Le grandi verità si costruiscono sui piccoli esempi: ecco “qualche perchè” l’Italia va rifondata, a partire dal fattore cd. “Stato burocratico e tassatore”

Recentemente mi è capitato di discutere di alcuni esempi pratici per cui lo stato italiano semplicemente si dimostra NON potere funzionare: così come è non sarà mai in grado di competere con altri Paesi EU. Dunque, euro o meno, lo Stato va rifondato, partendo dalle basi. Ecco dunque un po’ di esempi, partendo da un caso davvero esemplificato dove emerge fortissima la necessità dello Stato retrogrado ed inefficiente di mantenere abitudini ossia persone a fare entropia invece che creare valore.

Dunque, ecco un esempio di asimmetria tra digitalizzazione e burocrazia. L’amministrazione pubblica richiede per determinati ruoli l’indirizzo dei recettori delle comunicazioni ufficiali (…). Per fare questo ci si può rivolgere all’amministrazione pubblica per la conferma della residenza dei soggetti interessati. Per tale scopo basta mandare una PEC, una mail certificata, per ottenere la conferma della residenza dal Comune, con i dettagli. Problema: l’ufficio pubblico richiede il pagamento di ca. 0.26 euro per l’emissione del documento. Dunque chi ha inviato la PEC deve poi inviare una lettera pre-affrancata al Comune con 0.26 euro dentro per l’emissione del documento, ottenendo appunto il documento richiesto. Non so voi, ma mi chiedo a questo punto a cosa serva l’email certificata se poi costringono l’utente ad usare comunque l’equivalente del piccione viaggiatore (anzi, il piccione per medi tragitti impiegava meno tempo della posta italiana attuale, ndr).

E che dire delle tasse italiane, altissime e spropositate, dove alle aziende chiedono addirittura  per l’anno successivo di anticipare il 99% dell’imposta dell’anno prima. Ossia ad esempio anche in caso COVID bisognerà in teoria anticipare il 99% delle tasse dell’anno precedente…. tenendo in considerazione che le PMI italiane sono tassate da record del mondo!

Non voglio creare qui una galleria degli orrori ma solo evidenziare come queste storture non possono durare, pena l’implosione netta e totale del paese. Forse voluta dall’estero per rompere l’Italia, ormai questo è più di un dubbio…

Dunque, che si esca o si resti nell’euro bisogna iniziare a pensare ad un assetto di Stato differente, quello di adesso infatti NON è sostenibile.

In tale contesto penso che il famoso prof. Cottarelli, ex  FMI, ex dominus del’austerity greca made in  troika, sarebbe utilissimo al Paese. Avete capito bene, Cottarelli sarebbe utile all’Italia. Ma solo nel caso in cui l’Italia uscisse dall’euro, nel caso le sue ricette riformatrici radicali diventerebbero pienamente applicabili ed anzi auspicabili

Peccato che il dott. Cottarelli in realtà punti non tanto con le sue ricette a riformare il Paese quanto – ritengo – a tenere l’Italia nell’euro; e dunque non sia interessato al “ruolo di riformatore utile“, ossia quello auspicabile nel caso di uscita italiana dalla moneta unica.

Cominciate a pensarci.

Work in progress (sotto traccia)

MD