Verso la guerra civile in Francia: secondo la stampa internazionale una granata spappola una mano di un manifestante. Polizia e violenza per strada. A quando l’intervento dell’esercito (a favore o contro Macron?)

Stiamo scrivendo la storia. Prima delle prossime elezioni EUropee molte cose accadranno. Non necessariamente “cose belle”. In Francia il 99.99% della popolazione non è felice della situazione e non beneficia del benessere tutto finanziario derivante dai QE erogati dalla BCE; molta plebe fa addirittura fatica ad arrivare a fine mese. E tutto questo accade, durante la stagnazione post subprime, mentre il numero di ultra ricchi francesi (quasi dei neofeudatari) raddoppia in 4 anni (in Italia nello stesso periodo – 2013/2017 – sono triplicati, vedasi sotto), ma con un valore mediano di patrimonio molto più alto che in Italia: ossia a fine 2017 oltralpe ci sono circa 10’000 persone che detengono oltre 1000 miliardi di patrimonio. Questi sono i nemici dei gilet gialli: di fatto non possono prosperare entrambi (miliardari e gilet gialli), se guadagna uno perde l’altro

Appunto, i gilets gialli sono osteggiati dall’ala macroniana, che di fatto rappresenta detti miliardari. La fonte dell’immagine sotto è UBS-Wealth-X, comparazione tra 2013 e 2017, evoluzione dei patrimoni di chi detiene almeno 30 milioni di dollari.

Ecco spiegata la genesi della protesta francese: troppo potere concentrato nelle mani di pochi. E parallelamente una popolazione che fa fatica ma che ha memoria, di ferro: memoria di Maria Antonietta. Ossia è gente che sa che si può tagliare la testa dei monarchi che non vogliono condividere la ricchezza col popolo…. (un ragionamento tipico francese, ndr). Di fatto l’Italia non ha tale consapevolezza, infatti deve andare a “culo”.

Ecco dunque spiegati i Salvini e i Di Maio, due “tentativi”, in attesa del prossimo Cola di Rienzo che entrerà sulla scena romana a breve. In Francia, nel mentre, “la gente sta bruciando la torre di ferro“….

 

In tale contesto oggi la polizia francese inizia a sparare davvero, inizia ad usare le maniere forti contro i gilet gialli, vittime predestinate che per adesso non tirano fuori armi vere. Che succederebbe se ad esempio solo una guarnigione militare dovesse defezionare a favore del “popolo” aprendo gli arsenali? Mica sarebbe la prima volta …. Se la gente francese, magari dopo qualche altro week end di paura e di contrapposizione violenta sempre più a favore di chi è armato per legge, dovesse accedere ad armi in abbondanza? La guerra civile è molto più vicina di quanto si possa pensare, in Francia, lasciate perdere quello che vi dicono i media (pagati per tenervi tranquilli, scremando le verità).

Or dunque, bisogna evitarlo, bisogna evitare che il popolo francese vinca contro le elites, crollerebbe l’intero castello globalista.

Dunque l’Italia intransigente ed ostile diventa non una minaccia ma una opportunità per Macron: fare giustizia del paese confinante che ha mancato di rispetto all’Eliseo più che alla Francia! Per questa ragione ritengo IMPELLENTE sia questione di sopravvivenza adoperarsi lato italiano per una grandiosa esercitazione militare al confine italo-francese. ù

Mi giungono per altro notizie di piani, dopo le esercitazioni congiunte con la marina italiana di dicembre 2018,  per spostare uno strike group USA nel mar ligure appena prima delle elezioni EUropee dei prossimi mesi (infatti la USS Truman è già oggi nel Mediterraneo, di fatto prossima ai confini con l’Italia, nei pressi di Tolone, capito mi hai…); guarda caso  la stessa cosa che successe quando Salvini andò in Libya all’inizio del mandato gialloverde, protetto dall’Air Force USA oltre che dall’Aeronautica, un modo come un altro per disinnescare sul nascere tentavi di zittire governanti stranieri scomodi, Parigi è molto esperta in tali faccende soprattutto in Africa (mentre la portaerei americana USA Truman faceva tappa nel mare di Marsiglia, facendosi ben vedere a tutti con manifestazioni semi-pubbliche a bordo).

Vi propongo quindi un po’ di video degli scontri in Francia di oggi (stanno alzando il tiro), ossia tra popolo giallo e difensori dello Stato, i gendarmi. Che poi sono popolo anche loro e dunque sempre a rischio di “comprendere” che stanno combattendo una lotta che pur sempre dovere, può non essere necessariamente nel  loro interesse specifico, soprattutto delle loro famiglie (è successo più volte in passato, in Francia, che la polizia abbia  solidarizzato coi manifestanti). Fate click sulle immagini sopra per i video.

MD

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