Clamoroso: i senatori del PD scrivono a Macron ed al Governo d’oltralpe schierandosi con la Francia, contro il Governo Italiano!!

Mi domando: cosa sarebbe successo se durante la guerra alcuni partiti italiani (non solo alcuni alcuni politici, qui si parla dell’intero gruppo del partito ex comunista al Senato) si fossero schierati col nemico…

In fondo è un vizietto italico avere rapporti con lo straniero se non col nemico, magari oggi non si fa eccezione, che dite? Or dunque, la lettera dei senatori PD al Senato indirizzata a Macron – appunto a supporto straniero – è da incorniciare: a me ha ricordato la lettera di Totò e Peppino al Savonarola (ho fatto un mix tra due commedie comiche, lo so), soprattutto per la fine che ha fatto il destinatario, appropriata col caso in esame…. Mentre i fratelli Caponi alla fine tornarono a fare i felici villani…

Un ex Primo Ministro del PD, Matteo Renzi (che pur di tornare al potere evidentemente è disposto a tutto), guarda caso tifa per la Francia….

Un altro ex Primo Ministro del PD, Enrico Letta (che, lo ricordo, oggi è stipendiato profumatamente dallo Stato francese) tifa anche lui per la Francia….:

Evidentemente certa gente non si rassegna ad aver perso il potere del comando!

Ed io – sempre in controtendenza, ma notate bene che non faccio parte delle gerarchie del PD, chiaramente – che quando guardo le squadre di calcio italiane nelle coppe europee in TV invariabilmente tifo per quella italiana….

Notasi, la lettera dei senatori PD è firmata dal senatore Marcucci, renziano doc ecc. ecc.. Per sapere di chi stiamo parlando leggete questo bell’articolo del Sole 24 Ore di qualche tempo fa….

In generale posso solo dire che mi manca tantissimo la Prima Repubblica, i governanti della prima Repubblica, quelli che contavano anche oltre i confini regionali (intendo non Lombardia, Emilia, Lazio, Toscana, Piemonte…). Classe politica italiana non casualmente annientata da Tangentopoli, la cui vera genesi non è ancora stata scritta (andiamo a poco). E quanto mi manca Giovanni Falcone: con suo “Follow the Money” che cambiò il modo di fare non solo giustizia ma – direi – anche politica. Se fosse ancora vivo forse non saremmo caduti così in basso (ed infatti andrebbe indagata meglio sulla genesi della sua morte e di quella di Borsellino, assassinii a cui sembra abbiamo partecipato competenze militari, … solo italiane?).

Mitt Dolcino

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