Avremo veramente un nuovo sistema fiscale o è solo un annuncio ?

Questo governo Giallo-Verde sulla cui operatività ho molte perplessità, sta pensando alla prossima Legge di Bilancio e nella manovra 2020 dovrebbe arrivare finalmente la tanto attesa riforma fiscale.

La ricetta è basata su quella già intrapresa per le imprese ed i professionisti: la flat tax.

Il sottosegretario alle Infrastrutture, Armando Siri ha rilasciato una intervista al Sole 24 Ore nella quale afferma che “Con la prossima Legge di Bilancio tutte le risorse disponibili devono essere impegnate nell’abbassamento delle imposte che sono la premessa necessaria per una autentica ripresa dell’economia.”

Avremo quindi una flat tax al 15% per le famiglie con redditi fino a 50mila euro e riduzione dell’IRES sulle imprese dal 24% al 20% che di fatto si trasformerà in una flat tax al 20%).

    1. Naturalmente, continuando la criminale politica europea della austerità e della scarsità, si pone enfasi sul nodo risorse con un “costo presunto” di 20 miliardi di euro.

    2. Per le famiglie si parla di un risparmio di 14,5 miliardi di euro, che si aggiungerebbero ai 2 miliardi di euro risparmiati dai professionisti con la flat tax al 15% prevista dalla scorsa manovra.

    3. Il costo di abbassare l’IRES al 20% si aggirerebbe invece tra i 6 e gli 8 miliardi di euro l’anno.

Per coprire questi costi, che poi sono gli stessi messi a bilancio per finanziare il reddito di cittadinanza e Quota 100, il Governo ha intenzione di chiedere alla Commissione UE una maggiore flessibilità per un periodo di 3-5 anni, oltre alla solita finta politica di riduzione degli sprechi. Siri afferma che è «un intervento più impegnativo perché interviene in un sistema, quello attuale, progressivo con 5 aliquote e scaglioni a cui si aggiungono detrazioni, deduzioni e bonus che si sono nel tempo accumulati rendendo tutto più complicato e difficile».

Ritengo che la manovra sia un buon risultato per le famiglie alle quali porterà sicuramente sollievo, ma Siri non accenna al grande problema per le micro-imprese spina dorsale del nostro sistema industriale. Tale problema si chiama IRAP.

Semplificando al massimo in modo che tutti possano capire, vediamo come si calcola la base imponibile IRAP.

La formula finale, tralasciando tutti i passaggi intermedi, è la seguente :

Reddito Imponibile (ai fini Ires o Irpef) +

Costo del personale +

Costo del lavoro parasubordinato ed occasionale +

Interessi Passivi +

Proventi Straordinari =

BASE IMPONIBILE IRAP

Come possiamo vedere dalla formula, alla base imponibile vengono aggiunti i costi del personale e gli interessi passivi.

In poche parole, i settori “labour intensive” come le microimprese italiane dove il costo del lavoro è una percentuale molto importante rispetto al fatturato, vengono letteralmente massacrate da questa iniqua tassa.

Ho visto con i miei occhi e sono disposto a sostenere questo in qualsiasi sede, l’effetto perverso di questa tassa che porta alcune imprese a pagare tasse più alte dell’utile netto conseguito.

Tale tassa incide pochissimo sulle grandi imprese “capital intensive” che, rispetto ai fatturati enormi, hanno pochissima incidenza di costi del personale e degli interessi passivi.

Quindi le piccole imprese “labour intensive” che assumono personale e pagano interessi passivi (che incidono molto sul basso fatturato) vengono letteralmente massacrate da questa tassa iniqua e regressiva.

Tale perverso meccanismo di calcolo era stato “inventato” da uno degli iniziatori del massacro del sistema industriale italiano formato da microimprese : l’ex-ministro PD Vincenzo Visco a cui era seguito il ministro di Forza Italia Tremonti, che nonostante le critiche, se ne era ben guardato dal toglierla.

Come mai il governo Giallo-Verde non accenna alla abolizione di tale tassa che massacra il nostro sistema industriale?

Capisco i problemi dei vincoli UE, ma tale governo deve dimostrare più coraggio nelle proprie azioni altrimenti resteremo una colonia dei paesi dominanti UE come siamo in questo momento.

Proseguiremo con insistenza su questo tema fino a quando questo governo non dimostrerà di voler veramente difendere il sistema industriale italiano che sta per morire dopo 30 anni di mazzate ricevute da questa iniqua Unione Europea.

Alla prossima puntata.

Ollie Savio