Riceviamo da “Italia che lavora”: gente che si impegna per il proprio Paese e ancora ci spera. Chi siamo noi per negare la speranza?

Dopo aver visto tutti i principali media nazionali stigmatizzare all’unisono il PNRR di Giuseppe Conte, cosi “succinto” rispetto al “dettagliatissimoPNRR di Draghi, per il Recovery Fund, ci sono cascate le braccia. Ovvero, abbiamo capito che esiste una fazione trasversale, nè destra, nè sinistra, nè centro che spinge a prescindere per l’EU/euro e dunque per il PNRR fatto – per la maggior parte – da prestiti. Fate conto che la Spagna ha accettato dall’EU SOLO i denari a fondo perduto (72 mld €, per il Recovery Fund), mentre il resto – a debito – lo ha rifiutato. L’Italia invece ha preso tutto del RF, anche e soprattutto i prestiti, che costano; sebbene finanziandosi a 50 anni coi BTP sarebbe costato meno.

Ca va sa dire che il PNRR dell’ “inetto” Conte era di sole 72 pagine, senza precisi impegni italiani con l’EU, dunque criticatissimo dai media italici pro-euro. Mentre quello di Draghi, dettagliatissimo, pieno di impegni circostanziati per l’Italia (tanto da paventare anche l’arrivo della Troika in caso di inadempienze, via crisi dello spread come arma di ricatto, ndr), è di ca. 320 pagine. In tutto questo sappiate che quello spagnolo è composto di sole 57 pagine….

Di seguito, pubblichiamo la proposta che abbiamo ricevuto da “Italia che Lavora”. Un atto dovuto da parte nostra, che ci abbiamo sempre creduto. Oggi però siamo un po’ “stanchi” nel nostro impeto, lo ammettiamo…

Resta il dubbio su come possano gli stessi soggetti che hanno applaudito il PNRR di Draghi “pieno di impegni per l’Italia con l’EU” a raccogliere le istanze delle PMI italiane.

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I disastri sanitari della gestione della pandemia in Italia – di Davide Gionco

Redazione:

Se questo virus fosse arrivano 30 anni fa, nessuno si sarebbe accorto di nulla“. Verissimo. Proseguiamo con la cronaca dell’orrore italico, nel caso su come il COVID è nato prima di tutto in Lombardia – complice una classe politica locale per lo meno incapace, work in progress –  e poi è stato gestito anche a livello nazionale (gestito cfr “da cani”, permetteteci). Chiaramente la I e II Tangentopoli (1992-96 e 2011-14) hanno consegnato l’Italia alle terze/quarte schiere a capo dei partiti, finendo con i politicamente tragici Meloni, Salvini e le varie staffette in Forza Italia rispetto alle alte leve passate della I Repubblica, in parte residuati nella II Repubblica. Sullo sfondo, la creatura britannica-cameroniana ossia globalista per eccellenza chiamata M5S (in termini di merito e preparazione senza aver fatto la “guerra vera” come fu invece il caso per De Gasperi et al., fate ad es. la somma degli anni di università con laurea conseguita dei capi dei tre primi partiti italiani e se va bene ci giocate la schedina, 1X2, ndr). A pensarci bene i risultati non potevano che essere disastrosi.

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