Rabobank: “Game Over, Man, Game Over”

Michael Every per Rabobank

I mercati sono attualmente in rapida evoluzione e lo sarà anche la politica quando i “blocchi”  saranno rimossi e “torneremo alla normalità” — senza dimenticare che è il virus a sedere al posto di guida!

A questo proposito, torniamo su alcune delle proiezioni che abbiamo fatto in un precedente rapporto (13 marzo) intitolato “28 settimane dopo”, in cui cercavamo d’indovinare come potrebbe essere il mondo quando la minaccia immediata del Covid-19 sarà svanita.

Siamo a poco più di 28 giorni da quel rapporto eppure sembra di essere già arrivati a molte delle sue conclusioni. In particolare, sostenevamo che avremmo visto:

— Un massiccio stimolo fiscale;

— Una politica fiscale e monetaria al livello di culo-e-camicia tramite la MMT;

— Un ruolo più forte per lo Stato;

— Riflessioni sul cambiamento strutturale dei paradigmi di mercato, per quando la globalizzazione sarà finita;

— Discussioni sul cambiamento delle “catene di approvvigionamento”, che saranno basate non solo sul prezzo ma anche sulla sicurezza nazionale. Al riguardo, il Giappone ha stanziato 2,2 miliardi di dollari per incoraggiare le imprese giapponesi a lasciare la Cina ed anche il consulente economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, ha dichiarato di voler incentivare le imprese americane a fare la stessa cosa;

— Un dollaro più forte, soprattutto contro l’EM FX [Emerging Markets Foreign Currency].

Dicevamo, inoltre, che ci aspettavamo “un ulteriore significativo deterioramento delle relazioni USA-Cina”.

Sembra che questa previsione si stia avverando — ma i mercati non sembrano disposti a giocare d’anticipo ….. almeno per il momento.

In effetti, il Presidente americano Donald Trump ha detto apertamente di “non essere contento” della Cina, minacciando “imprecisate conseguenze” se emergesse la prova che Pechino sia stata complice nella diffusione del Covid-19 a livello internazionale.

Su questo fronte anche voci più deboli, come quelle del Regno Unito e dell’Australia, stanno chiedendo trasparenza — mentre quelle più coraggiose, come ad esempio la Henry Jackson Society, ipotizzano che la Cina potrebbe essere responsabile di danni per migliaia di miliardi di dollari.

Non a caso Donald Trump, nel dare il via alla “corsa per le elezioni presidenziali”, sta chiamando il suo probabile sfidante Democratico “Beijing Biden” [Pechino Biden].

Biden, a sua volta, sta attaccando Trump per essersi fatto ingannare dai leader cinesi, permettendo la diffusione del Covid-19.

Niente di tutto questo è di buon auspicio per le future relazioni USA-Cina: quali parti della “Fase Uno degli Accordi Commerciali” resteranno in vigore una volta che la polvere si sarà depositata?

Da parte cinese, nel frattempo, stiamo osservando l’aggressiva retorica “Wolf Warrior” dei diplomatici cinesi, che stanno alzando un polverone a livello globale.

In Cina, ci sono notizie di azioni discriminatorie contro gli stranieri che, ora, sono visti come potenziali portatori del virus. Tutto questo, ad esempio, ha portato a proteste ufficiali da parte di alcuni Stati africani.

Inoltre, la scorsa settimana sono state introdotte una serie di misure a Hong Kong che, quest’anno (rispetto all’anno scorso), era sfuggita all’attenzione globale per ovvie ragioni:

— In primo luogo, l’”Ufficio di Collegamento” della Cina (l’Ambasciata di fatto) ha accusato i legislatori dell’opposizione di “ostruzionismo malevolo”, sostenendo che dovrebbero essere rimossi per “violazione del giuramento”;

— La Reuters ha riferito di tre anonimi Giudici Senior che sostengono di come l’”indipendenza giudiziaria” e lo “stato di diritto” siano minacciati dall’interferenza di Pechino (una richiesta respinta dai Funzionari cinesi e di Hong Kong);

— L’”Ufficio di Collegamento” ha poi fatto delle aperte pressioni perché si passi rapidamente ad una nuova “legislazione sulla sicurezza nazionale”, per “prevenire le interferenze straniere” e proibire al contempo “tradimento, secessione, sedizione e sovversione” contro Pechino, cui ha in parte fatto eco il “Responsabile Esecutivo” di Hong Kong, Sig.ra Carrie Lam;

— Lo stesso Ufficio ha poi annunciato di non essere vincolato dall’Art. 22 della “Basic Law” (le Agenzie della Cina Continentale non possono interferire con l’autonomia di Hong Kong). Anche in questo caso Carrie Lam ha smorzato i toni;

— Questo fine settimana, per concludere, ha visto l’arresto di 15 politici, sostenitori e attivisti di alto profilo (che agiscono in favore della democrazia a Hong Kong), per aver partecipato, l’anno scorso, a proteste illegali.

Quest’ultimo passo ha inevitabilmente suscitato la condanna internazionale, mentre i recenti sviluppi avranno potenziali e preoccupanti implicazioni sulla revisione dello “status di autonomia” di Hong Kong, effettuato annualmente dagli Stati Uniti (a proposito del quale Biden sta attaccando Trump per essere stato ancora una volta troppo tenero con la Cina).

La dice lunga anche un’altra azione recentemente implementata dai cinesi. I media taiwanesi hanno riferito che la Cina vieterà ai giocatori online di interagire con gli stranieri.

Non si banalizzi, è un mercato di notevoli dimensioni e il più grande è quello cinese. Si tratta di un vasto ed informale canale di comunicazione fra la Cina e il resto del mondo che apparentemente andrà ad interrompersi.

Anche i giochi online saranno costantemente monitorati e non potranno più contenere pestilenze, zombie, cartografie, giochi di ruolo — e qualsiasi “gruppo di gioco”, clan o sindacato.

Tutto questo non ci parla di un “Great Game” molto più grande di quanto possa sembrare a prima vista?

Naturalmente, potremmo facilmente farci distrarre dalla Cina che riduce il suo “tasso di riferimento” di 20 pb (dal 4,05% al 3,85% per i prestiti ad un anno).

Ma questa riduzione sottolinea che la sua economia non sta riprendendosi così bene come invece vorrebbe far credere — ed inoltre che tutto questo è uno stimolo molto, molto inferiore a quello che si sta vedendo altrove.

Allo stesso modo, potremmo farci travolgere da notizie secondo cui la BCE sta spingendo per la creazione di una “bad bank” dell’Eurozona, per risucchiare i crediti in sofferenza — fatto che Bruxelles, a quanto pare, non gradisce vedere.

Inoltre, come ignorare le voci secondo cui gli Stati Uniti potrebbero adottare politiche di controllo della “curva dei rendimenti”, per mantenere quelli dei T-bill esattamente dove sono, a fronte di emissioni che salgono vertiginosamente?

Sarebbe un ulteriore chiodo sulla bara dei “mercati dei capitali” intesi come “mercati reali”, piuttosto che come “canali politici di liquidità” (abbiamo a lungo suggerito che questo fatto sarebbe congruente con la logica della MMT).

In conclusione, non possiamo trascurare che il petrolio “West Texas Intermediate” sia sceso, lunedì, sotto i 15 dollari al barile — un minimo storico.

In conclusione, se stiamo davvero assistendo al “game over” [fine dei giochi] post-Covid delle relazioni USA-Cina, allora arriverà il momento in cui i mercati andranno di nuovo velocemente in avanti ….. e questa volta non potranno costringere la Fed a tagliare i tassi a zero, perché già lo sono.

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Link Originale: https://www.zerohedge.com/markets/rabobank-game-over-man-game-over

Scelto e tradotto da Franco