L’euro e la sua decisiva influenza sulla politica estera: cosa succederebbe in termini euro-monetari in caso di una guerra nel Mediterraneo tra partner EU su fronti opposti?

Ci sono talmente tante cose su cui riflettere da perdersi, davvero. Volevo in realtà scrivere due righe sulla strategia Dem negli USA per combattere l’elezione di Donald J. Trump, anche per supportare il Dragoni della Lega che mi sembra l’unico diciamo normale della compagine, meno male che forse ce n’è uno. Non me ne voglia, ma non è ancora il momento, fra qualche settimana lo faremo, visto che l’evoluzione di detta strategia influenzerà l’Obamagate in Italia, ossia anche con eventuali mandati di arresto. Sono certo che il Dragoni ci perdonerà, promesso che entro settembre avanzeremo. Un argomento invece non considerato da geniali commentatori italici, figli in toto dell’antimeritocrazia più crassa e del doping informativo in tempo di COVID, ossia in assenza di football e di tette finte con cui distrarre gli astanti, è quello al titolo: l’influenza dell’euro sulla politica estera, che poi è l’interesse nazionale di un paese contrapposto a quelli di un altro. In tempi di guerra prossima nel Mediterraneo meglio rifletterci un poco, che dite?

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Per non dimenticare: il Piano Marshall fornito dagli USA alla fine della WWII fu per Roma al 95% a fondo perduto (cd. AIUTI). Mentre oggi sia l’EU, coi vari Recovery Fund, che la Cina, con la Via della Seta, vogliono pezzi d’Italia in cambio

Certe volte sbaglio a dare le cose per scontate. Oggi su Twitter ci siamo accorti che c’è qualcuno che NON sa che i Piano Marshall fornito dopo la vittoria nella WWII da parte di Washington fu in grandissima parte a fondo perduto, come cd. “Aiuti”. E questo pur in  presenza di Paesi che avevano perso la guerra, sfidando addirittura gli States anche con le V2. Fa tremare che invece ci sia qualcuno – anche italiano – che oggi, senza per altro vincere alcuna guerra ne liberare nessuno dal gioco nazista, pretenda di convincervi/ci che i fondi cinesi o EU per uscire dal COVID siano benedetti. No, dico io, il Piano Marshall fu un gesto unico e assai significativo; quello che invece vogliono Cina ed EU sono solo pezzi d’Italia quando la Penisola non sarà in grado – inevitabile restando nell’euro, una moneta straniera – di restituire i prestiti…

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Siamo al “O Noi, O Loro”: Usa-Germania: l’ultima controffensiva tedesca per riprendersi l’Europa

Ci sono talmente tante cose da scrivere da perdersi. Oggi ho scelto questa, riprendendo nei fatti un articolo de Il Giornale il quale, avendo evidentemente qualcuno in redazione con intelletto sufficiente per capire che Trump ed i suoi militari vinceranno e di seguito  fracasseranno gli avversari prima di tutto all’interno nei paesi cd. alleati, inizia a prendere le distanze. Dunque ecco che la prensa italica inizia, dopo aver tentato gli ultimi colpi per abbattere Conte – ricordo che tra Libero ed Il Giornale non passa giorno senza un articolo che annunci che Giuseppe Conte sta per dimettersi, da inizio anno almeno… -, ora teme il peggio. Ed inizia quanto meno, senza schierarsi su fatti interni al Paese onde evitare di essere redarguito, a dire quanto meno la verità sui macro-temi. Per altro la stessa verità che raccontiamo noi da qualche anno: il caos che vedete oggi in mondovisione non è altro che l’epilogo dell’eterna sfida tra Germania e Mondo Anglosassone, parte III., dove noi – è chiaro – parteggiamo deliberatamente per i secondi (non fosse altro per evitare altre tragiche guerre mondiali, tutte causate da Berlino).

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Conte, unico premier dei 5 paesi EU prescelti da Pechino, rifiuta di incontrare il ministro Wang Yi in visita. E Geraci, il leghista artefice della firma della Via della Seta, lo critica perchè con lui l’Italia è fredda con la Cina (trad.: CONTE UOMO DI TRUMP)

Naturalmente i media non vi passano questa notizia, solo affaritaliani.it, che resta a nostro avviso relativamente indipendente nelle sue news, ha riportato l’importante intervista concessa da Michele Geraci, il sottosegretario leghista vero artefice della firma della Via della Seta. In cui il professore siciliano – spesso di stanza a Pechino – critica pesantemente  il governo Conte, apertamente. E tifa anche per un Papa (Bergoglio) a carro dell’ex Impero Celeste…

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Franceschetti: bambini scomparsi, pedofilia e satanismo. Orrore indicibile: la polizia di Detroit ne ha ritrovati 123, salvandoli

Redazione

E’ oggettivamente difficile da osservatore esterno assimilare quanto accaduto nel caso Gioele. E forse anche nel caso Yara. E magari anche nel caso Samuele (l’ultimo caso siciliano è apparso addirittura abominevole anche nei messaggi, nei dettagli emersi del corpicino straziato, senza colpevole). E pure nei delitti seriali che si sono ripetuti negli anni, ovunque, anche in Italia, a partire dal mostro di Firenze ben descritto dal grande poliziotto Michele Giuttari in splendidi libri assolutamente da leggere, molto belli anche per come sono stati scritti, a mo’ di romanzo. Viene il dubbio che ci sia molto altro, dietro. Chi non ricorda il nonno dire, “non accettare mai una caramella dallo sconosciuto, potrebbe essere avvelenata” e quindi “rubarti“. Evidentemente – temo – i nonni volevano dare significato ad altro, forse a quanto al titolo. Ed oltre, magari senza saperlo. Dunque non possiamo fare altro che appoggiarci per la lettura dei fatti a persone diciamo “esperte” in materia, tra cui – soprattutto – Paolo Franceschetti, discepolo della Gabriella Carlizzi prematuramente scomparsa qualche anno fa, di cui riproponiamo un suo solido intervento. Senza  dimenticarci l’acuto Umberto Eco, nel suo splendido “Pendolo di Focault”, saltando le prime 70 pagine (appositamente?) illeggibili…

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Capiamo le coalizioni in campo: la memorabile sfida tra globalisti e mondo libero sta per avere inizio (in palio gli ideali economici ed elitari del fu Reich millenario, con 70 anni di ritardo)

Chi scrive, dopo ampie lettura ed approfondimenti, soprattutto sul New Deal di F. D. Roosevelt (FDR), resta convinto che le assonanze tra Trump ed il suo illustre predecessore si sprechino: entrambi patrioti, ebbero a combattere aspre lotte interne, ben notando che i New Deals furono svariati e solo pochi funzionarono; alcuni come quello sull’agricoltura vennero contestati, uno anche dalla Corte Suprema USA che egli tentò addirittura di “modificare”  negli equilibri, uscendone sconfitto. La realtà è che la depressione del 1929, meno pesante di quella che subirà il mondo occidentale post COVID, dopo quasi 10 anni non era ancora risolta, mancavano veri drivers di crescita. Ed infatti appena si cercò di normalizzare l’economia ed i tassi nel 1937 la crisi ri-iniziò a mordere. Va infatti detto chiaro e tondo che gli USA uscirono dalla depressione post 1929 solo grazie alla II guerra mondiale, in molti dicono guerra anche cercata da FDR, tramite il suo capo di stato maggiore Marshall, poi prestato alla ricostruzione (con il grandissimo oriundo Fiorello La Guardia a supportare incredibilmente la “sua” ex Italia con i fondi USA, assieme al discepolo De Gasperi, ndr).

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Lettera aperta ai patrioti italiani, se ce ne sono: l’Italia con l’euro è destinata a NON avere una politica estera propria. Ossia dietro il ricatto di troika e BTP da comprare via BCE per tenere in piedi il Paese, il Mediterraneo andrà perso a favore di Germania e Francia!

Penso che qualche patriota in Italia ci sia. E non parlo di chi vuole la secessione, tali soggetti nel caso non sono patrioti ma secessionisti. O anche golpisti, dipende da come le istituzioni rappresentano e forse rappresenteranno tale deriva, nel momento in cui dovesse concretizzarsi formalmente come rischio paventato e/o reale. Vale comunque la pena di spiegare le conseguenze sulla politica estera del NON avere una propria moneta, con esempi facili da capire. Facendo notare cosa succederà dopo, in modo che i cd. patrioti, se ce ne sono, lo capiscano. Ossia in modo che poi non possano dire “NON LO SAPEVAMO”. Resta la dura  e tragica considerazione che se non si capisce di economia NON si può essere utili come patrioti, oggi.

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Joe Biden ha presentato il suo piano economico, costruito intorno alla fine “dell’era del capitalismo azionario” (i fondi di private equity compreranno anche le vostre pizzerie)

Redazione:

Simon Black di sovereignman.com spesso ha elaborato contenuti di grande profondità. Anche in questo caso non fa eccezione.

Nella sua rappresentazione, Joe Biden impersonifica il progetto delle elites – complice il COVID – per far entrare nelle vostre aziende gli stakeholders elitari, ossia svendere le Vs. aziende e renderle partecipate da un livello diciamo superiore, drenando ricchezza dagli assets della gente comune. Una sorta di “jus primae noctis” economica insomma.  Ovvero per annichilire la classe media. Della serie, anche le pizzerie ed i bar – ma solo se di successo e se guadagnano soldi – dovranno essere almeno parzialmente di proprietà dei fondi di private equity. Dietro tali fondi “privati” si nasconderebbero in realtà le ricchezze appunto di un manipolo di soggetti elitari, forse gli stessi che hanno bramato se non direttamente ingenerato il COVID (…). Ossia sarebbe il progetto per la fine della proprietà privata diffusa, con il solo fine di mantenere intonse le ricchezze elitarie attuali “ad aeternum”, patrimoni mai così grandi nella storia umana in termini di concentrazione di ricchezza organizzata e globale.

Tutto questo conferma i limiti del capitalismo, idealizzati perfettamente da J.M. Keynes quasi 100 anni fa….

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Le clamorose parole i Donald J. Trump allo stabilimento Whirlpool in Ohio, ieri: dice “che sparirà per un po’”, “che ha nemici molto ricchi”, e che “nessun Presidente farà quello che faccio io” (auguri a tutti)

Di norma chi vince in Ohio prende la Presidenza!

Probabilmente le due più grandi criticità dei nostri tempi sono l’approssimazione generalizzata ed apicale assieme all’incapacità di accettare la rottura degli schemi. Il secondo punto è chiaro: dopo la fine della WWII ossia dopo la guerra mondiale per via atoica il mondo ha iniziato una nuova era dove le guerre tra grandi potenze diventavano impossibili causa atomica, parlo delle conseguenze del fallout radioattivo; in tale contesto lo scoppio della mega bomba di Beirut di alcuni giorni fa ci dice che quel periodo è finito, ora le grandi guerre ridiventano possibili, senza fallout. Ossia i cambi di paradigma “per forza” ridiventano possibili.

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MES SI, MES NO… LA TERRA DEI CACHI

Un primo ringraziamento va al noto artista, ormai ritirato dalle scene, per averci inspirato il titolo.

Come ben vediamo “Il Sole” fra i suoi mille impegni divulgativi, non manca di aiutare il nostro ministro dell’economia, quasi come fosse la sua agenda.

A me spiacerebbe condividere con l’intero popolo la mia agenda, ma tant’è, nella terra dei cachi tutto è possibile.

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