ll protezionismo innanzitutto: Trump e Putin possono diventare alleati economici?

Sia gli Stati Uniti che la Russia hanno trovato il successo economico nell’approccio nazionalista

Den Kalmyk per Liberty Nation

L’economia offre un elemento di praticità a tutti i sistemi politici. Parafrasando Tolstoj, i sistemi di successo sono tutti simili mentre quelli falliti lo sono ognuno a modo suo.

Ma soffermiamoci sulle basi economiche dei sistemi politici perseguiti da Vladimir Putin e Donald Trump.

Nel campo della pubblica amministrazione i principi economici dell’ex ufficiale dei servizi segreti e dell’imprenditore di successo sembrano identici. Qual’è allora la somiglianza fra la Trumponomics e il modello economico del Putinismo?

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Entrambi i leader, innanzitutto, hanno capito che un’economia forte è il fondamento dell’indipendenza e del successo nella sfera politica.

Putin, che ha fermato il crollo della Russia alla fine degli anni ’90, è ben consapevole del fatto che un sistema economico sviluppato è la chiave per garantire la sovranità e gli interessi nazionali del suo paese.

Dopo la fine della Guerra Fredda la Russia ha perso un quinto del suo territorio e una quota significativa del suo potenziale economico. Nell’arena politica mondiale era circondata da Stati che l’avevano notevolmente superata in vari parametri economici.

Di conseguenza, le linee di politica interna ed esterna del Presidente Putin erano volte principalmente a restituire alla Russia lo status di “grande potenza”.

Questo corso è tacitamente incarnato nell’assioma “la Russia innanzitutto”, roccaforte concettuale del modello economico Putiniano.

Ciò è in linea con il principio seguito da Trump nel plasmare la politica interna ed esterna degli Stati Uniti: “l’America innanzitutto”.

Nella storia moderna gli Stati Uniti non hanno mai affrontato una crisi esistenziale in cui era in gioco l’esistenza stessa del Paese. Al contrario, per un lungo periodo dopo il crollo dell’URSS, l’America è stata incondizionatamente riconosciuta come la leader formale e informale della politica internazionale.

Fin dalla sua elezione e in linea con il suo programma il Presidente Trump sta perseguendo il principio di restituire l’America al suo antico splendore.

Palese il parallelo fra la Russia, che sotto Putin “si è rialzata dalle sue ginocchia”, e l’America, che con Trump “sta diventando di nuovo grande”. In ogni caso entrambe le formule richiedono un’adeguata giustificazione finanziaria ed economica.

È difficile per i cittadini comuni percepire il potere dei loro paesi se non possono osservare le caratteristiche del successo economico nella vita di tutti i giorni: crescita economica e dei salari reali, benessere finanziario della popolazione, rapidi tassi di crescita della produttività del lavoro, nuove tecnologie, industrie competitive e così via.

Considerando l’insieme dei problemi — inclusa la dipendenza dell’economia russa dal prezzo degli idrocarburi — si deve ammettere che nella sua storia secolare la popolazione della Russia non è mai vissuta in condizioni migliori rispetto a quelle del “regno di Putin”.

Il benessere stabile dei cittadini russi è in effetti uno dei principali obbiettivi del Putinismo.

La crescita del reddito reale della popolazione ha avuto luogo con intensità variabile durante la sua permanenza al potere. I redditi reali sono cresciuti più rapidamente dal 2000 al 2008 e dal 2012 al 2014. La crescita del Pil russo, nel 2018, è stata del 2%.

Inoltre, il debito estero del Paese è uno dei più bassi al mondo. Gli esperti, quindi, parlano di una situazione economica stabile mentre Putin guadagna punti come politico, confrontando l’attuale economia russa con quella dei precedenti Governi.

Nel frattempo l’economia degli Stati Uniti, sotto Donald Trump, sta mostrando una crescita significativa. L’attuazione della riforma fiscale rende ora possibile stimolare lo sviluppo degli affari e contribuire ad aumentare il numero di posti di lavoro.

Lo scorso Maggio il tasso di disoccupazione è sceso al livello record (3,8%) degli ultimi 18 anni e, nel secondo trimestre del 2018, la crescita del Pil è aumentata del 4,2% in termini annuali.

Oltre a questo, i mercati azionari statunitensi si stanno rafforzando. E’ possibile annunciare, pertanto, una crescita senza precedenti degli indicatori economici, se confrontiamo la presidenza Trump con quella precedente.

Russia e America: non così diverse dopotutto

Di fatto, Putin e Trump concordano su molti aspetti della giustificazione concettuale alla base della loro politica economica.

Sono simili anche in qualcosa di più grande. Entrambi sono sottoposti a critiche molto dure, non solo nei loro paesi. Entrambi comprendono che la politica non è un “charity shop”, ma un campo di battaglia dove si confrontano accanitamente  interessi multidirezionali. Entrambi, inoltre, stanno facendo di tutto per assicurare una politica estera indipendente ai loro Stati.

Tale somiglianza dovrebbe aprire, idealmente, un ampio corridoio d’opportunità per le loro relazioni. Tuttavia, per una cooperazione efficace fra Russia e America è necessario smettere di percepire la loro interazione come un gioco a somma zero.

È importante accettare che il modello di Putin e quello di Trump, rispettivamente della “Russia e dell’America Innanzitutto”, non si escludano a vicenda.

Al contrario, sono proprio gli approcci protezionistici di questi due leader ad aver salvato le economie nazionali, che erano state terribilmente danneggiate dall’esperimento liberal-globalista degli ultimi trent’anni.

Dal punto di vista dell’approccio economico alla politica mondiale il Trumpismo e il Putinismo parlano con una sola voce, anche se questo non viene detto apertamente.

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Link Originale: https://www.libertynation.com/protectionism-first-can-trump-and-putin-become-economic-allies/

Scelto e tradotto da Franco

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