Come la politica italiana è svenduta ai grandi interessi, senza distinzione tra destra, sinistra e postsovranisti*: il caso Benetton e la nulla punizione dei responsabili per il crollo del ponte Morandi (paese alla deriva?)

* Post sovranista = neologismo – colui che prima cd. “sovranista”, una volta andato al governo è stato normalizzato. Ossia cooptato dagli interessi tradizionali, tradendo le ragioni del suo stesso successo elettorale e mediatico

Ritengo che bisogna avere punti fermi, almeno nelle cose importanti. Se mancano questi alla fine vale tutto, finendo nel caos. Esempio plastico di tutto ciò è il crollo del ponte Morandi: ad oggi resta impunito, con colpe varie e generiche, mal comprese dalla politica, ma con la costanza di circa 50 morti che gridano vendetta oltre ad una città – Genova – in ginocchio, mentre i colpevoli non ci sono. E’ proprio vero il detto che la giustizia italiana è debole coi forti e forte coi deboli. Detto questo, anche la politica italiana non sembra da meno, anzi cercando di lucrare vantaggi quanto meno politici sulle disgrazie degli italiani.

Ricordiamo le parole dei politici nazionali dopo il crollo del ponte Morandi: Salvini e Di Maio, in rappresentanza dei due maggiori partiti, sostenevano che le concessioni andassero tolte. Salvini aggiungeva “Penso sia il minimo“. In fondo tutta Italia pensava lo stesso, che il ponte fosse caduto per incuria come via via è stato dimostrato dalla magistratura, pur senza arrivare ad un verdetto finale, ad oggi. Se il ponte – in periodo di ripetuti e grandi attentati in EUropa – che so, fosse caduto per un attentato dinamitardo che lo fece crollare, allora i Benetton avrebbero avuto ragione a tergiversare. Ma la verità processuale (e mediatica) resta un’altra, oggi, per cui non ci sarebbe scampo. Non ci sarebbe….

Infatti via via le posizioni anti-Benetton, prima universalmente votate alla revoca della concessione, sono mutate, anche da parte dei principali attori. Ossia anche da parte di Salvini e Di Maio. In realtà non è proprio così: l’unico soggetto che ha mantenuto abbastanza la linea sul togliere la concessione ai Benetton è stato Di Maio, sebbene con qualche titubanza nelle scorse settimane.

Attenzione, io rilevo solo quanto accaduto, non commento nel contesto, diciamo che mi limito a raccogliere le evidenze.

Sono tenuto a rilevare prima di tutto l’indirizzo di Renzi, contrario alla revoca delle concessioni,  non potendo intravedere sullo sfondo l’affarista fiorentino in veste di grande percettore di consulenze all’estero, dalla Cina al Pakistan, mentre è Senatore (nulla di tecnicamente illegale, basta solo ricordare che Obama e Hllary Clinton, potentati a cui l’ex sindaco fiorentino di norma fece riferimento in passato,  le conferenze strapagate all’estero le hanno iniziate a fare quando hanno smesso ruoli politici, mentre Renzi resta Senatore della Repubblica, oggi, …). Infatti Renzi ha affermato sull’argomento concessioni – senza mezzi termini  – che è contrario alla revoca ai Benetton. Punto.

L’unico partito che sulla revoca delle concessioni ha mantenuto la stessa linea: Giorgia Meloni di FdI.

Parimenti la Lega ed i leghisti, che improvvisamente, da  giustizialisti sul Ponte Morandi e concessioni annesse, rileviamo che hanno cambiato barricata, ora sono contrari alla revoca delle concessione (dico io, incredibile, mai visto una faccia di tolla più grande). Interessante invece la posizione del PD: sempre tiepida nei confronti della revoca delle concessioni ai Benetton, è da Gennaio scorso che invece è diventata pro revoca.

Devo ammettere che, nonostante il tentativo della fonte ufficiale della Lega di imputare volontà di NON revoca ai grillini, che questo non sta accadendo. Anzi, come vedete dal titolo sta accadendo il contrario: i Benetton ed i suoi sodali – che a questo punto sono Renzi e Salvini – puntano a far cadere Conte, che rappresenta evidentemente la linea che vuole togliere le concessioni.

Facciamo dunque la conta: PD e M5S, ossia giallorossi, sono per la revoca. La Lega, prima pro revoca, ora non la vuole più, essendo diventata pro Benetton; assieme a Renzi, che con la Lega sono in “alleanza di fatto” quanto meno  per evitare di togliere le concessioni ai Benetton, dando sempre più sostanza a chi vede un renzusconi dietro le quinte.

Senza dimenticare la notabile osservazione di liberoquotidiano.it dopo il tweet di Trump dell’agosto scorso, quando emise il verdetto post tweet che fece saltare per l’aria l’inciucio, sempre però pronto a ricomporsi. Ovvero Renzi e Salvini sono per far cadere Conte, che è sostenuto dal PD e dal M5S.

Un caos!

Al di fuori dei calcoli politici, ben sapendo che chi scrive è contrario come la peste al renzusconi, anzi ritenendo che Renzi via a vis con gli USA sia totalmente inaccettabile, ovvero ritenendo che la fatwa statunitense per Salvini e per la Lega dipenda dai legami con certo asservimento ai renziani affaristi,

chi scrive è per la revoca delle concessioni ai Benetton, senza se e senza ma. A patto che vengano nazionalizzate, evitando di nuovo il folle errore di trasformare un monopolio pubblico, che non deve necessariamente fare utili, in uno privato (…).

La stessa posizione, dal primo giorno dopo il crollo. Lo sapete, quando ho una idea, un principio, lo perseguo. Come per l’ITALEXIT, che continuo a ritenere essenziale se si vuole evitare che l’Italia prima faccia crack finanziario e poi crack istituzionale, ossia separandosi in tre o più parti (…).

Ma che diavolo deve ancora succedere prima che si revochino la concessioni autostradali ai Benetton? Che affondi il paese per incuria finalizzata al profitto?

Quando capitano certe cose una persona che cerca di essere seria non deve avere titubanze, dunque bisogna stare dalla parte del buon senso. Ossia nel caso, contidnuare sulla linea di volere togliere le concessioni ai Benetton. Lasciamo perdere che fu un enorme follia permettere di trasformare un monopolio pubblico in uno privato, una mossa senza senso economico quando si decise di privatizzare Autostrade, ai tempi; guarda caso fu proprio Romano Prodi a volerle, ossia il liquidatore della Democrazia Cristiana. Uomo per altro – va ricordato – impelagato nell’affaire Mitrokhin e che aveva anche “visto” durante una seduta spiritica il covo dove era detenuto Aldo Moro dai brigatisti (via Gradoli, ma senza dire che l’appartamento delle BR era letteralmente circondato di altri appartamento che facevano riferimento ai servizi segreti italiani, ndr), assieme al suo sodale Clò, che guarda caso è co-fondatore del RIE dove lavora il capo sardina Santori, quello che si è fatto fotografare con Gilberto Benetton e Toscani che altrettanto casualmente vogliono tenere strette le loro preziose concessioni. Alla fine tutto torna, che dite?

Basta seguire la traccia. Degli interessi…

Per favore non cogliete sfaccettature politiche in questa mera descrizione dello scempio, ma solo lo schifo di chi scrive. Ben ricordando che un paese senza regole, ideali e principi, anche davanti alle stragi, è un paese morto. L’Italia mi sembra da anni manchi non solo di ideali ma anche di indirizzo. E di statisti. Dunque…

Mitt Dolcino