La svolta: i post-sovranisti puntano ad allearsi con Renzi per fare il governo, lasciando fuori la referente di Trump in Italia, Giorgia Meloni: l’EU ha vinto?

La sempre ben informata Affaritaliani.it, la prima a disvelare il tweet pro-Conte II di fine agosto scorso oltre che a conoscenza dei viaggi segreti di Pompeo in Italia questa estate ad inizio agosto, ci svela un retroscena interessante: i renziani ed i salviniani sono pronti a fare un governo assieme. E fin qui tutto sommato lo si sapeva – alcuni preferiscono dire “si dubitava”, ma non noi – di fatto per evitare che il “nemico” Renzi andasse al potere, vedasi oltre.

Encore,  tratto dall’articolo sopra citato di affaritaliani.it

Ora siamo ben oltre. Infatti il punto non sta secondo noi nella volontà ex sovranista di supportare o meno un esecutivo alternativo, che dovrebbe prendere forma solo dopo le nomine delle grandi aziende italiane, ossia da aprile in avanti. Ma piuttosto di voler deliberatamente escludere prima di tutto dal renzusconi in fieri il partito di Giorgia Meloni, l’unico rimasto legato al vero sovranismo globale, quello impersonificato nel famoso MAGA, “Make America Great Again” di Donald J. Trump (essendo la leader di FdI regolarmente inviatata negli USA alle conventions conservatrici, ndr).

Non commento oltre questa notizia, che però proviene da un sito (affaritaliani.it) oltre che da un autore (Maggi) che hanno saputo dimostrarsi assai informati nello scorso passato sugli stessi argomenti.

La domanda che bisogna porsi è infatti diversa, a fronte dell’apparente constatazione che l’EU sembra aver vinto (la Lega, nei fatti, si è dimostrata – dalla defenestrazione di Savona in avanti – ben più EUropeista di quanto si potesse immaginare, ndr): ma allora, fattualmente, l’EU ha davvero vinto, avendo saputo cooptare anche i leghisti mettendoli contro Washington? E soprattutto scegliendo di fare un esecutivo con l’affarista Matteo Renzi, già cooptato ripetutamente in passato – anche per propri interessi speriamo solo politici – dal blocco anti-USA, ossia EU e filo cinese?

Potrebbe essere. Sebbene chi scrive ritenga sia piuttosto una mossa disperata da parte di chi la attua. Infatti gli USA, anzi il blocco anglo, direi che si è mosso molto bene negli scorsi mesi, dalla brillante operazione di intelligence in Iran (in cui sembrerebbe poter esserci anche lo zampino dei servizi italiani nell’abbattimento dell’aereo dell’Ukrainian Airlines diretto in Canada da parte della contraerea iraniana, ndr), all’avvento soprattutto mediatico del Coronavirus in Cina, a seguito di precedenti pandemie di simile matrice – tutte in Cina – ossia di virus quali le varianti dell’HDN1, della Sars e della variante della peste suina. E senza contare quanto accaduto ad Hong Kong nei moti di piazza anticinesi.

La verità forse è più semplice di quanto sembri: a Trump sono serviti 4 anni, come previsto, per eliminare le incrostazioni obamiane nelle istituzioni USA; ovvero il vero Trump ritengo si vedrà solo nel secondo mandato.

Manca infatti la resa dei conti tra sovranisti e globalisti, ovvero tra militari alla Casa Bianca e Clintiniani a letto con chiunque paghi, disfida che avverrà inevitabilmente a cavallo delle elezioni USA o appena dopo: infatti lo scandalo FISA e gli intrallazzi tra Dem, clintoniani e affiliati anche e soprattutto europei, finanziati con soldi cinesi, deve ancora emergere nella sua interezza.

Il leghista Geraci quando “minacciava” gli USA: secondo la stampa americana affermò che sono gli USA che dovrebbero preoccupasi del proprio debito (…)

Molti ritengono infatti che per Trump l’ex sindaco fiorentino sia fumo negli occhi, fin dai tempi in cui si rifiutò di incontrarlo dopo la sua nomina presidenziale. Evidentemente il presidente USA aveva ottime ragioni per non volersi accomunare ad un soggetto che è sembrato vicino ad ambienti che rischiano di diventare a breve addirittura eversivi (i clintoniani) ovvero che hanno platealmente tramato non solo contro l’elezione di Trump in una sorta di simil golpe strisciante, ma soprattutto hanno contribuito a letteralmente “sputtanare“, perdonatemi il francesismo, l’inquilino della Casa Bianca anche con attacchi mediatici a livello personale.

Ossia tali sgarbi, soprattutto con i marziali USA oggi al governo, non possono essere dimenticati.

Dunque, con la rielezione di Trump sempre più certa, qualcuno sta forse cercando di approfittare del tempo tecnico tra la primavera e novembre prossimi per andare al governo in Italia sperando di mettere un limite alla controrisposta USA; ad esempio cambiando i vertici ed anche i primi livelli dei servizi segreti italiani, di norma allineati agli apparati americani, con gente più vicina agli EUropei.

Vedremo gli sviluppi. Certo che gli unici a perderci in cotanto caos sembrano essere i cittadini italiani, che continuano e continueranno a subire le angherie dell’EU austera anche se quest’anno la Penisola finirà in profonda recessione, stimabile quasi certamente in un PIL in contrazione di oltre l’1%, forse anche del 2% ed oltre (l’anno è già iniziato con un PIL negativo, ndr). E pur senza un governo che li tuteli, visto che tutti i politici o quasi sembrano in faccenda affacendati al fine di coprire le proprie terga (…).

Il messaggio nuovo rispetto al passato, sul lato interno, è però forte: si stanno infatti evidenziato i primi reali segni di implosione del sistema Italia, con un limite raggiunto della pressione fiscale oltre cui sembra che ogni punto percentuale di tasse in più – quello che vuole e vorrà l’EUropa, comunque, anche se ci sarà un rallentamento – si possano tramutare anche in 1,5-2% percentuali di minore crescita del PIL: con una recessione in fieri innescata da fattori esterni (rallentamento economico globale e coronavirus su tutti, ma anche gli stessi dazi trumpiani, che si scommette colpiranno pesante anche l’auto EU prima della firma dell’accordo post Brexit con Londra entro fine anno, …) l’Italia è ormai prossima al precipizio.

Della serie, se come sembra l’austerità non potrà ne vorrà essere ridotta lato EU, resteranno solo le misure straordinarie per calciare il barattolo più in là anche questa volta. O l’implosione sociale oltre che economica del Paese.

Vedremo se qualcuno con le spalle larghe sarà interessato, come temo, a far scatenare il caos in Italia, magari trasformando la Penisola in un kamikaze contro l’EU (a compensazione della firma della Via della Seta da parte di  una classe politica italiana più che sprovveduta, direi fors’anche interessata): infatti così facendo l’Italia come la conosciamo oggi potrebbe rischiare di rompersi in più parti, raggiungendo magari anche il fine di affossare l’EU ma uccidendo se stessa. In tale contesto un ruolo importante lo avrebbero come al solito i kapò politici nazionali, cooptati a favore di chiunque meno che dei propri concittadini pur di restare al potere, per propri interessi (…).

Bisognerebbe domandarsi se questo sia veramente il desiderata dei votanti italiani, anche e soprattutto sovranisti (non ho detto post-sovranisti).

Mitt Dolcino