Economia e Pandemia, ora arriva il «Grande Reset» di Davos

Renovatio 21 propone questo articolo di William F. Engdahl, tradotto da Alessandra Boni

Per coloro che si chiedono cosa accadrà dopo che la pandemia di Covid-19 ha portato al blocco quasi completo dell’economia mondiale, causando la peggiore depressione dagli anni ’30, i Leader della principale ONG della globalizzazione, il “World Economic Forum” di Davos, hanno appena svelato i contorni di ciò che dobbiamo aspettarci nei mesi a venire.

Queste persone hanno deciso di usare la crisi come un’opportunità.

Il 3 giugno, tramite il loro sito Web, il “World Economic Forum” di Davos (WEF), hanno svelato i contenuti del prossimo forum di gennaio 2021.

Lo chiameranno il «Grande Reset». Utilizzeranno l’impatto sbalorditivo del Coronavirus per far avanzare un piano molto specifico.

In particolare, tale Agenda si integra perfettamente con un’altra, l’”Agenda 2030″ varata dall’ONU nel 2015.

L’ironia del principale forum mondiale sull’economia — quello che ha avanzato l’”Agenda della Globalizzazione” a partire dagli anni ’90, abbracciando quello che chiamano “sviluppo sostenibile” — è davvero enorme.

Lascerebbe pensare che questo programma non riguardi esattamente ciò di cui il WEF e i partner stiano realmente parlando.

Il Grande Reset

Il 3 giugno il Presidente del WEF Klaus Schwab ha pubblicato un video che annuncia il tema annuale per il 2021, il “Grande Reset”.

Sembra essere nientemeno che la promozione di un’Agenda Globale volta a ristrutturare l’economia mondiale secondo linee molto specifiche, molto simili a quelle sostenute dall’IPCC, da Greta dalla Svezia e dai suoi amici aziendalisti come Al Gore o Larry Fink della Blackwater.

È interessante notare che i portavoce del WEF inseriscano il “reset dell’economia mondiale” nel contesto del Coronavirus e del conseguente crollo dell’economia industriale mondiale.

Il sito web del WEF afferma che: «Ci sono molte ragioni per perseguire un Grande Reset, ma la più urgente è l’epidemia di Covid-19».

Quindi, il Grande Reset dell’economia globale deriva dal Covid-19 e dalle «occasioni» che presenta.

Annunciando il tema del 2021, il fondatore del WEF, Schwab, ha quindi affermato, spostando abilmente l’attenzione:

«Abbiamo un solo pianeta e sappiamo che il cambiamento climatico potrebbe essere il prossimo disastro globale con conseguenze ancor più drammatiche per l’umanità». 

Sottintende che il cambiamento climatico è il motivo alla base della catastrofe della pandemia di Coronavirus.

Per evidenziare l’”Agenda verde sostenibile”, il WEF si è avvalso della partecipazione dell’aspirante Re d’Inghilterra, il Principe Carlo.

Riferendosi alla catastrofe globale di Covid-19, il Principe di Galles ha detto:

«Se c’è una lezione cruciale che possiamo imparare da questa crisi, è che dobbiamo mettere la natura al centro di quello che facciamo. Semplicemente, non possiamo più perdere tempo».

Insieme a Schwab e al Principe Carlo c’è anche il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres:

«Dobbiamo costruire economie e società più uguali, inclusive e sostenibili che siano più resistenti di fronte alle pandemie, ai cambiamenti climatici e ai molti altri cambiamenti globali che affrontiamo».

Tenete bene a mente il suo discorso su «economie e società sostenibili». Lo riprenderemo in seguito.

Anche la nuova responsabile del FMI, Kristalina Georgieva, ha appoggiato il Grande Reset.

Fra gli altri resettatori del WEF ci sono: Ma Jun (Presidente del “Green Finance Committee” della “China Society for Finance and Banking” e membro del “Monetary Policy Committee” della “People’s Bank of China”), Bernard Looney (CEO di BP), Ajay Banga (CEO di Mastercard) e Bradford Smith (Presidente di Microsoft). 

Non fraintendete, il Great Reset non è il momento migliore per Schwab e i suoi amici. Il sito web del WEF afferma che:

«I blocchi causati dal COVID-19 potrebbero gradualmente allentarsi, ma l’ansia per le prospettive sociali ed economiche del mondo si sta intensificando. Ci sono buone ragioni per preoccuparsi: una forte recessione economica è già iniziata e potremmo affrontare la peggiore depressione dagli anni ’30. Ma, anche se probabile, questo risultato non è inevitabile».

Gli sponsor del WEF hanno grandi progetti:

«Il mondo deve agire congiuntamente e rapidamente per rinnovare tutti gli aspetti della nostra società e della nostra economia. Dall’istruzione ai contratti sociali e fino alle condizioni di lavoro. Ogni paese, dagli Stati Uniti alla Cina, deve partecipare e ogni settore, dal petrolio al gas e fino alla tecnologia, dev’essere trasformato. In breve, abbiamo bisogno di un «grande ripristino” del capitalismo».  

Questa è davvero tanta roba.

Cambiamenti radicali

Schwab rivela ancora di più sulla prossima agenda:

«… un lato positivo della pandemia è che ha dimostrato quanto velocemente possiamo apportare cambiamenti radicali al nostro stile di vita. Quasi istantaneamente, la crisi ha costretto aziende e privati ad abbandonare pratiche per molto tempo ritenute essenziali: dai frequenti viaggi aerei al lavoro in ufficio».

Sarebbero questi i lati positivi? Schwab suggerisce comunque di estendere quei radicali cambiamenti:

«L’agenda del Grande Reset dovrebbe avere tre componenti principali. Il primo per indirizzare il mercato verso risultati più equi. A tal fine, i Governi dovrebbero migliorare il coordinamento … e creare le condizioni per una economia più coinvolgente …».

Tale Agenda includerebbe: «modifiche alle tasse patrimoniali, ritiro dei sussidi per i combustibili fossili e nuove Leggi che regolino la proprietà intellettuale, il commercio e la concorrenza».

La seconda componente dell’Agenda del Grande Reset per assicurare che: «gli investimenti promuovano obiettivi condivisi, come l’uguaglianza e la sostenibilità».

A questo punto, il Capo del WEF afferma che i recenti copiosi contributi per stimolare l’economia dell’UE, degli USA, della Cina e di altri paesi devono essere utilizzati per creare una nuova economia che sia:

«Più resiliente, equa e sostenibile nel lungo periodo. Ciò significa, ad esempio, la costruzione di infrastrutture urbane “verdi” e la creazione di incentivi per le industrie volti a migliorare la loro esperienza in termini di metriche ambientali, sociali e di governance (ESG)». 

Infine, la terza componente di questo Great Reset è per implementare uno dei progetti personali di Schwab, la “Quarta Rivoluzione Industriale”:

«La terza e ultima priorità dell’Agenda del Grande Reset è quella di sfruttare le innovazioni della Quarta Rivoluzione Industriale per sostenere il bene pubblico, in particolare affrontando le sfide sanitarie e sociali. Durante la crisi del Covid-19 aziende, università e altri hanno unito le forze per sviluppare diagnosi, terapie e possibili vaccini; per istituire centri di controllo e creare meccanismi per tracciare le infezioni; per fornire la telemedicina. Immaginate cosa sarebbe possibile fare se simili sforzi, concertati, venissero fatti in ogni settore.»

La “Quarta Rivoluzione Industriale” comprende la biotecnologia per l’editing genetico, le telecomunicazioni 5G, l’intelligenza artificiale e simili.

Agenda 2030 ONU e il Grande Reset

Se confrontiamo i dettagli dell’”Agenda ONU 2030” del 2015 con il “Grande Reset” del WEF, troviamo che coincidono perfettamente.

Il tema di “Agenda 2030” è un “mondo sostenibile” definito dall’uguaglianza di reddito e di genere, dai vaccini per tutti sotto l’egida dell’OMS e della “Coalition for Epidemic Preparedness Innovations” (CEPI), lanciata nel 2017 dal WEF insieme alla “Bill & Melinda Gates Foundation”.

Nel 2015 le Nazioni Unite hanno pubblicato un documento intitolato «Trasformare il nostro mondo: l’agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile».

L’Amministrazione Obama non l’ha mai sottoposta al Senato, consapevole che non sarebbe stata approvata. Eppure, sta avanzando in tutto il mondo.

Comprende 17 obiettivi di “sviluppo sostenibile”, come estensione alla precedente Agenda 21:

«Porre fine alla povertà e alla fame in tutte le loro forme e dimensioni … proteggere il pianeta dal degrado, anche attraverso il consumo e la produzione sostenibili, gestendo in modo responsabile le risorse naturali e adottando provvedimenti urgenti sui cambiamenti climatici …».

Chiede crescita economica e agricoltura sostenibili (OGM), energia (eolico, solare), città e industrializzazione anch’esse sostenibili …

“Sostenibilità” è la parola chiave. Se scaviamo in profondità, è chiaro che è una “parola in codice” volta a definire la riorganizzazione della ricchezza mondiale attraverso ad esempio tasse punitive sul carbonio, che ridurrebbero drasticamente i viaggi, aerei e veicolari.

Il “mondo meno sviluppato” non arriverà ad essere sviluppato. Anzi, sono le civiltà avanzate che devono abbassare i loro standard di vita per diventare “sostenibili”.

Maurice Strong

Per comprendere il doppio uso del termine “sostenibile”, dobbiamo tornare a Maurice Strong, un miliardario canadese, petroliere  e amico intimo di David Rockefeller — il personaggio centrale degli anni ’70 per la promozione dell’idea che le emissioni di CO2 causate dall’uomo stavano rendendo il mondo invivibile.

Strong ha creato il “Programma Ambientale” delle Nazioni Unite e, nel 1988, il “Gruppo Intergovernativo delle Nazioni Unite per i Cambiamenti Climatici” (IPCC) per studiare esclusivamente la CO2 prodotta dall’uomo.

Nel 1992 Strong dichiarò che: «L’unica speranza per il pianeta non è forse fare in modo che le civiltà industrializzate collassino? Non è nostra responsabilità realizzarla?».

Al “Summit della Terra” di Rio, nello stesso anno, Strong aggiunse:

«Gli stili di vita attuali e i modelli di consumo della ricca classe media — che comportano un’elevata assunzione di carne, l’uso di combustibili fossili, elettrodomestici, aria condizionata e abitazioni suburbane — non sono sostenibili». 

La decisione di demonizzare la CO2, uno dei composti più essenziali per sostenere la vita, sia umana che vegetale, non è casuale.

Come ha affermato il prof. Richard Lindzen, fisico atmosferico del MIT:

«Dopo tutto la CO2 cos’è? — non è un inquinante, è un prodotto della respirazione di ogni creatura vivente, è il prodotto di tutta la respirazione delle piante, è essenziale per la vita delle piante e la fotosintesi, è un prodotto di tutta la combustione industriale.

Voglio dire, se avete mai desiderato un fulcro per “controllare il tutto”, la CO2 sarebbe l’ideale. Ha quindi una sorta di attrattiva fondamentale per la mentalità burocratica».

Per non dimenticare l’esercitazione curiosamente tempestiva riguardo una possibile pandemia a New York, l’”Evento 201″ del 18 ottobre 2019, che è stata co-sponsorizzata dal “World Economic Forum” e dalla “Gates Foundation”.

Si basava sull’idea che:

«E’ solo questione di tempo prima che una di queste epidemie diventi globale, con conseguenze potenzialmente catastrofiche. Una grave pandemia, diventata Event 201, richiederebbe la cooperazione fra diversi settori-chiave, governi nazionali e istituzioni internazionali».

Lo scenario “Event 201” ipotizzava che:

«Lo scoppio di un nuovo Coronavirus zoonotico trasmesso dai pipistrelli ai maiali e quindi alle persone, e poi da persona a persona, causerebbe una grave pandemia. L’agente patogeno è in gran parte modellato sulla SARS, ma è maggiormente trasmissibile in ambito comunitario da persone con sintomi lievi».

La decisione del “World Economic Forum” di effettuare il Grande Reset è a tutti gli effetti un tentativo sottilmente velato di far avanzare il modello distopico, ma «sostenibile», dell’Agenda 2030: un «Green New Deal» globale sulla scia delle misure di contenimento della pandemia di Covid-19.

Gli stretti legami con i progetti della Gates Foundation, con l’OMS e con le Nazioni Unite suggeriscono che dopo la scomparsa della pandemia di Covid-19 potremmo trovarci ad affrontare un mondo molto più sinistro.

William F. Engdahl

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Link   : http://www.renovatio21.com/economia-e-pandemia-ora-arriva-il-grande-reset-di-davos/

Fonte: http://www.williamengdahl.com/englishNEO9Jun2020.php

Scelto e pubblicato da Franco