Huawei investirà 3,1 miliardi/usd in Italia, ma chiede una politica equa per il 5G

Redazione: La notizia è di ieri ed ha avuto una vasta eco sulla stampa internazionale. Proponiamo, fra i tanti, l’articolo della Reuters.

Ed ora la “domanda delle cento pistole”: che farà il Governo?

La “componente M5S”, quella che più di tutti ha voluto gli accordi con la Cina, vuol aprire senza remore le porte ai cinesi, in contrasto con la “componente Lega” che, avendo riallacciato solide (speriamo) relazioni con l’Amministrazione Trump vorrebbe, se non chiudere, almeno non spalancare del tutto le porte.

Singolare la tempistica dell’annuncio, come ha fatto notare, fra gli altri, Affaritaliani. Non appena Matteo Salvini è andato in difficoltà sulla Russia, ecco la dichiarazione di Thomas Miao.

Casuale? Forse no. Crediamo in ogni caso che, nello specifico, non sia utile all’Italia un percorso governativo ondivago e cerchiobottista.

In particolare riguardo la Lega, questo Partito non può rinnegare la posizione che il suo leader ha assunto verso l’America. Se questa è la sua vera posizione strategica, è necessario mantenga la barra ben salda verso Occidente.

Anche a costo di far saltare il Governo e chiedere – anche rischiando di non ottenerle (ma non saprei cosa succederebbe se la gente scendesse in piazza) – elezioni anticipate.

Gli ultimi sondaggi hanno dimostrato che il popolo leghista non ha creduto alla farsa moscovita, pensando probabilmente a qualche “manina italiana e straniera” che, seguendo il “cui prodest”, non è poi così difficile da individuare.     

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Elvira Pollina per Reuters

MILANO (Reuters) – La cinese Huawei Technologies ha annunciato che investirà 3,1 miliardi/usd in Italia nei prossimi tre anni, ma al contempo ha invitato Roma a garantire l’uso “trasparente, efficiente ed equo” del “golden power” sullo sviluppo della rete 5G.

Lunedì, parlando ad un evento a Milano, l’Amministratore Delegato per l’Italia del gigante delle telecomunicazioni, Thomas Miao, ha detto che il “golden powr” italiano – che consente allo Stato d’intervenire nel settore privato in difesa della sicurezza nazionale – dovrebbe essere esteso a tutti i concorrenti nell’Unione Europea.

Una fonte governativa ha detto che l’Italia ha recentemente rafforzato questa misura, almeno in parte, come conseguenza delle preoccupazioni per il potenziale coinvolgimento della Huawei e della ZTE nello sviluppo delle reti 5G.

Il Sig. Miao ha detto che la Huawei, nei prossimi tre anni, assumerà 1.000 persone nel paese.

Ha anche confermato che la compagnia cinese taglierà 1.000 posti di lavoro negli Stati Uniti. Ha detto che se ad Agosto Washington confermerà la compagnia nella lista nera, avrebbe comunque “un piano B” per garantire le forniture di componenti.

Gli Stati Uniti hanno fatto pressioni sull’Italia e sugli altri alleati europei perché evitino le apparecchiature della Huawei e controllino da vicino la ZTE, sostenendo che queste due società potrebbero rappresentare un rischio per la sicurezza.

Entrambe hanno fortemente negato un tale rischio.

La coalizione di governo italiana, forgiata un anno fa fra il movimento anti-establishment M5S e la Lega, ha approvato a Marzo l’ambizioso piano infrastrutturale cinese “Belt and Road”, diventando la prima grande potenza occidentale a sostenere l’iniziativa, allo scopo di aiutare a rilanciare l’economia italiana in difficoltà.

Questo avvicinamento ha irritato Washington e ha allarmato alcuni alleati dell’Unione Europea, che temono l’accesso di Pechino a tecnologie sensibili.

Nel tentativo di placare le preoccupazioni degli Stati Uniti, Roma, la scorsa settimana, ha approvato un Decreto che rafforza i poteri del Governo nei progetti infrastrutturali per la rete di telecomunicazioni 5G.

Il Decreto deve essere approvato dal Parlamento nei prossimi 60 giorni oppure scadrà.

Il Sig. Miao della Huawei Italia ha chiesto che il “golden power” sul 5G venga applicato non solo sulle società extra UE, ma anche a tutti i concorrenti dell’UE.

“È molto importante che la tecnologia 5G sia neutrale”, egli ha detto, aggiungendo che le nuove norme dovrebbero applicarsi “a tutti i competitors per assicurarsi che fin dal primo giorno ci sia un’infrastruttura sicura e affidabile”.

Ha anche chiesto al Governo di accelerare le procedure di approvazione.

“Nel peggiore dei casi, potrebbero essere necessari fino a 165 giorni per ottenere l’approvazione delle offerte riguardanti il ​​5G”, ha detto Thomas Miao ai giornalisti, aggiungendo che questo è un periodo di tempo troppo lungo.

Telecom Italia e Vodafone Italia dovrebbero presto concludere un accordo per sviluppare congiuntamente l’infrastruttura 5G in Italia. Entrambe le società stanno aspettando che il Decreto decida cosa si debba fare con i partner cinesi come la Huawei.

Il Sig. Miao ha detto che, nel frattempo, la società “sta facendo affari come al solito” con i suoi partner italiani.

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Link Originale: https://www.reuters.com/article/us-huawei-italy/huawei-to-invest-31-billion-in-italy-add-1000-jobs-in-three-years-country-ceo-idUSKCN1UA11V

Scelto e tradotto da Franco