Africa: Islamofobia o genocidio dei cristiani e dei bianchi?

In Nigeria estremisti islamici uccidono più di 30 cristiani

Oltre 30 nigeriani di religione cristiana sono stati uccisi in un brutale attacco mattutino dai pastori Fulani, islamici radicali che hanno sistematicamente bersagliato i cristiani che vivono in luoghi che essi pretendono siano parte del loro territorio.

The Guardian riferisce che l’assalto mortale si è verificato di prima mattina, vicino alla città di Maro (contea Kajuru dello Stato di Kaduna), dove gli aggressori hanno appiccato il fuoco a diversi edifici, fra i quali case e chiese. Gli estremisti hanno sparato ai civili con dei fucili automatici mentre fuggivano dalle case in fiamme.

Una donna appartenente alla Chiesa locale, la Evangelical Church Winning All (ECWA), ha dichiarato al Morning Star News che: “i fedeli sono scappati dalla Chiesa sotto il fuoco degli assalitori. Molti sono stati uccisi ed io non vedo i miei familiari da questa mattina, perché son dovuta fuggire al di fuori di quella zona”.

Alcuni abitanti del villaggio e i poliziotti locali hanno cercato di resistere all’assalto dei musulmani radicali, ma sono stati costretti a ritirarsi perché gli aggressori li hanno sopraffatti per numero e potenza di fuoco.

Il Governo locale di Kaduna ha condannato l’attacco attraverso una dichiarazione di Samuel Aruwan, Senior Special Assistant del Governatore:  “Oggi, il Governo dello Stato di Kaduna è stato informato dalle “agenzie di sicurezza” che ci sono stati nuovi attacchi nella zona di Kajuru e in parte nella zona di Kachia. Il Governo dello Stato ha assicurato che le “agenzie di sicurezza” stanno lavorando assiduamente per contenere gli eventi. Il Governo è rattristato da questi attacchi, condanna gli esecutori e sollecita tutti i residenti della zona a sostenere le “agenzie di sicurezza” nei loro sforzi per proteggere le comunità”.

La violenza è stata così grave che un vicino collegio scolastico, amministrato dalla Evangelical Missionary Society (EMS), è stato evacuato per proteggere i bambini.

Il Direttore Scolastico EMS Bakari Ibrahim ha dichiarato al Morning Star News che: “Per sicurezza, abbiamo evacuato circa cento bambini da Kufana. Molti dei nostri missionari, che operavano presso la tribù Kadara e nelle aree del Katari, sono stati sfollati. Per favore, continuate a pregare per la nostra nazione”.

Il Governatore di Kaduna, Aminu Tambuwal, ha espresso profonda tristezza per le vittime e ha chiesto maggiore sicurezza nelle contee di Kajuru e Kachia, per proteggere la vita e le proprietà delle persone.

Il Presidente della Christian Association of Nigeria per la zona di Kaduna, Reverendo Joseph Hayap, così ha detto riguardo l’attacco: “Abbiamo fatto appello ai giovani della zona perché non ci sia alcuna rappresaglia. Vogliamo dare agli ‘agenti di sicurezza’  dello Stato la possibilità di perseguire gli assassini. Non vogliamo alcuna rappresaglia per evitare che il cerchio delle violenze e delle uccisioni possa continuare”.

La Nigeria ha dovuto affrontare dei disordini crescenti perché i gruppi terroristici del radicalismo islamico, fra i quali i mandriani Fulani, hanno scatenato ripetuti attacchi contro i cristiani, che costituiscono grosso modo il 51% della popolazione.

Ad esempio, nel Settembre del 2018 gli estremisti islamici hanno saccheggiato diverse case appartenenti alla popolazione cristiana e ucciso 11 civili nell’ambito di un brutale assalto alla città di Jos, Capitale dello Stato di Plateau.

Un sopravvissuto ha dichiarato che: “Quando sono arrivati, ​​i pastori Fulani hanno sparato a casaccio, irrompendo nelle case e sparando a donne e bambini indifesi, e comunque a chiunque fosse a portata della loro vista”.

Il gruppo di controllo sulle persecuzioni ai cristiani, Open Doors, ha messo la Nigeria in cima alla “World Watch List”, esattamente in 12° posizione, appena sotto la Siria.

Jacob Airey per The Daily Wire

Link Originale: https://www.dailywire.com/news/44111/muslim-extremists-murder-over-30-nigerian-jacob-airey

Scelto e tradotto da Franco


L’Hitler del Sud Africa dice ai bianchi che non li ucciderà ….. per il momento.

All’inizio della scorsa settimana [l’articolo è del 15 Giugno 2018, ndt], mentre la maggior parte del mondo era interessata alla Coppa del Mondo, alla stretta di mano Trump/Kim o ad una moltitudine di altri eventi, Julius Malema, detto anche l’Hitler del Sud Africa, diceva ai bianchi del suo paese che non era impegnato a pianificare il loro genocidio. Non ancora.

In un’intervista alla “TRT World News”, Malema ha dichiarato che: “Non abbiamo chiesto l’uccisione dei bianchi. Almeno per il momento. Ma non posso garantire per il futuro”.

Quando il giornalista gli ha detto che alcune persone potrebbero interpretare queste osservazioni come un appello al genocidio, Malema ha risposto: “Quanti piagnistei!”. Ma un po’ più tardi ha avvertito i sudafricani bianchi che “le masse sono al limite di una rivoluzione spontanea, sono preda dell’anarchia”.

Malema è un importante politico sudafricano, in prima linea nel movimento che ha per obbiettivo la confisca della terra ai proprietari bianchi e la sua ridistribuzione alla popolazione nera del paese.

Naturalmente, non sono stati rivelati i dettagli specifici del piano.

Ora, se anche qualcuno potesse pensare che l’appropriazione della terra sia un fatto di giustizia sociale, è quanto meno ragionevole riconoscere che la massiccia corruzione che affligge il governo del Sud Africa porterà ad un’espropriazione multi-miliardaria caratterizzata dalle “bustarelle”.

Inoltre, Malema non ha riconosciuto che l’esproprio forzato della proprietà privata causerebbe un’impressionante ondata di inadempienze sui mutui immobiliari, innescando una massiccia crisi bancaria e un’implacabile recessione.

Il Sudafrica ha già un ottimo esempio delle conseguenze economiche di certe decisioni: l’esproprio della terra nello Zimbabwe ha fatto precipitare questo paese in un cataclisma economico che dura da due decenni. Ma questi sembrano tutti dettagli irrilevanti.

Malema fino ad ora ha minimizzato la catastrofe economica di quel paese, dicendo: “Non si può misurare la rivoluzione dello Zimbabwe basandosi sulle definizioni capitaliste”.

Non sono sicuro quale sia la definizione che egli usa per misurare il successo. Ma tutti sanno che dopo due decenni dalla ridistribuzione della terra, nello Zimbabwe – che era considerato il granaio dell’Africa meridionale – più di un quarto della popolazione rischia di morire di fame.

Quindi, anche utilizzando le metriche più elementari, possiamo dire che le politiche dello Zimbabwe sono state un fallimento totale. Copiarle, di conseguenza, equivarrebbe al suicidio.

E’ davvero sorprendente che una persona così pericolosa e fuori controllo sia riuscita a salire al potere. Ed è ancora più sorprendente quanto sia stato veloce questo successo. Un decennio fa poche persone avevano sentito parlare di questo Julius Malema. Ora guida milioni di persone e diventa ogni giorno più potente.

Ma cambiamenti rapidi e radicali come questo non sono comunque così rari nel mondo e nel corso della storia. Nel 1913, pochi anni prima della rivoluzione russa, i bolscevichi erano solo un piccolo gruppo di radicali. Quattro anni dopo avevano conquistato l’intero paese.

Nel 1928, il Partito Nazista era una specie di gioco oscuro, avendo raggranellato solo il 2,6% dei voti nelle elezioni di quell’anno. Ma, meno di cinque anni dopo, Adolf Hitler era il Cancelliere tedesco, insignito del potere supremo dall’Enabling Act del 1933.

Il punto è che il mondo può cambiare molto rapidamente. Ecco perché sono da sempre un forte sostenitore dei “piani B”. E’ bello mantenere una prospettiva positiva ed essere fiduciosi per il futuro, ma a volte le circostanze non si presentano per come noi le speriamo.

A volte un tiranno sale al potere. A volte sono i mercati finanziari che si bloccano durante la notte. A volte i risultati più inaspettati diventano realtà.

Riconoscere questa possibilità non deve rendervi né pessimisti né allarmisti. Al contrario, è piuttosto razionale e prudente fare alcuni passi basilari per proteggere ciò che v’interessa di più e ciò per cui avete lavorato così duramente.

[ …….. ]

Simon Black per Sovereign Man, 15 Giugno 2018

Estratto dal Link Originale: https://www.sovereignman.com/trends/the-hitler-of-south-africa-tells-white-people-he-wont-kill-them-yet-23774/

Scelto e tradotto da Franco