Uomini col ciclo, sconcertante Lines (trans) ultra

Uomini con il ciclo. La sconcertante risposta della Lines a un utente. La donna trans (ossia l’uomo che si crede donna) è veramente una donna e quindi avrà, come tutte le altre, le mestruazioni. È il pensiero “Lines ultra” che si fa “Lines trans” tanto è ultra, ossia estremo.

Tommaso Scandroglio per La Nuova BQ

Sul sito del noto brand di assorbenti femminili c’è una pagina dedicata ai temi arcobaleno.

Quelli della Lines — è proprio il caso di dirlo — hanno assorbito perfettamente il gaiamente corretto e così, accanto ad informazioni corrette, leggiamo che «l’identità di genere […] è qualcosa di più ampio rispetto alle semplici caselline M o F da barrare su un certificato di nascita o su qualsiasi altro documento e può comprendere alternative che vanno al di là degli stereotipi binari (M o F)».

E pensare che la Lines ci ha campato una vita su metà di questo stereotipo binario.

Si aggiunge che «possiamo pensare a uno “spettro” che collega i due estremi del genere maschile e del genere femminile».

In effetti l’immagine che ne emerge è davvero spettrale.

Passiamo all’orientamento sessuale: 

«Anche in questo ambito, non ci sono soltanto due caselline da barrare, ma diverse sfumature da conoscere e rispettare. […]

L’orientamento sessuale non è un’etichetta che dobbiamo metterci in fronte da ragazzi e portare per il resto della vita, ma è piuttosto una condizione fluida che può cambiare — poco o tanto — nel corso degli anni, anche in età adulta.

Molte ricerche psicologiche e scientifiche dimostrano infatti che non è raro avere un orientamento sessuale fluido e non c’è assolutamente niente di male.

La fluidità sessuale si manifesta sia nei maschi che nelle femmine, perché la capacità di modificare le proprie tendenze sessuali è innata nell’essere umano».

A margine: che sia innata è tutto da dimostrare.

Il sito si pone poi una domanda: «Come capire il proprio orientamento sessuale?».

Risposta: «Esistono diversi test psicologici, ma la prima regola dovrebbe essere quella di ascoltare il proprio cuore senza pregiudizi, senza precludersi nulla solo per datati tabù e stereotipi sui ruoli di genere».

Dunque siamo nel pieno dell’etica fenomenologica. 

Si parte da un dato vero perché reale: l’esistenza di persone che presentano una identità psicologica sessuale che mal si concilia con il dato biologico o che hanno un orientamento diverso da quello eterosessuale.

Si passa poi ad un giudizio morale positivo in merito a queste realtà.

Dunque, se esiste una percezione di sé in merito all’appartenenza al mondo maschile o femminile che è in antitesi con il sesso cromosomico e se esiste l’orientamento omosessuale, il fatto stesso che esistano tali percezioni e tali orientamenti giustifica, sul piano morale, la loro esistenza.

Fin qui, a ben vedere, nulla di nuovo sotto il sole. 

Il bello però viene dalla risposta che fornisce Lines ad un utente del sito.

Leggete bene perché non ci sono refusi di stampa:

«Ciao Fernando, proprio come specificato nel nostro articolo l’identità di genere rappresenta la percezione che ciascuno ha di sé come maschio o come femmina.

Questa condizione non necessariamente coincide con l’avere o non l’avere le mestruazioni.

Così come ci sono donne che non hanno il ciclo ci sono uomini che lo hanno anche non sentendosi donne.

I nostri prodotti sono per chiunque ne abbia bisogno».

Avete letto bene: uomini con il ciclo.

E non ci riferiamo al mezzo di trasporto a due ruote.

Se leggiamo questo post da persone che non hanno bisogno di un TSO (trattamento sanitario obbligatorio) non ne veniamo a capo.

Infatti, tenteremmo di figurarci uomini con perdite ematiche dal retto che, forse, anche per questo motivo si sentono donne.

Eppure, dato che esiste la sindrome di Couvade (detta anche gravidanza isterica che colpisce gli uomini), non si può escludere che esista anche il mestruo isterico maschile.

Però tutte queste spiegazioni sono tirate un po’ per i capelli.

La soluzione appare invece chiara se entriamo nella mente sottile come un assorbente dell’estensore del post.

Gli uomini che hanno le mestruazioni, pur non sentendosi tali, sono i transessuali o transgender che sono biologicamente uomini ma si sentono donne o comunque non uomini.

Ovviamente, obietterebbe l’uomo della strada, non basta sentirsi donne per avere le mestruazioni.

Sbagliato: se è sufficiente percepirsi come donna per essere realmente donna, va da sé che la percezione di sé come donna è più che sufficiente per avere le mestruazioni.

La donna trans (ossia l’uomo che si crede donna), ci dice la gender theory, è veramente una donna e quindi avrà, come tutte le altre, le mestruazioni.

A rovescio: guai a dire che una donna trans non ha le mestruazioni.

Perché significa che, sotto sotto, la consideri non uguale a tutte le altre donne.

È il pensiero “Lines ultra” che si fa “Lines trans” tanto è ultra, ossia estremo.

Comunque c’è da ammettere che quello che disegna la Lines è un mondo bellissimo: basta credersi qualcuno e lo sei realmente, con tutti i benefici annessi.

Da domani avremo quindi mille Papi, duemila Presidenti del Consiglio, tremila Cristiano Ronaldo e tre miliardi di divinità (in quest’ultimo caso non serviva il post della Lines per credersi tali).

Curiosamente, il post mestruale della Lines va oltre e si pone in netto contrasto con una recente polemica che ha investito J.K. Rowling, la “mamma” di Harry Potter.

La Rowling aveva criticato il titolo di una pubblicazione che così recitava: «Creare un mondo post-Covid-19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni».

L’articolo, molto femminista, voleva stare dalla parte delle donne, delle vere donne e non dei transessuali donne.

Dunque, se nel titolo si fosse usato il termine “donna”, questo avrebbe incluso anche i trans.

Ecco allora l’escamotage: usiamo l’espressione “persone che hanno le mestruazioni” che include solo le donne-donne.

La scrittrice inglese però non c’è stata a farsi scippare la parola “donna” dal mondo trans e così ha replicato su twitter: «“Le persone che hanno le mestruazioni”. Sono sicura che ci fosse una parola per quelle persone. Qualcuno mi aiuti. Wumben? Wimpund? Woomud?».

Ovviamente la parola corretta era “women”, ossia “donne”.

Ecco, la Lines è riuscita a scavalcare anche questo escamotage che pretendeva un’esclusiva linguistica a beneficio delle donne (e capirai che beneficio …).

Ma sì, che anche gli uomini abbiano il ciclo. Però che non si fermino lì.

Pretendiamo anche gli sbalzi di umore, una forma mentis labirintica, la capacità ammirevole di trasformare un atto di gentilezza maschile in vilipendio alla femminilità e molto altro.

Però esiste un confine che anche gli uomini con le mestruazioni non riusciranno mai a valicare.

Quel confine, che è magico, separa il mondo maschile da quello femminile e oltre quel confine troverete il genio femminile, il talento in rosa di riconoscere il valore delle piccole cose, la disposizione naturale della donna alla donazione di sé fino all’eroismo, lo sguardo ricco di dolcezza che smussa ogni angolo.

Rassegnati uomo con il ciclo: non potrai mai avere tutto questo. Nemmeno se indosserai un assorbente Lines.

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Link Originale: https://www.lanuovabq.it/it/uomini-col-ciclo-sconcertante-lines-trans-ultra

Scelto e pubblicato da Franco