Dove venderanno i cinesi i 450 (720) miliardi di dollari di merce andata fuori mercato a causa dei dazi imposti da Trump? L’implosione cinese che nessuno vuol vedere…

Qualcuno ride, qualcuno invece… non si capisce!

Non voletemene se sto a picchiare sullo stesso tasto da settimane, ossia l’errore romano nel voler firmare l’accordo BRI con la Cina, in nome dell’Italia su impulso dei leghisti (che sono stati turlupinati ed abbagliati dalla volpe clintoniana che oggi fa la badante politica del Cavaliere, Matteo Renzi). Ma l’errore purtroppo è stato davvero smisurato.

La logica, la cara logica purtroppo va troppo spesso in soffitta: or dunque, qualcuno mi spieghi come può sopravvivere un Paese come la Cina nel caso che, dall’oggi al domani, circa 450 miliardi di dollari di merce dovessero andare fuori mercato. Ben sapendo che i 450 miliardi potrebbero diventare 750 a breve, se la Cina non smetterà di sfidare Washington in modo assolutamente pervasivo, cosa che fa quanto meno dall’arrivo di Xi al potere, oggi imperatore cinese visto che è eletto a vita (alla faccia di chi considera la Cina una democrazia, …).

Che se ne farà Pechino di quei sobri 750 miliardi di merci che non riuscirà più a vendere? Diciamo che la prima scelta sarà di far assorbire il costo alle aziende cinesi, che ridurranno l’utile. Poi ci saranno le sovvenzioni di Stato cinese, per aiutare a dette aziende a stare in piedi, che faranno nascere accuse di manipolazione della valuta o della competizione globale, isolando ulteriormente Pechino. Alla fine Pechino arriverà a rifondere direttamente il dazio alla aziende per tenerle in vita, visto che Xi è eletto a vita non si preoccupa più di tanto di sovvenzionare con diciamo 100-150 miliardi di dollari all’anno le imprese cinesi, basta che il popolo non si arrabbi e che la clessidra scandisca il tempo, che per Trump al massimo è di ancora 6 anni: 1.4 miliardi di persone che hanno fame non le tiene nessuno e Xi lo sa bene, visto che la Cina è povera di risorse.

Anche Trump lo sa e dunque state certi che i dazi sono solo un pezzo del puzzle, che si gioca in 3D. Ossia ci saranno molti eventi nei prossimi mesi.

Voi direte: gli USA pagheranno di più le merci visto che quelle USA sono più care. Verissimo, senza dubbio. Dunque ci sarà inflazione in USA, inevitabile. Dunque? Un paese con un debito enorme ha il suo miglior amico nell’inflazione, o sbaglio?

Neanche tempo di provarci e 5 petroliere ancorate di fronte all’Iran hanno preso fuoco

Il dollaro chiaramente non si indebolirà perchè sostenuto da Bank of China, BCE e Swiss National Bank per evitare che faccia concorrenza ai propri prodotti? Benissimo, ci sarà inflazione senza svalutazione, intanto le imprese USA potranno sfruttare tale finestra temporale – anche perchè con inflazione alta ossia con tassi reali negativi il dollaro non potrà stare forte per sempre – per acquisire materie prime a basso prezzo stoccandole per il futuro. La Cina vuole mettere al bando le terre rare, non esportandole più? Solo questione di tempo – un annetto? –  prima che le miniere USA e Canadesi inizino a sfornare quanto basta, magari assieme all’Australia. Dunque la Cina alla fine i suoi bene ed i suoi asset dove se li metterà?

Fate voi. Io faccio solo presente una cosa: inevitabilmente la mossa di Trump sui dazi sarà deflazionistica per la Cina. Mentre la successiva mossa cinese di pagare per i dazi le aziende in modo da tenere alta l’occupazione sarà inflattiva, sul mercato interno. il popolo cinese ha fatto 2 rivoluzioni negli ultimi 100 anni causa inflazione.

Tanti auguri a Xi. E complimenti a Trump per il piano, ardito, ad oggi solo agli albori. In attesa delle prossime mosse.

Geraci non è sponsorizzato dalla Lega…. Si, si, come no!

Aggiungo solo un dato: Trump ora vuole prendere il bersaglio grosso, ossia sfondare la Cina cancellando la sua crescita economica ossia la sua pace sociale anche per indebolire chi si è messo in asse contro l’Impero USA al fianco di Pechino, ossia Berlino e Londra. Senza Pechino infatti la Germania dovrà comunque adattarsi allo status quo USA, mentre per Londra la storia è più complessa (…). Per tale ragione la scelta di firmare l’accordo BRI con la Cina a Palermo a da parte dei verdi più che dei gialli è stato un errore ciclopico. Anche perché la prima cosa che i cinesi cercheranno di fare sarà di piazzare in Italia le merci che gli USA non comprano più causa dazi, in forza dell’accordo BRI. Ecco perchè Trump è furente con Roma.

Tutti gli italiani dovrebbero essere furenti con Geraci e con chi lo ha sponsorizzato, credete a me. Se non ci credete basta aspettare. Naturalmente nel caso specifico io sto dalla parte dell’Occidente, ossia con Trump.

Auguri

Mitt Dolcino