Fra le 4 navi “sabotate” nelle acque degli Emirati Arabi Uniti ci sono due petroliere saudite con carico destinato agli Stati Uniti

Redazione: Pubblichiamo quest’articolo con spirito “notarile”, non condividendone i contenuti ma ritenendolo comunque interessante se letto al contrario (vista la fonte).

Abbiamo pubblicato molte cose su una possibile guerra contro l’Iran, sostenendo che l’innesco sarebbe stato un incidente “false flag” da addossare a quel paese.

All’attentato compiuto dall’Iran, come sostenuto in quest’articolo (ma stamattina anche dall’Amministrazione Trump), non crede nessuno.

Perché mai avrebbe fatto un atto così autolesionistico, sapendo che un fronte composto da parecchi stati non aspetta altro per attaccare?

Crediamo che il piccolo “incidente” di cui stiamo parlando sia solo l’inizio di un’escalation che potrà portare ad un “incidente” sufficientemente grande da giustificare un conflitto, avendo ben chiaro in mente l’obbiettivo finale, che è la Cina.

Il sito israeliano DEBKA, notoriamente in odore di Servizi Segreti, è così sicuro di sé da aver sbagliato qualcosa anche nella comunicazione. Quale danno per gli Stati Uniti (assieme all’Arabia Saudita) se le petroliere erano scariche? I danni, semmai, sono per le Società che hanno assicurato le petroliere e i cargo danneggiati (ma, a loro volta, sono ri-assicurate).

Anche i colloqui di Mike Pompeo, prima con gli alleati della Nato e poi con Putin, vanno inquadrati sullo sfondo di questa possibile guerra. Darà qualche input agli europei e poi andrà a trattare con Putin. Si metteranno d’accordo.

Curioso il sorvolo della zona dell’”incidente” da parte di aerei militari francesi e statunitensi (ma sarà vero? Fa parte della prima reazione dei media locali ed è stato smentito sia da SA che da UAE). Trump e Macron si sono forse di nuovo alleati? E cosa ne pensa la Germania?

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Diane Shalem per Debka File

Due delle quattro navi mercantili sabotate Domenica 12 maggio al largo di Fujairah sono petroliere, ha dichiarato Lunedì il Ministro dell’Energia saudita Khalid al-Falih, che ha definito l’attacco “una minaccia per la sicurezza delle forniture petrolifere globali”.

“Una delle due doveva essere caricata di greggio saudita nel porto di Ras Tanura e destinato ai clienti statunitensi della Saudi Aramco”, ha detto in una sua nota, aggiungendo che “non ci sono vittime o fuoriuscita di petrolio, ma solo danni sostanziali alla struttura delle navi”. Il Ministro non ha menzionato la loro proprietà.

Il Segretario di Stato americano Mike Pompeo ha rinviato il suo viaggio in Russia senza fornire alcuna spiegazione e si è diretto a Bruxelles per  colloqui con gli alleati NATO sulla crisi con l’Iran.

Analogamente a Khalid al-Falih, anche il Ministero degli Esteri degli Emirati Arabi Uniti [UAE], con sede ad Abu Dhabi, ha riferito delle quattro navi mercantili oggetto di “operazioni di sabotaggio” vicino alle acque territoriali dell’UAE, al largo dell’Emirato della Fujairah.

Ha aggiunto che non ci sono stati feriti e che non si sono verificati sversamenti di sostanze chimiche nocive o di carburante, a indicare che le navi sono petroliere.

I lavori sono proseguiti come al solito nel porto di Fujairah, si legge nella nota. Né le dichiarazioni saudite né quelle degli Emirati Arabi Uniti hanno citato gli autori del “sabotaggio” o la sua natura.

Gli UAE hanno smentito un precedente rapporto dei media locali che parlava di “pesanti esplosioni” nel porto di Fujairah.

Secondo lo stesso rapporto aerei da guerra statunitensi e francesi stavano sorvolando la zona al momento delle esplosioni ed inoltre che dalle 7 alle 10 petroliere erano in fiamme.

Gli UAE stanno attualmente ampliando il porto per ospitare il più grande impianto di stoccaggio al mondo, in grado d’immagazzinare fino a 14 milioni di barili di petrolio.

Le fonti militari e d’intelligence di DEBKAfile hanno riferito che, nonostante le studiate omissioni delle dichiarazioni ufficiali, è alquanto ovvio che l’attacco alle navi mercantili sia stato effettuato da una “parte politica” della regione.

Palesemente il “candidato” è l’Iran, le cui Guardie Rivoluzionarie e la cui flotta sarebbero state pienamente in grado di compiere la prima grande rappresaglia di Teheran alle sanzioni statunitensi, relative alle sue esportazioni di petrolio.

Dalla dichiarazione saudita, secondo cui il petrolio su una delle navi colpite era destinato a “clienti negli Stati Uniti”, si può dedurre che Teheran abbia trovato un modo per sfogarsi, con un colpo singolo, su due, se non tre, dei suoi nemici.

Funzionari iraniani hanno dichiarato che se Teheran non può esportare il suo petrolio, nessun altro lo farà. Washington non ha dato fino ad ora alcuna risposta a questo attacco.

Una dichiarazione può essere prevista successivamente ai colloqui di Pompeo a Bruxelles. Di conseguenza, ritarderà la sua prevista visita a Sochi per dei colloqui con il Presidente Vladimir Putin.

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Link Originale: https://www.debka.com/four-cargo-ships-sabotaged-in-uae-waters-off-fujairah-port/

Scelto e tradotto da Franco