La Cina “Game Over”: quando i cinesi torneranno ad uscire di casa post virus, nell’ex Impero Celeste l’inflazione esploderà. Nel mentre Renzi, da senatore, continua a fare conferenze anche a Pechino…

Certo, un comunista – che incita un bambino a combattere mentre lui sta nelle retrovie – che indica come nemico gli americani, mi fa anche un po’ ridere…

Sono allibito nel vedere Matteo Renzi – persona per me invotabile in quanto non ritengo, opinione personale, faccia il bene del Paese – continuare a sfidare le istituzioni al governo in un momento difficilissimo per l’Italia; con atti che – ritengo – non abbiano il fine di far abbassare le tasse impossibili figlie di una EU inaccettabilmente austera ma principalmente di: 1. evitare che vengano tolte le concessioni ai Benetton 2. nel caso, cercare di far dare qualche nomina ai suoi, al prossimo giro.

Reitero dunque il messaggio a Conte di qualche tempo fa, Conte che per altro non mi scomfpiffera nel ruolo di premier visto che NON sta abbassando le tasse e NON sta andando contro l’EU (ma ormai, chi va contro l’EU? Nemmeno la Lega, sigh…): NESSUNO SPAZIO AI RENZIANI, CHE A BREVE GIRO RITENGO VEDRANNO  RIBALTARSI LE LORO SORTI, verso l’abisso?

Come sapete, chi scrive ritiene che Renzi sia una specie di disgrazia anche per Salvini, che temo abbia abboccato alle sirene di un soggetto costruito ad arte per supportare il Cavaliere con un’opera Lettiana pluridecennale: all’inizio erano Enrico Letta e Matteo Renzi, a cui si è aggiunto inaspettatamente Salvini, considerato poco a Basiglio ma che, con grande fortuna e molte bugie, è riuscito a farsi momentaneamente largo nel panorama Italiano. Ma questa è un’altra storia, ben ricordando come a Salvini credetti e rimasi poi fregato (…).

Fatta questa premessa, il punto è un altro: la Cina ha metà della popolazione a casa per paura del virus, che come sappiamo attacca quasi solo i cinesi, in parte i koreani e i giapponesi. Un virus di molto intelligente direi: probabilmente nell’Arte della Guerra di Sun Tze non era prevista una guerra contro il Fato, dunque tutte le teorie cinesi del passato, assai sagge, sono impotenti per il presente.

Attualmente l’inflazione cinese è bassa, causa domanda scarsa, LA GENTE RESTA INFATTI A CASA, sebbene la produzione di beni cinesi sia al lumicino: ma, chiedetevi, cosa succederà quando i cinesi torneranno a fare shopping? Con la supply chain cinese ferma da mesi?

Ossia, encore, CHINA GAME OVER, verrà uccisa dall’inflazione, come vi dico da tempo.

(Avevamo scritto chiaramente che aspettavamo un macro evento: è arrivato! Penso ora sia chiaro che si vuole primeggiare nel mondo non bastano 1.5 mld di persone e banche che manipolano i cambi...)


Era il 1935 quando Roosevelt, evidentemente in preparazione del macroevento del 1941, già capiva che dalla crisi del 1929 non se ne poteva uscire in maniera pacifica. Dunque, oltre a provare svariati New Deals, che in generale furono un fallimento per lo scopo preposto di risollevare l’economia, la Casa Bianca stava già pensando al da farsi. Che era una guerra. Dunque, per combattere l’Asse esisteva un terzo problema, la Cina, troppo grossa ed ingombrante per non considerarla un imprevisto mortale. Quello che venne fatto fu abolire la convertibilità in oro dei bond (chi parla di confisca dell’oro negli USA nel 1934 come effetto primario, invece un mero effetto secondario, non ha capito davvero nulla), ossia facendo aumentare alla bisogna il prezzo americano in dollari del metallo giallo. Questo, facendola breve, portò l’oro a quasi triplicare se ricordo bene, portandosi dietro anche l’argento. Piccolo dettaglio: la Cina aveva un sistema argenteo monetato. Dunque anche l’argento moltiplicò il suo valore.

Risultato: la Cina non potè più vendere merci all’estero, causa ipervalutazione della sua moneta argentea. Quello che successe dopo è da manuale: disancoraggio della valuta cinese dall’argento e stampa di carta in abbondanza. Dunque inflazione. I cinesi si incazzarono, come sempre quando aumentano i prezzi a quelle latitudini, e fecero la rivoluzione. Con Mao che cacciò l’imperatore che si rifugiò a Taiwan con il supporto USA. Addirittura Li Ka Shek i fuga venne accolta al Congresso ed applaudita come martire (…). Nulla è come sembra, verrebbe da dire….

La strada per la vittoria nella WWII era stata aperta.

Piccolo appunto: molti commentatori della domenica – ed anche molti blogger stile leoni da tastiera – tecnicamente ignoranti in storia economica, non li vedo molto ferrati su questo aspetto. Ancora una volta vi dico, fate i compiti a casa, è un dovere che avete verso la vostra famiglia!


Oggi la Cina sta vedendo tornare l’inflazione: auguri! Anche a Xi, che penso una notte rischia di sparire, quanto meno se la nomenklatura cinese vorrà sopravvivere.


Geraci sfida Trump sui dazi. Ed adesso, anche grazie a lui, l’Italia affonda…

In tutto questo abbiamo un governo italiano ex gialloverde che fece uno scellerato accordo con i cinesi con la Via della Seta: gli USA si arrabbiarono, mandarono due portaerei davanti alla Sirte per far capire a Roma che cancellando l’accordo cinese l’Italia avrebbe ripreso la Libya ma i politici romani, soprattutto i leghisti si dice a letto con i renziani già allora, dissero no.

Perchè ci fu tale rifiuto all’offerta USA? Forse perchè Alibaba aveva firmato un accordo governativo per vendere il made in Italy in Cina sul portale cinese? Ah, a saperlo…. Sarebbe per altro interessante conoscere i dettagli di detto accordo, che sicuramente (scusatemi la cadenza spagnola) è avvenuto senza riconoscere laute commissioni di intermediazione a chissachì (…).  Certo, le parole di Nobili di Italia Viva fanno un pensare: quando la Lega stava andando contro Renzi per lo scandalo della Fondazione Open se ne venne fuori, ripreso in un virgolettato del FattoQuotidiano, dicendo che se si indagava Renzi allora bisognava indagare anche le consulenze di certe srl anche con la Cina. Guarda caso le polemiche leghiste su Renzi terminarono nottetempo. A cosa alludeva, il Nobili? Ah – encore – a saperlo…


Certo, la linea degli eventi è interessante: l’AD di Alibaba in Italia è un ex Mediaset, che prese la carica tra il il 2015 ed il 2016. Successivamente, nel 2016, Renzi inaugurò l’accordo del Made in Italy venduto in Cina con Alibaba, ben ricordando che tale manager italiano del colosso cinese è fiorentino doc. Tale accordo fu poi ereditato dai Salviniani, o meglio fu rifirmato (dura solo 2 anni) con Centinaio a dicembre 2018, contemporaneamente a Geraci – sempre della Lega – che faceva firmare di lì a poco l’accordo della Via della Seta….

Siamo oggi al punto che l’Italia si è inimicata Washington per fare affari con la Cina. Cina che però oggi è in ginocchio e rischia di saltare per aria. E l’Italia con lei, senza l’ombrello americano. Dunque, qualcuno avrà pure qualche colpa, diciamo almeno per aver sbagliato strategia? E, se si, chi e come verrà punito?

In tutto questo Matteo Renzi, da senatore in carica, continua a da andare a fare conferenze strapagate all’estero, proprio in Cina: sebbene tutto ciò sia perfettamente legale, questo fa pensare, certamente appare poco opportuno, che dite…

Credetemi, solo gli USA possono risolvere i problemi italiani. Penso per altro che a Washington non si rendano conto quanto supporto ci sarebbe per un governo dichiaratamente atlantico, pro-USA, anti-EU, messi di fronte alla possibilità di evitare il baratro punendo chi magari ha ricavato indebiti vantaggi diciamo politici – sbagliando strategia – tradendo gli interessi degli italiani. Se poi nella malaugurata ipotesi si dovesse scoprire che l’Italia finirà sul baratro a causa di qualcuno che ha tratto vantaggi indebiti a spese degli italiani (non parlo di Renzi ben inteso, …), beh, va ricordato che piazzale Loreto è un simbolo ricorrente nella storia della Penisola, non essendo di certo un caso isolato.

Washington, dacci una mano! Anche a fare pulizia…

Mitt Dolcino