Renzi ammicca al Renzusconi in diretta a Radio24. L’affarista fiorentino cerca velatamente di intimorire anche l’intervistatore sulla fondazione Open dell’avvocato Bianchi, già nel cda di ENEL, coinvolto in pratiche sospette nella gestione della Leopolda

Come sa chi legge questo blog, chi scrive ha nulla fiducia (niet, nada, niente) in un politico come Matteo Renzi. A partire dal suo affarismo: secondo il punto di vista di molti, eticamente non ha alcun senso che un politico di punta italiano come Matteo Renzi sia advisor di una azienda finanziaria, la Algebris, che ha fatto man bassa di NPL – Non Performing Loans (crediti in sofferenza) in Italia. Assieme ad altri atteggiamenti renziani tanto spocchiosi ed arroganti da apparire indigeribili ai più. Forse includendo anche la sua recente formazione di un nuovo partito extra PD, partito assolutamente inutile per risolvere i problemi del Paese, ma utilissimo per far prendere ruoli e potere ai renziani.

 

Mi permetto di aggiungere un elemento dirimente: avere voluto una Camera con il sistema maggioritario ed il Senato con la quota proporzionale significa voler rendere un paese ingovernabile. Sapete da dove nacque tale decisione di modifica della legge elettorale? Da un accordo tra Renzi e Berlusconi per far approvare una legge che da una parte lasciasse spazio al partito in decrescendo dell’ex Cavaliere e dall’altra rendesse ingovernabile il paese, a valle dei disastri del PD con i suoi 4 governi non eletti ed i danni causati dall’austerità euroimposta.

Dunque già ai tempi venne fatta la porcheria, ossia fare un sistema elettorale asimmetrico ingegnerizzato apposta al fine di limitare al massimo l’ascesa del M5S, missione riuscita. Però a pegno di rendere anche ingovernabile il Paese. Missione riuscita anche questa. Ed infatti si ha oggi il governo giallorosso, un’assurdità tecnica, sempre meno però del governo gialloverde. Chi l’ha studiata, come dicevo sopra, l’ha studiata bene. A totale danno del Paese…

Nel mezzo, ossia nel periodo con la Lega sovranista e teoricamente salvifica al governo, è andato benissimo avere come capo in pectore un soggetto talmente fesso da andare – tra le altre cose – a farsi riprendere mentre va al Papeete a bere mojitos (per chi scrive un simbolo di massima decadenza), quasi che fosse edificante ed anzi utile farsi governare da un soggetto ritratto in atteggiamenti che di ministeriale, permettetemi, non hanno nulla (per inciso, visto che in questi casi tutti pensano a Trump, non mi sembra di aver mai visto il Presidente USA fare le stesse cose del nostro eroe, a torso nudo [“omo de panza, omo de sostanza”, arrivo a dire, ndr]; e senza dimenticare che Trump è anche astemio, alla faccia di Briatore – prossimo collega di partito di Renzi, così si dice – che si vantò di aver regalato al Donald una cassa di suo vino per la  elezione alla Casa Bianca, …).

Arriviamo al dunque: visto che la genesi del caos politico attuale è il frutto avvelenato di un accordo tra Berlusconi e Renzi sulla legge elettorale di due anni fa (un “renzusconi in provetta”), anche per il tramite di una persona assai impreparata e probabilmente anche lui affarista – ma evidentemente senza saperli fare, gli affari, vedasi lo scandalo del Metropole ed i 49 milioni della Lega, immediatamente venuti fuori -, ecco che la figura di Renzi necessita di superiore analisi. A partire dalla sua nuova avventura politica fuori dal PD, Italia Viva, nata guarda caso dopo essere stato escluso da tutte le nomine nei posti chiave, in attesa della tornata del prossimo anno. Non siamo noi a dirlo: lasciamo infatti parlare gli articoli di stampa, prima la sua ostracizzazione (giusta secondo noi, a fronte dei danni fatti dal suo PD negli ultimi anni senza per altro essere mai stato eletto come partito di governo del Paese).

E giungiamo all’intervista di Renzi a Radio 24 di stamattina, con Maria Latella. Dove un Renzi scatenato prima ha ammonito con forza di evitare di pronunciarsi sui sospetti scandali di Bianchi e Leopolda (“aspettiamo le sentenze”, anche se la sentenza avverrà fra 15 anni se va bene, come succede in questi casi …), notando per altro che uno dei casi “strani” riguarda investimenti in energie rinnovabili (ossia stigmatizzando il fatto che il Bianchi discusso tesoriere della Leopolda sia anche “indipendent director” – e fu anche nel CDA di ENEL nel periodo renziano -, oltre ad essere collegato alla Consip, l’ente frutto per altro di scandali famigliari renziani sotto indagine mi sembra, come indicato da Panorama… una bella insalata).

Ora una domanda: premettendo che non stiamo assolutamente dicendo che ci sia alcunchè di illegale in tutto quanto sopra, ma secondo voi uno come il suddetto Renzi ha fatto il partito per suo interesse o per quello degli Italiani? Vi chiedo….

Ma la cosa più interessante, oltre agli ammonimenti renziani nell’intervista citata mirati ad evitare di parlare di supposti scandali della Leopolda (“aspettiamo le sentenze”, fra lustri, impecccabile ….), è certamente l’ammiccamento del Matteo fiorentino a partire dal minuto 19:00 dell’intervista in cui si dice pronto a discutere provvedimenti anche con Lega e Forza Italia…. BANG!

E qui ricompare l’ombra del Renzusconi da tutti negato ma che sembra covi sotto la cenere, basta aspettare e verificare.

La domanda finale è  però questa: considerato quanto sopra, nel caso voi votereste per il Renzusconi, ossia per una Lega salviniana infarcita di renziani e berlusconiani? Se può essere utile a sgombrare il campo da dubbi sulle simpatie dell’autore, chi scrive certamente NO! A costo di stare a casa il giorno del voto…

Infatti il problema dell’Italia è molto semplice da capire, a parte il purtroppo sempre presente “tengo famiglia” dei politici nazionali: se si decide di restare nell’euro – come ha purtroppo fatto anche la Lega, rimangiandosi la parola data in campagna elettorale – le tasse in italia DOVRANNO SALIRE a dismisura, a fronte di un debito di 2400+ mld di euro in perenne salita. E senza la salvifica evasione fiscale da combattere, al massimo (come dimostrato negli scorsi giorni, vedasi LINK) si potrebbero recuperare 30-35 mld in cassa in più, più propriamente al massimo ca. 20 di mld di euro diventando nottetempo per uno 0.1% più efficienti della grande Germania nel combattere l’economia sommersa italica. Ma senza dimenticare che annualmente la guerra all’evasione giù porta in cassa 16 mld di euro annui circa, da sottrarre ai valori sopra riportati. Ossia trovare enormi fondi dalla guerra all’evasione è una pia illusione [forse quello a cui vogliono preparare la gente italica è invece l’esproprio di massa a fronte di meri sospetti di evasione (ma quella si chiama dittatura…)].

Lo ripeterò fino alla noia: le vecchie caste ancora fanno danni in Italia, mentre il nuovo tarda ad arrivare. E chi doveva cambiare tutto per una cadrega si è venduto, in cambio di un piatto di lenticchie (cito una bella metafora di Antonio Maria Rinaldi, che poi fattualmente sembra gli sia valsa come contrappasso).


Noi abbiamo un sogno:  che Salvini faccia un passo di lato, costruendo invece una squadra al comando della Lega composta da un segretario come Giorgetti, un presidente onorario come Tremonti (prossimo primo ministro), un capo delegazione della Lega all’europarlamento (e futuro ministro degli interni) come Salvini e Giulio Sapelli come futuro Ministro per i rapporti con l’EU, togliendo tutti gli attuali consulenti economici di Salvini che con il loro lecchinaggio – vedremo quanto interessato – hanno lasciato che il “capitano” si suicidasse politicamente (Bagnai è l’unico che salvo). Se si vuole vincere si fa come sopra suggerito, altrimenti continuerete a bervi mojitos a torso nudo al Papeete, va bene anche così. Basta che sappiate che in tale caso le tasse saliranno a dismisura e di crescita non ce ne sarà.

Quando uno vuole la bicicletta poi deve pedalare.

Mitt Dolcino