Germania, Italia, Giappone e la clausola di “Paese Nemico delle Nazioni Unite”

Redazione: Non condividiamo tutti i passaggi di quest’articolo di Christof Lehmann, di norma schierato su posizioni globaliste. Ma resta la “curiosità” sulla persistenza di questa clausola, cui si aggiunge il fatto che Germania e Giappone (a differenza dell’Italia) non hanno mai firmato un Trattato di Pace e che comunque tutti e tre i Paesi siano pieni di basi Usa/Nato. Insomma, potrebbe non essere né una “dimenticanza” né una questione di lana caprina.

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Christof Lehmann per Global Research [estratto]

La “Carta delle Nazioni Unite” indica che l’Italia, la Germania ed il Giappone sono ancora “paesi nemici dell’ONU”. In termini giuridici significa che ogni paese-membro dell’Organizzazione può lanciare un’aggressione militare preventiva contro questi tre Paesi senza nemmeno una formale dichiarazione di guerra.

Dalla fine della 2a Guerra Mondiale nessun membro del G4 – Cina, URSS/Russia, Regno Unito e Stati Uniti d’America – ha adottato delle misure per abolire questa clausola dalla “Carta delle Nazioni Unite”.

In altre parole l’Italia, il Giappone e la Germania sono ancora nemici dell’ONU anche se, in generale, non se ne parla mai.

Tuttavia, le implicazioni di questa clausola e la mancanza di sovranità che ne deriva – ad esempio lo “jus ad bellum” – sono un possibile ostacolo al raggiungimento di una pace duratura in Asia ed in Europa.

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E’ una questione rilevante al giorno d’oggi?

Considerando la situazione in Ucraina e le tensioni fra Russia e NATO/UE, non si può sottovalutare il fatto che un Governo italiano o tedesco non possa dar vita ad una politica estera pienamente sovrana.

Il 50% dei tedeschi non percepisce la Germania come un paese permanentemente ancorato alla NATO e vorrebbe che mantenesse una posizione neutrale, diventando una specie di ponte tra est e ovest. Ma nessun governo tedesco è stato in grado di riflettere quest’opinione nella sua politica estera.

A sua volta, nel suo status di paese-nemico delle Nazioni Unite, anche il Giappone deve ballare sui carboni ardenti. C’è un crescente consenso pubblico contro le basi americane, ma nessun Governo potrebbe concretamente far sua questa tendenza senza rischiare gravi conseguenze.

Qualsiasi politico giapponese che toccasse il problema farebbe un “hara kiri” politico. Ma non sono solo gli Stati Uniti a mantenere il Giappone in questa sorta di limbo giuridico.

Le relazioni cino-nipponiche riguardo le contese isole Senkaku/Diaoyu, ad esempio, sono fortemente condizionate dal tentativo giapponese di affermarvi la propria sovranità, costringendo il Paese ad utilizzare lo schema “Stati Uniti contro Cina”.

La clausola di paese-nemico ha un certo impatto anche sulle relazioni russo-nipponiche. Anche la disputa sulle “Isole Curili del Sud”, come le chiamano i russi, è influenzata sia dallo status giuridico giapponese di “paese nemico delle Nazioni Unite” che dalla mancanza di un “Trattato di Pace” russo-giapponese.

Anche in questo caso i Governi giapponesi hanno giocato la carta degli “Stati Uniti contro Russia”.  

Le relazioni giapponesi potrebbero probabilmente diventare molto più positive se la Russia prendesse l’iniziativa di “livellare il campo di gioco”, firmando un “Trattato di Pace”.

Considerando lo sviluppo delle relazioni russo-cinesi e le strategie geopolitiche di lungo termine nella regione pacifico-asiatica, una dimostrazione di fiducia russo-cinese nei riguardi del Giappone potrebbe liberare le mani di questo paese, almeno in parte, nei riguardi delle relazioni con gli Stati Uniti.

Potrebbe essere, quindi, un mossa molto saggia con ripercussioni positive in tutta la regione, comprese le Filippine, la Malesia, la Tailandia, la Corea ed il Vietnam.

Tenendo conto della complessità sia dei mercati globali che delle alleanze militari, si può sostenere che qualsiasi paese del G4 che dovesse prendere iniziative sull’abolizione della clausola di “paese nemico” dalla “Carta delle Nazioni Unite” ne otterrebbe un notevole vantaggio politico.

Ma perché nessuno ha ancora preso l’iniziativa? E’ un derivato della sfiducia imperante e del complesso gioco delle alleanze? O è la consapevole perpetuazione degli accordi di Yalta, tramite i quali il G4 ha scolpito un mondo diviso da Cortine di Ferro, Cortine di Bambù e Cortine di Banana?

In tal caso l’inevitabile risultato sarà che un numero crescente di paesi, costretti all’interno di queste “Cortine”, finirà con il sollevarsi contro il G4.

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Link Originale [estratto]: https://www.globalresearch.ca/germany-italy-japan-and-the-un-charters-enemy-state-clause-obstacle-to-an-asian-and-european-peace/5457761

Scelto e tradotto da Franco