Trump ha colpito il “drago” con un pugno nell’occhio. Le relazioni tra Stati Uniti e Cina volgono al peggio

Michael Snyder per The Economic Collapse Blog

Dopo quello che il Presidente Trump ha appena fatto, le probabilità che gli Stati Uniti e la Cina possano raggiungere un accordo commerciale entro quest’anno sono passate da poche a nessuna.

Per la Cina non c’è problema più sentito dello status di Taiwan. Per i cinesi è inaccettabile che qualsiasi persona osi solo pensare che Taiwan non faccia parte della Cina e, se necessario, sono pronti a difendere la politica di “una sola Cina” fino alla morte.

Dalla nostra parte, moltissimi americani ignorano cosa sia Taiwan e, se forniste loro una mappa del mondo, non sarebbero nemmeno in grado di trovarla, quest’isola, grazie alla povertà del nostro sistema pubblico d’istruzione.

Per la maggior parte degli americani, quindi, la notizia che il Presidente Trump pensi di vendere a Taiwan 2 miliardi di dollari di armi è completamente priva di significato. Ma, per i cinesi, notizie come questa sono un profondo insulto alla nazione.

“msn news” ha così scritto [https://www.msn.com/en-us/news/world/us-preparing-to-sell-over-dollar2-billion-in-weapons-to-taiwan-testing-china-sources/ar-AACrDJp]:

“”Gli Stati Uniti hanno intenzione di vendere oltre 2 miliardi di dollari di carri armati e missili a Taiwan – hanno detto anonimamente quattro persone coinvolte nei negoziati – e questa mossa potrebbe far arrabbiare la Cina, sullo sfondo della guerra commerciale fra le due maggiori economie mondiali che si sta intensificando. Una notifica informale della proposta di vendita è già stata inviata al Congresso degli Stati Uniti””.

Questa notizia è stata completamente saltata dal ‘ciclo delle notizie’ statunitense ma, in Cina, si sono parecchio ‘scaldati’, anche a livello ufficiale.

Secondo un rapporto recentemente pubblicato, gli Stati Uniti invierebbero ‘oltre 100 carri armati e quasi 2.000 missili’ a Taiwan [https://www.express.co.uk/news/world/1137208/south-china-sea-donald-trump-x-jinping-usa-china-trade-war-taiwan-spt]:

“”Gli Stati Uniti, che per Taiwan sono il principale fornitore di armi, starebbero inviando oltre 100 carri armati e quasi 2.000 missili sull’isola. C’è una forte indignazione in Cina, che ha detto di essere seriamente preoccupata dopo che il Ministero della Difesa di Taiwan ha confermato la vendita. Si ritiene che questa mossa accresca ulteriormente le tensioni fra Pechino e Washington. Il Ministro della Difesa cinese Wei Fenghe ha detto che: ‘se qualcuno osasse separare Taiwan dalla Cina, l’esercito cinese non avrebbe altra scelta che combattere, a qualunque costo’””.

Certo è che si possono fare un bel po’ di danni con 2.000 missili.

La maggior parte degli americani potrebbe non rendersene conto, ma la verità è che le relazioni USA-Cina hanno appena preso una brutta piega.

Oltre ad aver annunciato questa vendita di armi a Taiwan, il Presidente Trump ha anche minacciato la Cina con dazi doganali ancor più importanti [https://www.thesun.co.uk/news/9236736/trump-china-trade-war-evil/]:

“”Donald Trump ha oggi minacciato di colpire la Cina con ulteriori dazi doganali per almeno 300 miliardi di dollari di merci, mentre una campagna mediatica cinese sta dipingendo gli Stati Uniti come un paese prepotente e malvagio. Le tensioni tra le due maggiori economie mondiali sono aumentate vertiginosamente da quando i colloqui finalizzati a porre fine alla guerra commerciale hanno imboccato un vicolo cieco, all’inizio di maggio””.

Ma, mi si creda, l’annuncio della vendita di armi a Taiwan è molto, molto più offensiva per la Cina di quanto possa esserlo la stessa minaccia tariffaria.

Dal lato cinese si è deciso di colpire gli Stati Uniti proprio nella sue zone agricole, mettendo in stand-by gli acquisti di soia americana [https://www.cbsnews.com/news/us-china-trade-war-china-halts-purchases-of-u-s-soybeans-report-says/]:

“”Secondo quanto riferito da un articolo di Bloomberg News, la Cina sta mettendo in stand-by gli acquisti di soia americana, sullo sfondo della crescente guerra commerciale con gli Stati Uniti. Quale maggior acquirente al mondo di soia, la mossa della Cina potrebbe aggravare la pressione economica sugli agricoltori americani””.

Questo è già di per sé l’anno peggiore, da decenni, per gli agricoltori statunitensi e la mossa cinese renderà le cose ancora peggiori. Inoltre, la retorica anti-americana, in Cina, ha ormai raggiunto un livello febbrile.

Secondo la CNN, la Cina ha appena emesso un allarme ufficiale per avvertire i viaggiatori di ‘sparatorie, ruberie e furti’ nelle principali città degli Stati Uniti [https://edition.cnn.com/2019/06/05/asia/china-us-travel-trade-intl/index.html?no-st=1559806555]:

“”Martedì scorso il Ministero cinese della Cultura e del Turismo ha avvertito i suoi cittadini dei rischi che si corrono viaggiando negli Stati Uniti, citando i frequenti casi di “sparatorie, ruberie e furti””.

Lo stesso giorno il Ministero degli Esteri del paese – assieme all’Ambasciata e ai Consolati cinesi negli Stati Uniti – ha emesso un ‘avviso di sicurezza’ per i cittadini cinesi, riferendo delle ‘ripetute molestie’ subite dai cittadini cinesi negli Stati Uniti da parte delle polizie locali.

I cinesi, comunque, hanno certamente ragione quando mettono in guardia contro la violenza nelle nostre città. Ad esempio, lo scorso fine settimana più di 50 persone sono state colpite nella sola città Chicago.

In aggiunta agli avvertimenti ai turisti, i media statali cinesi stanno facendo tutto il possibile per mettere in cattiva luce gli Stati Uniti.

In effetti, uno dei principali quotidiani cinesi ha definito gli Stati Uniti ‘il nemico del mondo’ [https://edition.cnn.com/2019/06/05/asia/china-us-travel-trade-intl/index.html?no-st=1559806555]

“”I nuovi consigli per i viaggiatori non sono venuti da soli. Il PCC, attraverso i media statali, ha lanciato una campagna di propaganda sulla guerra commerciale, incentrata sul ‘bullismo’ e sulla ‘prepotenza’ degli Stati Uniti. In un articolo degno di nota, pubblicato martedì scorso dal People’s Daily, gli Stati Uniti sono stati etichettati come ‘i nemici del mondo'””.

Vi sembra, per concludere, che i cinesi siano pronti ad arrendersi e a tornare al tavolo delle trattative? No, la verità è che stanno arrabbiandosi ogni giorno di più.

La maggior parte degli americani non lo sa nemmeno che abbiamo combattuto contro i cinesi nelle ultime fasi della ‘Guerra di Corea’, ma proprio adesso quelle vecchie battaglie contro ‘i cattivi invasori americani’ vengono pubblicamente celebrate in Cina [https://www.thesun.co.uk/news/9236736/trump-china-trade-war-evil/]:

“”I media statali del Presidente Xi Jinping hanno cominciato a far riferimento persino alle sanguinose battaglie fra l’America e le forze cinesi durante la Guerra di Corea. La battaglia del 1952 di Triangle Hill – Shangganling in cinese – è stata glorificata per decenni, in Cina, come il punto di svolta della guerra. Agli scolari viene detto che il sacrificio dei soldati cinesi ha portato alla ‘sconfitta dei malvagi invasori americani’””.

A questo punto, la maggior parte degli americani non può non essere ‘vagamente consapevole’ del fatto che si stia verificando una sorta di guerra commerciale, che la Cina sta prendendo molto sul serio.

E, senza alcun dubbio, si sta preparando il palcoscenico per una resa dei conti globale tra le due superpotenze. Tutto questo, in effetti, non è un gioco e, se le cose dovessero andar male, potremmo trovarci di fronte a conseguenze apocalittiche.

Speriamo, quindi, che Trump sappia cosa sta facendo perché, in questo momento, le cose sembra che stiano precipitando in una spirale fuori controllo.

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Link Originale: http://theeconomiccollapseblog.com/archives/trump-just-poked-the-dragon-in-the-eye-and-u-s-china-relations-just-took-an-ominous-turn-for-the-worse

Scelto e tradotto da Franco

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