niente frugali nella dotazione della loro rappresentanza politica.

Quindi, quando si tratta del controllo del loro paese, della difesa dei loro personali interessi, non badano a spese.

Quello che io noto è che nell’opera di lobbismo (quello legale s’intende), si avrà un risparmio certo diminuendo il numero di persone da convincere ed informare.

Sull’argomento Barneys aveva fatto studi approfonditi, varrebbe la pena riprenderli per andare a votare con la mente più lucida possibile.

Tocca a noi fare qualcosa di meglio

Fra poco saremo chiamati alle urne per approvare il taglio dei Senatori da 315 a 200, e dei deputati da 630 a 400, ovvero per respingere questa follia.

Quando ci siamo dimenticati che il paese è una cosa nostra.

Che i nostri rappresentanti non vanno ridotti perché equivalale a ridurre il controllo popolare, viceversa andrebbe rafforzato il controllo territoriale dell’eletto.

Quando ci siamo dimenticati che le pressioni sul politico di rappresentanza vanno fatte dai cittadini che lo hanno eletto.

Non dal rappresentante di questa o quell’altra corporazione industriale/finanziaria.

Vogliamo risparmiare una percentuale di PIL da prefisso telefonico? (ricordo che stiamo parlando dello 0.007%) Benissimo, abbassiamo lo “stipendio” dei parlamentari.

L’immagine mostra plasticamente il grafico degli emolumenti dei rappresentanti politici nelle varie nazioni.

link https://www.money.it/Stipendi-parlamentari-quali-piu-alti-in-Europa-quanto-spende-l-Italia

Salta all’occhio che c’è ampio margine di manovra per un abbassamento del loro stipendio, del resto il popolo lo ha già subito senza chiederlo.

Disoccupazione, distruzione di interi settori industriali, riduzione di stipendi ed altre amenità.

Adesso tocca a voi seguire il nostro esempio. Dovrebbe essere il contrario, ma tant’è, in un mondo capovolto, tocca alla gente comune insegnare ai propri governanti come si fa.

Senza scomodare il popolo, che secondo la “magna carta” è sovrano, basterebbe variare il regolamento della due camere.

Sarebbe anche una bella figura da fare, davanti ai vostri elettori che, statene certi, vi cancelleranno al prossimo giro.

Per questi motivi è necessario votare NO e respingere questa ennesima diminuzione dei nostri diritti.

O noi o loro

Dobbiamo respingere lo stato mentale in cui il popolo sia gregge guidato da un pastore al soldo delle elite.

Matematicamente è impossibile che un ristretto numero di sovra gestori possano avere idee migliori di milioni se non miliardi di individui.

Viceversa è più facile che tutto questo sia solo l’interesse dei pochi e sicuramente non l’interesse nostro.

R.A.

P.S. Approfondimenti sul quesito referendario qui: http://www.riformeistituzionali.gov.it/it/la-riduzione-del-numero-dei-parlamentari