Clamoroso: l’allenatore di Alex Schwazer, lo stimato Donati, afferma che “se qualcuno non mi mette una pistola in bocca prima, spiegherò tutto”. Anche minacce di morte dietro la sospetta congiura dell’ente anti-doping WADA?

Leggere queste cose fa male allo sport. Anzi no, non è più sport, è politica. Schwazer sembra sempre più la vittima sacrificale di un giallo internazionale legato, sembra, ad una sua testimonianza contro due medici della WADA, l’ente anti-doping internazionale. Per cui Schwazer andava – forse – depotenziato e quindi unto dal disonore. Anche, eventualmente, con un caso di doping inventato? (vedasi LINK)

OLYMPIC GAMES PECHINO 2008–Marcio 50 km uomini Agosto 2008.

Non facciamo ci illusioni: Schwazer è un caso unico, se come spero riuscirà a vincere è perchè da una parte ha i Carabinieri, la sua Arma, a supporto. Dall’altra gioca in casa nella procura di Bolzano, dove gli altoatesini sono sostenuti se hanno ragione. I fatti ci dicono che se il processo si fosse ad esempio tenuto a Milano o a Roma, ricordando il caso meneghino del giudice Diego Curtò (e di sua moglie Antonia Di Pietro) che affossarò l’Italia industriale e produttiva portando a svendere Montedison ai francesi entro pochi anni in forza di una tangente (di origine francese?), o gli innumerevoli casi risolti con decenni di ritardo – che fecero rinominare la procura capitolina “il porto delle nebbie” -, la battaglia di Schwazer sarebbe finita da un pezzo, con una di fatto sconfitta. O un no contest

Comunque tale caso fa emergere ogni giorno di più dettagli sconvolgenti: ad esempio che l’allenatore di Schwazer teme per la sua vita!

La vicenda Schwazer parte da lontano, da QUI ad esempio

Questo è il destino dei paesi colonizzati, anzi una vera propria caratteristica peculiare, quasi un marchio di fabbrica: un paese colonia non difende le proprie eccellenze. Che casualmente, soprattutto in termini di persone, o emigrano o muoiono. Il caso Gardini spiega benissimo la situazione. Ma ad andare a ben vedere, molti eredi di grande dinastie nazionali sono morti giovani ed in situazioni inusuali: Giovannino Agnelli e suo cugino Edoardo, il figlio di Ferrero in Sudafrica mentre faceva jogging. Lo stesso Gardini, lui stesso erede in una fortuna enorme, quella dei Ferruzzi, resta comunque una morte anomala e di molto sospetta, ….

Oggi il caso Schwazer ci permetterà forse di vedere cosa si nasconde dietro il sipario, sempre che la magistratura italiana al livello superiore non vada poi a stoppare tutto. Certo, comunque andando a processo, ossia col rinvio a giudizio a Bolzano, le verità verranno fuori nelle udienze. E saranno pesanti.

Al di fuori dei rimborsi che spetteranno ai danneggiati, chi ne esce distrutto è comunque lo sport professionista, anzi la politica dello sport. Sembrerebbe infatti che la WADA, dietro alla crociata anti-doping, nasconda segreti indicibili. Tanto addirittura tanto da affondare un ottimo atleta italiano come Schwazer per renderlo non credibile mentre sostiene l’accusa contro la WADA.

Personalmente, da ex atleta, con esempi del genere innanzi non riesco più a credere in gesta sportive eclatanti. Come non credo nella correttezza a prescindere degli enti sovranazionali, siano esso l’EU (franco-tedesca) o la WADA. Il motivo è davanti ai nostri occhi.

Solo un cieco non riesce a vederlo. O uno stupido. O più propriamente, chi è a libro paga.

Mitt Dolcino