Siamo in pre-guerra e sul Titanic romano lo champagne francese è versato a fiumi, soprattutto dalle opposizioni interne. L’Italia deve puntare ad una ZEE esclusiva e concordata con Grecia e Egitto, con supervisione anglo!

Tre argomenti: il primo, la pre-guerra nel Mediterraneo, con la Turchia che ambisce ad allargare i propri confini quanto meno a danno di Grecia, Italia (Libya) ed Egitto oltre che di Israele. La seconda, la necessità Italiana di rispondere a tale deriva, che presupporrà a breve una guerra a fianco della Grecia (“siamo tutti ateniesi“). La terza, lo scempio italico, dove le opposizioni interne al governo, ossia i renziani, se la spassano alla faccia degli italiani che sono invece alla frutta economica, oltre a sembrare boicottare leggi cruciali per la sussistenza a lungo termine dello Stato (…). In breve, sull’ultimo punto, il vero problema del Paese resta l’asse Renzi-Verdini-Salvini, il resto è gestibile.

I segnali geostrategici non sono nemmeno più tanto deboli, sembrano anzi forti e chiari, frutto di una stratificazione caotica pluriannuale che parte dalla crisi subprime passante tramite il revanscismo tedesco degli anni clintoniani. Ben sapendo che la regia resta tra Berlino ed i confini tedeschi con la Danimarca, con dependance protetta a Stoccolma. Ossia, oggi l’asse è [Germania-Turchia-Iran-Cina], con il fine di sfidare di nuovo il potere anglo globale, non c’è il due senza il tre. La tirchia Turchia è stata potenziata dagli USA in termini tattici, per smontare il caos siriano con contemporanea protezione di Tel Aviv. Ankara arrivò fino alla Libya giusto in forza dei tradimenti interessati prima di tutto dei leghisti (alas, gialloverdi) che confezionarono la Via della Seta con Geraci [e Centinaio con firma ufficiale con Alibaba, la cui testa aziendale resta fiorentina ex Mediaset, ndr]: in pratica dopo l’incredibile firma dell’accordo cinese, all’Italia gialloverde si dice venne offerta da Washington la “ripresa” della Libya in cambio della cancellazione dell’accordo BRI. Al rifiuto – sembra – “nazional padano”, al pari nel caso di un alto tradimento (…), ci fu il ripiegamento USA – TATTICO – vero la Turchia, dunque spodestando ENI, destinata a fallire se continua così (…).

Ora la LIbya fa l’All In pensando di essere in posizione di forza con gli USA per i “favori” siriani passati.  Il problema è che la crisi economica turca presuppone, come al solito, impossessarsi di assets stranieri per fare stare in piedi il proprio Paese, un po’ come la Francia vuole fare con l’Italia da anni (la Francia ha sempre combattuto “l’Italia con il nucleare” per paura che reattori nucleari in Italia rendessero disponibile armi in grado di rendere la Penisola non contendibile in modo permanente, ndr). Ora siamo arrivati al dunque e la Turchia, promettendo di non intromettersi ad una eventuale sfida “anglo” all’Iran, gioca le sue carte nel Mediterraneo, ambigue, con Berlino come consulente strategico occulto, sperando di prendersi quasi tutto. Chiaramente è l’Italia a doversi opporre, dunque.

Berlino che, sfruttando Obama, riuscì ad ottenere l’approvazione del North Stream II in cambio dell’accordo coi russi nel 2012 di non rompere l’euro pagando lato russo per la GREXIT, accordo già concluso e poi rinnegato da Mosca facendo naufragare Varoufakis (…). Ossia per evitare di deragliare la ripresa economica USA in vista delle elezioni americane del II mandato obamiano.

Ora siamo al punto in cui la Turchia è inarrestabile: vuole la ZEE greca e vuole la Libya. L’Italia non può e non deve stare ferma.

La Francia sempre traditrice invece si muove, fortunatamente la reputazione francese è talmente distrutta in termini di promesse non mantenute che nessuno si fida di Parigi, meno male.

L’Italia, ripeto, non può stare ferma. Come sottolineato da E. Luttwak oggi, la Francia agisce nel contesto greco, l’Italia invece sta incredibilmente ferma. Chiaro, il PD in seno al governo spinge sottilmente per lasciare spazio alla Francia, mi chiedo come nutriranno i loro figli i politici del PD tra qualche lustro (ecco perchè Gualtieri se ne andrà , sperriamo sostituoto da Giulio Tremonti, do ut des). Ben sapendo che Berlusconi ha ormai la sua agenda filo europea, prima trapasserà con tutti gli onori meglio sarà per il Paese verrebbe da dire.  Resta infatti inaccettabile che un Paese debba sottostare alle pulsioni senili di un anziano egoista senescente quando si tratta di gestire gli interessi nazionali a lungo termine (qualcuno dovrebbe poi meditare sulla genesi della scelta tattica di altissimo livello – anche per il suo sdoganamento personale – di avere eventualmente a fianco una donna non etero, tanto utile nei rapporti EU degli ultimi lustri, …).

Chiaramente Giuseppe Conte, uomo USA in Italia, non può stare fermo. Confidiamo tenga le carte coperte fino a Novembre ma siamo pressochè sicuri che la regia di Berlino farà in modo do velocizzare i piani, giocandosi il tutto per tutto. Quello che va infatti notato è che Berlino e Pechino NON vogliono abbassare la testa con gli USA questa volta, arrivando a novelle e variegate forme di Zimmermann Telegram (…).

In tale contesto il lockdown minacciato da Conte in Italia resta uno strumento fondamentale, a protezione dell’Italia: non tanto dal virus, ormai sconfitto, quanto nelle conseguenze economiche in caso di calamità sociale fomentata da Berlino e Parigi in Italia ad esempio. O in caso di conflitto armato nel Mediterraneo e contro l’asse capitanato da Berlino e Pechino, le quali non avrebbero nessuna remora a mandare tutto “in vacca” facendo scoppiare l’inferno sociale in Italia, magari anche per via EU ed il blocco dei fondi, o dell’azione della BCE a sostegno dei paesi europeriferici (alla fine l’esercito USA in Germania per il Defender 2020 resta un ottimo deterrente, eccezionale direi). Oltre che con derive secessioniste interne.

Capite dunque che è stato davvero essenziale NON firmare il MES, come invece voleva la direzione della Lega (a letto con Verdini) ad esempio.

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Salvini e M.me Verdini si lasciano appena dopo il tweet di Trump pro Conte,  a fine agosto 2019? Un caso o un semplice paravento? O magari un trucco per poter aver la scusante di “incontrare” i sodali renziani senza problemi di “media”? Ah, a saperlo… (in rete impazzano anche ipotesi diciamo “osè” su un fantomatico contratti di governo, vedasi sopra…)

Tutto punta a ottobre/novembre prossimo dunque, con innegabili scossoni attesi. Alla fine si può davvero riassumere la situazione attuale con la considerazione che il lockdown potenziale servirà o per far uscire l’Italia dall’euro, a vantaggio tedesco ossia delle elites nazionali soprattutto padane con grossissimi capitali appunto in euro. O per restare nell’euro distruggendo il benessere nazionale confiscando i beni delle famiglie italiane PER RESTARE NELL’EURO, con innegabili strascichi innescati da chi detiene l’informazione in Italia, ossia a vantaggio delle stesse elites di cui sopra. Insomma, il virus non c’entrerebbe nulla (…).

In ultimo Matteo Renzi che si “scialla” con i suoi di Italia Viva, senza mascherina per altro, in feste baldanzose e motoscafate varie, oltre a vacanze lussuriose all’estero del “capo”: ormai Renzi pensa che gli sia concesso tutto, vedremo se avrà ragione. Resta il fatto che Italia Viva si è espressa più o meno ufficialmente per l’obbligatorietà dei vaccini COVID in Italia. Oltre ad aver boicottato l’inserimento della golden share anche in difesa di attacchi da parte  di aziende EU voluta invece da Giuseppe Conte. Insomma, si è in pre-guerra anche in termini cd. interni direi, nel senso di interessi preminenti dello Stato.

Vedremo che succederà. Resta la nostra proposta di una ZEE condivisa tra Egitto-Grecia e Italia, con ombrello anglo per la condivisione delle risorse in zona. Chiaramente tale passo dovrebbe presupporre il ridimensionamento delle policies pro-elettriche in EU, ossia l’uscita dell’Italia e della Grecia dall’euro. Qualcuno ci sta lavorando.

Mitt Dolcino