La temutissima “C” – Si può ancora dire “sono un Cristiano”?


Fra una generazione o due la gente si chiederà perplessa: “Cristiano? Cos’è un Cristiano?”.

Leesa K. Donner per Liberty Nation

Con la Domenica di Pasqua non ancora lontana sullo specchietto retrovisore, val la pena rilevare che moltissime persone negli Stati Uniti ancora celebrano la Risurrezione di Gesù Cristo. Nel 2017, “Statista” ha evidenziato che ben l’81,3% degli americani ha commemorato questa santissima festa.

Nonostante l’ovvia popolarità della Pasqua, le élite politiche di sinistra sembra siano reticenti a nominarla, figurarsi a rivendicarla. In altre parole, sembra che ci sia una sorta di timore a definire la Pasqua come “Festa Cristiana” – e per questo celebrata dai Cristiani – perché contiene, così ci è stato detto, il termine più temuto, la”C” di Cristiana.

Chi ha piantato la tenda sulla sinistra dello spettro politico americano non sembra disposto a pronunciare il termine “C”. C’è chi fa ridicole capriole verbali per evitare di parlare, scrivere o riconoscere pubblicamente coloro che celebrano la Pasqua.

Ma nel fare queste considerazioni stiamo forse piombando in una sorta di paranoia di destra? Bene, prendiamoci un attimo di tempo, riflettiamo e vediamo dove ci conducono i fatti.

Noi di Liberty Nation fummo tra i primi ad avere contezza di questo strano assalto ai Cristiani, avvisati in questo senso da Patrick Hauf [https://loneconservative.com/author/patrickhauf/], che non sarà il capostipite nella rilevazione di questo fenomeno, ma è comunque colui che ce lo ha fatto individuare.

Patrick Hauf ha notato con notevole perspicacia il tweet di Hillary Clinton, che si riferiva ai Cristiani chiamandoli “adoratori della Pasqua” [Easter worshippers].

Ha poi confrontato il tweet della Clinton con quello dell’ex Presidente Obama, scoprendo che anch’egli si è riferito con questo termine alle vittime cristiane degli attentati nello Sri Lanka.

Questa “scoperta” ha generato una valanga di ironici tweet di risposta, come questo di Jeff Charles [LN’s], “Qualcuno può dirmi cos’è un ‘adoratore della Pasqua’? Si chiama in questo modo forse perché adora le vacanze di Pasqua? E poi, a Dicembre, cominceranno a chiamarci ‘adoratori del Natale?'”

E ha aggiunto: “Cosa succede se un terrorista prende di mira gli ebrei durante lo stesso periodo di Pasqua? Dovremmo chiamare quelle vittime ‘adoratori della Pasqua ebraica’?”.

Bene, hai colto il punto, Charles!

Perché questi politici “non possono essere così temerari” da pronunciare la parola “Cristiano”, anche se la Sig.ra Clinton e il Sig. Obama affermano entrambi di essere seguaci di Gesù?

I politici americani non sono i soli a seguire l’ultima moda dell’abolizione della parola “C”. Nel linguaggio volgare tipico del Primo Ministro britannico Theresa May, gli attacchi nello Sri Lanka non sono stati contro i Cristiani, ma contro “le chiese” e “gli hotel”.

Theresa May ha così Twittato: “Gli atti di violenza contro chiese e hotel dello Sri Lanka sono stati davvero terrificanti e porgo le mie più sentite condoglianze, in questo tragico momento, a tutte le persone che sono state colpite. Dobbiamo restare uniti per assicurarci che nessuno debba mai esercitare la propria fede nella paura”.

Sorprendentemente, è stato il Sindaco di Londra Sadiq Khan a pronunciare la parola “C”, spingendosi fino al punto di diffondere un generoso messaggio nei riguardi dei Cristiani.

Tuttavia, molti potrebbero sostenere che il riferimento del Sig. Khan alla Comunità Cristiana sia dovuto in realtà a motivi elettorali, visto che “fornisce contributi importanti” alla città di Londra.

Qualcun altro potrebbe aggiungere che i Cristiani non si limitano a versare contributi, ma garantiscono nei fatti l’esistenza stessa della città.

Ciononostante siamo disposti ad estendere anche a Sadiq Khan la vecchia “grazia Cristiana”, lasciando che queste considerazioni scivolino via soprattutto perché ha avuto la sfrontatezza di pronunciare la parola temuta: “C”.

Ma questa non è certo la prima volta che la sinistra trasforma opinioni politiche in inestricabili sciarade linguistiche.

Ricordate il “riscaldamento globale”? Adesso è diventato il “cambiamento climatico”. Stessa cosa per gli immigrati illegali che ora, nel gergo comune della sinistra, sono diventati degli “americani senza documenti”.

A questo punto fermiamoci un momento per ascoltare di nuovo l’aforisma di George Orwell: “Il linguaggio politico ….. è progettato per rendere veritiero il suono delle bugie e rispettabile un omicidio, dando una parvenza di solidità finanche al vento”.

Orwell avrebbe potuto aggiungere un altro capitolo al tema della distorsione del linguaggio, che potrebbe funzionare altrettanto bene: “non scrivete e non pronunciate mai la parola che disprezzate, sarà sufficiente perché essa si estingua”.

In questo modo, fra una generazione o due, la gente si chiederà perplessa: “Cristiano? Cos’è un Cristiano?”.

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Link Originale: https://www.libertynation.com/the-dreaded-c-word-can-you-say-christian/

Scelto e tradotto da Franco

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