L’Italia non potrà uscire dalla gabbia della sua perdurante crisi senza venire a patti col passato: bisogna spiegare la vera genesi di Tangentopoli!

La crisi attuale dell’Italia deriva da Tangentopoli. Scandalo mediatico che guarda caso vide “ingoiare” nella voragine del caos giudiziario la sua azienda più rappresentativa, Montedison, quella che sempre innovò fin dai tempi di Natta e del polipropilene isotattico, della chimica, passando per il tentativo di sviluppare l’energia nucleare in Italia con l’avallo addirittura di Enrico Fermi (tentativo boicottato dalla Francia). Passando per il biodiesel (mai nato inItalia, ma in USA sì) e l’agroindustria avanzata (poi finita ai francesi, morta prima di iniziare) e la chimica del fluoro (finita ai belgi). E senza dimenticare la cantieristica che portò il Moro di Venezia a sfidare, prima volta nella storia, una barca non USA la superpotenza americana in Coppa America.

Bei tempi.

La fine di Montedison comportò la perdita di – mia stima – circa un milione di posti da lavoro, indotto incluso, considerando le aziende che furono chiuse e/o vendute. Ci fosse ancora Montedison le cose andrebbero molto meglio in Italia. Scrissi in tempi non sospetti su tale argomento.

Bene, Gardini morì, secondo molti in modo “strano” – secondo un giudice fu ucciso – e Montedison venne svenduta perchè dichiarata fallita da un magistrato di Milano non perchè lo fosse veramente, ma perchè costui, tale giudice di Milano Diego Curtò, collega di Di Pietro e di tutto il team di Mani Pulite, intascò una tangente di 400 milioni per farla fallire (senza poi pagare civilmente per il danno arrecato e senza mai spiegare da dove fosse arrivata detta tangente). Ossia, la svendita di Montedison fu il simbolo del sacco dell’Italia, voluto. Che da allora non si è mai fermato, i francesi in particolare iniziarono con Montedison e piano piano si comprarono i pezzi da novanta dell’Italia. Non a caso.

Furono i francesi a volere Tangentopoli? No, ma ne furono i maggiori beneficiari, ricordando un ex procuratore capo di Milano che ebbe gran parte della sua carriera legata a Parigi, certamente un caso.

Fino a quando non si spiegherà come si ingenerò il fenomeno di Tangentopoli, perchè nacque proprio in tale frangente storico, non si riuscirà a capire l’accaduto. Bisogna capire anche i fini di Tangentopoli e perchè terminò così d’improvviso. E come terminò.

E soprattutto chi volle far scoppiare Tangentopoli. Chi ne approfittò invece è chiaro, la Francia, sempre molto a suo agio con al potere i massoni delle logge USA che guardano verso l’Atlantico.

Fino a quando non si indagherà sulla genesi di Tangentopoli non si potrà capire cosa è veramente successo. E soprattutto non si potrà porre rimedio al disastro attuale del Belpaese, destinato senza un macro-evento esterno – o una grande presa di coscienza – ad implodere ed anche ad essere spezzato in tre o più tronconi, a vantaggio delle diverse parti in causa (Francia, USA ed in parte quel che resta della cultura asburgica) bruciando il debito unitario italiano attuale – ecco, questo sarà/sarebbe il fine dello spezzare l’Italia, … -.

Passati 25 anni dall’inizio del terremoto di Mani Pulite, ossia dal prossimo anno,  i tempi saranno maturi per fare chiarezza.

Sono certo che emergeranno interessanti spunti.

Mitt Dolcino

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