Macron sostiene che la Guerra Fredda sia finita e che la Russia debba entrare nella NATO

Redazione: Ci piace Tom Luongo soprattutto per certe sue coraggiose intuizioni (Donald Trump “The Grey Champion”, ad esempio) ma, questa volta, dissentiamo dalle sue conclusioni.

Nonostante questo, pubblichiamo comunque l’articolo perché descrive bene il “pipe dream” di Macron, Merkel & Putin: l’Eurasia.

Tuttavia, non lo accettiamo integralmente perché l’autore dimentica il “convitato di pietra”, gli Stati Uniti d’America, che hanno interessi strategici che in certi casi prescindono finanche da chi si trova al potere.

Battersi contro l’Eurasia era e resta un obbiettivo primario della politica statunitense e non si vede come Trump, o chi per lui, possa accettarne la formazione di fatto.

E’ palese che gli Stati Uniti non siano più l’unica potenza mondiale, ma che rinuncino anche al loro ruolo di “primus inter pares” ci sembra incredibile, viste anche le loro azioni in Sud America, Europa ed Asia.

Abbiamo riserve anche sulla praticabilità di un Esercito Europeo guidato dalla Commissione Europea (ovvero Francia e Germania).

Luongo dimentica la posizione “post 12 dicembre” di Gran Bretagna, Italia e Paesi di Visegrad. Come potranno mai accettarlo? Come potrà questo progetto superare lo stato embrionale?

Ma non basta, resterebbero comunque le questioni commerciali sino-tedesche, cui Luongo non dedica un rigo ….. ed anche la drammatica situazione che si sta creando nel Mediterraneo (che non può non avere ripercussioni nello scacchiere euro-asiatico), per la quale rimandiamo al lucido ed inquietante articolo di Blondet:  https://www.maurizioblondet.it/la-marina-italiana-disciplinera-erdogan-ce-lo-chiede-leuropa/

Insomma, prendiamo l’articolo di Luongo per quello che vale: una lucida descrizione del “sogno ad occhi aperti” di Emmanuel Macron. Per rafforzare le nostre nostre opinioni e dare un’occhiata a quello che pensa la nostra controparte.

Sperando, ovviamente, che il sogno di Macron resti tale perché, in realtà, non sarebbe un sogno, ma un incubo.

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Tom Luongo

La scorsa settimana ho analizzato solo alcuni dei punti salienti del perché la Russia stia diventando una delle destinazioni del capitale globale.

Per anni, sono stato quasi il solo a parlare di quanto bene, la Russia guidata da Vladimir Putin, abbia saputo navigare nell’immensa campagna Occidentale volta ad emarginarla dall’economia mondiale.

Ma la situazione sta rapidamente cambiando. Il 2020 sarà probabilmente l’inizio della fine per la Nuova Guerra Fredda, a cominciare dall’Europa.

Nelle ultime settimane ci sono state diverse mosse, da entrambe le parti, per porre fine all’isolamento economico della Russia.

Come sempre, a cominciare è la politica. Il Presidente Francese Emmanuel Macron, in una conferenza stampa prima del vertice della NATO a Londra [per il suo 70° anniversario], ha chiarito che non voleva più che l’UE si posizionasse come avversaria della Russia o della Cina.

Accanto al Segretario Generale della NATO, Jens Stoltenberg, Macron ha dato una prova ulteriore del fatto che stia cercando di sostituire la Cancelliera Tedesca Angela Merkel come punto di riferimento della politica estera europea.

“La NATO è un’organizzazione di difesa collettiva, ma contro chi e contro che cosa? Chi è il nostro nemico comune? E’ un punto che dobbiamo assolutamente chiarire”, ha detto ai giornalisti, a Parigi [28 novembre], in una conferenza stampa.

E ha aggiunto: “A volte sento qualcuno sostenere che il nostro nemico sia la Russia o la Cina. Ma davvero lo scopo dell’Alleanza Atlantica è quello d’identificare l’uno o l’altro come nostro nemico? Io non la penso così. Il nostro nemico comune, chiaramente all’interno dell’Alleanza, è il terrorismo che ha colpito i nostri paesi”.

Macron ha anche affermato che la NATO abbia bisogno di “una definizione comune del terrorismo, di sapere chi sono i gruppi terroristici e di come coordinarsi per agire contro di essi”, aggiungendo che “l’assenza di dialogo con la Russia” non ha reso il Continente Europeo più sicuro e che desidera, infine, “chiarire le nostre relazioni con quel paese”.

Ha concluso sostenendo che: “Vogliamo un dialogo lucido, solido ed esigente con la Russia, senza compiacenze ed ingenuità”.

Il grande cambiamento consiste in Macron che segnala di come la NATO debba spostare la sua attenzione lontano dalla Russia e dalla Cina, per concentrarsi sulla minaccia portata dal terrorismo.

Ci sono almeno due ragioni per cui lo sta facendo.

In primo luogo, in questo modo si allinea a Putin su dove dovrebbe essere posizionato il focus sulla sicurezza.

Putin ha suonato questo tamburo per anni — in particolare dopo il suo discorso all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite del 2015, due giorni prima d’inviare truppe russe in Siria.

Le parole pronunciate da Macron sono una musica per le orecchie di Putin ed un graffio per l’ortodossia della politica estera a K Street [via principale di Washington] e a Vauxhall [sede dello MI6 britannico].

Perché sono stati proprio loro gli architetti di questa nuova Guerra Fredda contro la Russia, che ha modificato il panorama del progresso economico dell’Unione Europea [il riferimento è palesemente alle Amministrazioni Obama e Cameron].

Ad un certo punto, i “conflitti congelati” che Macron menziona nelle sue osservazioni dovranno pur essere sciolti perché, ha sottolineato, è stata l’Europa ad essere stata resa meno sicura dagli imperativi della politica estera degli Stati Uniti.

Macron, quindi, sta preparando il tavolo per gli imminenti colloqui in formato Normandia — con Germania, Russia ed Ucraina — su come porre fine al conflitto Ucraino.

Anche se la Crimea resterà, almeno per ora, fuori dal tavolo, così come il Donbass in fuga.

Ho sostenuto per anni che la Russia puntava in realtà al ravvedimento dell’Ucraina, potendo vincere semplicemente aspettando che l’UE e gli ucraini si stancassero della guerra e che, infine, facessero causa comune per la pace.

Il discorso di Macron va considerato come una vittoria per la Russia e per il mondo. Perché, ora, Macron, Merkel e Putin hanno tutti gli strumenti a portata di mano per spingere il Presidente Ucraino Volodymyr Zelensky ad agire ai sensi degli accordi di Minsk.

Questo non sarebbe mai potuto accadere sotto l’ex Presidente Petro Poroshenko, che era una risorsa di lunga data del Deep State statunitense e che ha fallito anche più del suo predecessore Viktor Yanukovich — il che è tutto dire.

In secondo luogo, i commenti di Macron sottolineano il suo desiderio di formare un esercito transnazionale dell’UE — ed i suoi commenti sono espressione diretta del fatto che voglia compiti separati per le due infrastrutture di sicurezza [Nato ed Esercito Europeo].

È chiaro che il Presidente Francese non voglia più che la sicurezza dell’Europa dipenda dagli Stati Uniti.

Sono sicuro che quest’idea possa ottenere un orecchio comprensivo da parte del Presidente Trump (sic). Il problema, ovviamente, è che non sia accettabile a nessuno del Deep State statunitense.

Per Macron, la NATO dovrebbe occuparsi solo di terrorismo (ridimensionandone in questo modo l’importanza e spianando la strada alla sua prossima fine), con l’Esercito Europeo, posto sotto il controllo della Commissione Europea, ad occuparsi del resto — per un globalista come Macron, tutto questo è l’epitome della “sovranità”.

Con queste osservazioni (da intendere come prologo di ciò di cui si discuterà al vertice della NATO), Macron sta dicendo al mondo che l’Europa ha finito di pagare il prezzo della Guerra Fredda fra gli Stati Uniti e la Russia.

Sta inoltre facendo sapere che il 2020 vedrà la fine delle sanzioni, in cambio della fine del conflitto in Ucraina e della riapertura delle porte agli investimenti europei in Russia.

Questa è una buona notizia per la Germania, che vuole assolutamente che vengano revocate le sanzioni.

Putin ha già fatto le mosse necessarie affinché la Merkel salvi la faccia — offrendo un nuovo contratto per il transito del gas dall’Ucraina,  restituendo le navi sequestrate nell’incidente dello Stretto di Kerch, facendo uno scambio di prigionieri etc.

Molto si giocherà nel prossimo incontro di Putin con Zelensky.

Ci saranno così tanti incontri multilaterali per la prima metà di dicembre, che entro la fine dell’anno potremmo osservare un panorama geopolitico molto diverso, in Europa.

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Link Originale: https://tomluongo.me/2019/11/30/macron-tells-nato-russia-must-come-in-from-the-cold-war/

Scelto e tradotto da Franco