Coronavirus e colpe italiche all’ospedale di Codogno, “non sono stati seguiti i protocolli”. Invece di rispondere verificando la procedura seguita si butta tutto in caciara. Della serie, la colpa come sempre non esiste…

Far abbassare l’Italia intera al livello della Grande Meretrice, vedasi il Gladiatore, non mi è mai andato a genio. Ossia, invece di dare il buon esempio – come si saprebbe certamente fare –  qui sembra si stia facendo a gara a chi dà invece il peggiore di esempio: Conte, da primo ministro con delega ai servizi segreti, si scaglia contro l’ospedale di Codogno per la diffusione del virus con accuse assai precise, che secondo molteplici fonti di stampa hanno favorito la diffusione del virus a causa di una pesante falla nell’applicazione dei protocolli (…). La risposta della Lombardia è stata più stizzita che professionale, ossia riducendosi ad una mera sfida politica e non oggettiva al Premier, ossia allo Stato Italiano: invece di verificare passo per passo le procedure seguite, ossia instaurando una commissione di inchiesta sanitaria in modo da confutare le tesi contiane, si è preferito buttarla in caciara. Forse fa bene l’Europa ad asfaltare l’Italia, che dite? Verifichiamo i passi salienti della faccenda…

L’Italia affonda ed i due fenomenti, invece di fare gruppo, litigano (i capponi di Renzi?)

Dunque, sembra che l’ospedale di Codogno non abbia fatto un tampone al paziente zero prima di lasciarlo andare a casa, nonostante i riconosciuti – già ai tempi – rischi sanitari diciamo “cinesi”. La risposta della Lombardia è stizzita, “abbiamo fatto quello che il governo ci diceva“. Come se non esistesse una responsabilità prima di tutto medica, ossia dei medici. Ma, si sa, ormai in Italia si ragiona alla “volemmose bene” di romanaccia memoria, una primizia in senso storico (se poi aggiungete a tale aspetto che addirittura un primario leader nordista è stato eletto nelle circoscrizioni elettorali tra Catanzaro e Cosenza la faccenda diventa ancora più significativa, …). Che si sappia che lo scrivente, seppure umile, è cresciuto con ben altri esempi. Mai dimenticherò ad es. il mio professore che all’Università, in uno dei rari corsi opzionali che prevedevano l’economia aziendale con un famoso professore – economia da sempre un mio pallino -, quando ci “insegnava” qualcosa del genere: se vi arriva una verifica amministrativa che fate, dite “sono colpevole” anche se lo siete? No, dite di no, negate tutto, poi lasciate la palla agli avvocati.

L’approccio, come capite, è precisamente lo stesso di ora tra Codogno/Lombardia e Conte, negare tutto (facevo bene ad essere scettico anche tanti anni fa sull’approccio diciamo universitario, sebbene assai pragmatico). Sebbene le conseguenze implichino accuse di qualcosa di simile all’epidemia colposa (…)(ma, notasi, non di pandemia, ndr).

Quello che mi fa specie è rilevare, OGGI, non tanto le eventuali responsabilità mancate per il grave fatto specifico, ovvero soprattutto per le conseguenze, quanto il metodo seguito: appunto, negare le colpe invece che indagarle e rispondere a tono! Della serie, in Italia la colpa non è mai di nessuno! Tradotto: abbiamo messo a nudo l’architrave su cui si regge l’antimeritocrazia italica, un sistema, anzi ormai uno sport nazionale, a tutti i livelli.

L’evoluzione in corso (1): check the dates

Spiace che l’esempio negativo lo dia la Lombardia, visto che sono profondamente nordista, intendo come metodo seguito. E comunque il Premier, seppure biasimevole in molti approcci passati (ma comunque un osso duro, va detto, …), mantiene sempre e comunque la responsabilità prima ed ultima dello Stato: dunque, nel caso, non è che la Lombardia nelle sue puerili negazioni senza prove a supporto, men che meno di metodo, delle colpe imputate vuole in fondo in fondo giocare la carta a medio termine della separazione dal resto d’Italia? Sappiate che chi scrive, da profondo nordista, nel caso non sarà mai d’accordo con tale deriva, visto che MAI mi è garbato diventare lo schiavetto dei francotedeschi, ossia la vacca da mungere dei germanofoni, come era ad es. il caso del Lombardo-Veneto, una relativamente piccola ragione ma che da sola pagava dal 25 al 30% di tutte le tasse dell’Impero asburgico! (troppo spesso nel nord-est ci si dimentica che le 5 Giornate di Milano avvennero per le tasse troppo alte imposte da Vienna).

L’evoluzione in corso (2): check the dates

Or dunque, chiaramente il coronavirus, secondo lo scrivente molto probabilmente una bufala in termini sanitari, me lo direte fra qualche mese numeri alla mano (sappiate che mi azzardo a prevedere centinaia di morti per l’influenza normale [da 200 a 300], migliaia di morti per polmonite NON da coronavirus [da 5 a 10mila) e solo qualche decina di morti per la sindrome cinese, segnatevelo, ndr), causerà invece moltissimi morti per le conseguenze economiche del crollo del PIL della locomotiva economica d’Italia, come ebbi a scrivere ipotizzando almeno 1.5% di contrazione del PIL italiano nel 2020, era il “lontano” 8 Febbraio scorso.

Il responso?

Ossia, temo che dietro al coronavirus qualcuno stia cercando di attaccare l’asino, magari perfettamente cosciente che nessuno in Italia, nemmeno i post-sovranisti, anzi a maggior ragione proprio loro, vogliono prendersi la responsabilità di alzare le tasse quando fino all’altro ieri dicevano il contrario. Dunque, visto che fare il renzusconi è tecnicamente impossibile nonostante svariati tentativi passati [causa diniego totale ed assoluto americano di Trump a Renzi dentro a qualsiasi governo italiano, ndr], ecco che qualcuno spera forse di mettere Draghi al posto di Conte. Una copia del metodo seguito per far andare al potere il governo del liquidatore Mario Monti, ossia per far prendere ad altri le decisioni inevitabili VOLENDO RESTARE NELL’EURO [leggasi alzare le tasse a dismisura].

Ma questa è un’altra storia.

MD