Lo strano caso del La Stampa che dà la colpa ai tedeschi di comprare Autostrade (mentre sarebbero magari gli Elkann, liquidissimi, a volerlo fare?)

 

Ieri sera uno strano articolo è comparso su La Stampa, la testata vicina agli Agnelli prima ed agli Elkann poi, ora aggregata nella GEDI che detiene Repubblica e l’Espresso. Voi sapete che la carta stampata è in perdita, da anni. Un po’ anche per colpa di quelli che noi, che scrivono perchè ritengono giusto farlo, senza secondi fini, visto lo scempio nazionale nell’informazione. Invece i giornali sono di norma in rosso. Dunque, o un imprenditore è fesso o ha un secondo fine a perdere dei soldi. Ecco, i giornali forse servono da sempre anche per fare affari, magari facendo anche pressioni sui governi con “sputtanamenti” tentati, salvo finire ogni tanto come Pecorelli che evidentemente aveva superato il limite. Limitatamente agli affari che si possono fare, non ci stupiremmo che anche questa volta, come le grandi famiglie italiane hanno fatto in passato generando un danno ENORME al Paese, succeda qualcosa del genere, affarismo interessato.

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Come in Grecia i tedeschi comprano Autostrade, per impoverire la Penisola e mantenere gli anziani tedeschi! Governo, si blocchi ‘sta porcata! (e che la Lega smetta di attaccare Conte, piuttosto attacchi l’EU: l’avesse fatto dall’inizio saremmo già fuori dall’euro!)

 Lo scoop de La Stampa di Torino (gli Elkann sono liquidissimi, vorranno comprare loro “Autostrade”? Eh no, cari Elkann…)

Prima di tutto, i gatekeepers, ossia chi gioca di nascosto per mantenere lo status quo, è ormai chiaro sia la Lega: se invece di scagliarsi contro Conte avesse usato la stessa veemenza per andare contro l’EU – e sopratutto contro la moneta unica – saremmo già fuori da questo inferno. Oggi vi dico cosa sta succedendo, per conoscenza diretta: come nel trattato di Caen gli EUropei spinsero l’Italia a cedere tratti di mare in cambio dell’accettazione del bilancio italiano in deficit a Bruxelles presentato dal governo di Gentiloni, oggi capita stessa cosa in salsa diversa, devono firmare per gli eurobonds ma vogliono qualcosa in cambio:  Autostrade! EUroladri andrebbe detto, come al solito. Si chiama infatti neocolonialismo EU, come già attuato in Grecia

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L’errore più grande è pensare che post-COVID19 tutto sarà come prima: salteranno prima le pensioni o l’impiego pubblico? Tumulti o repressione? Regime autoritario per uscire dall’euro o per rimanerci?

Abbiamo scritto in passato sulla scelta impossibile dell’Italia, tra una novella forma di “fascismo” – o meglio, di deriva autoritaria – o per restare nell’euro o per uscirne, era il lontano 2013. Specificatamente, per restare nell’euro ci sarebbe stato il fascismo fiscale finalizzato al pagamento del debito detenuto da chi impone l’austerità (cfr. l’EU franco-tedesca). La cosa che ci ha stupito è la resilienza del sistema delle rendite italiano, per così tanto tempo, dove chi ha potere (spesso parassitario) NON vuole cambiare lo status quo, ci vive ancora troppo bene. Parlo della casta dei Gran Commis d’Etat, dei magistrati, dei politici, degli impiegati ministeriali, dei rentiers. E poi a scendere, degli impiegati statali, fino a coloro che percepiscono pensioni di Stato che gli stessi riconoscono essere in larga parte indebite in quanto ottenute avendo lavorato poco e male, avendo versato pochi contributi ma trovandosi alla fine del giro coi soliti 1000 euro al mese che si sa essere regalati, pagati da chi invece si è fatto il famoso “mazzo quadro“. Chiaramente metto anche gli industriali ed i vari potentati nel calderone dei rentiers italiani, che godono dall’avere un governo con la schiena storta, che regolarmente svende il patrimonio pubblico e da cui loro guadagnano comprandolo a basso prezzo, per poi rivenderlo agli stranieri, magari anche risiedendo all’estero fittiziamente, ossia facendo affari in Italia. Oltre ai giornalisti prezzolati, una vera squadra.

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FACCIAMO UN PO’ IL PUNTO DELLA SITUAZIONE…!!!

I fiorentini sembrano specialisti in congiure che portano danni a tutti, anche ai congiuranti (come ebbe a dire Mark Twain “la storia se non si ripete fa la rima…”)

Allora vediamo un po’ di fare il punto della situazione italiana. Abbiamo materialmente fatto il nostro lavoro, smascherando:

    • IL SALVINI;
    • I SUOI TRE MOSCHETTIERI (PLUTO, TOPOLINO E ZIO PAPERONE);
    • MARIO DRAGHI COME CAVALLO DI TROJA DI ANGELA MERKEL.

Adesso andiamo a vedere come siamo messi. Vorrei fare un articolo schematico per cercare di poter meglio intravedere quello che succedera’.

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Giuseppe Conte rifiuta il MES…. e lo dice davanti ad 80 milioni di tedeschi! (sulla TV pubblica ARD). Emerge che Angela Merkel gli aveva già initimato di accettare le imposizioni EU

CONTE DICE AI TEDESCHI IN DIRETTA TV: NO MES!

Ormai mi trovo a scontrarmi più con gli ex sodali evoluti da sovranisti a post-sovranisti “per cambiare l’EU dal di dentro“, ossia i salviniani, rispetto a chi è la vera causa del caos attuale ed economico italiano, la sinistra Dem che portò il liquidatore Mario Monti al governo nel 2011. Ciò nasce da questioni di potere che non accetto; nel senso, ormai i salviniani pur sapendo di non avere nessuna ricetta economica per l’Italia, appare chiaro che vogliano giusto agguantare il potere, assieme a Renzi ed alle vestigia dell’ex impero del Cavaliere. Ripeto, senza un piano economico per risolvere le cose, ossia per migliorare la situazione esistenziale della gente italica. Sapete perchè dico questo?  Da uno come lo scrivente che ama valutare i fatti più che le parole, una prova concreta: dire che Conte vuole il MES è una bugia crassa, che però la sentite pronunciata ad ogni piè sospinto dai salviniani, siano essi Borghi, Bagnai o chicchessia. Mentre appunto i fatti ci dicono il contrario: ad esempio basta ascoltare l’intervista di Conte alla TV tedesca ARDtradotta in Italiano – dove vediamo la verità capovolta rispetto a quella propagandata da certi italiani: Angela Merkel vuole imporre il MES come fece alla Grecia, ossia fregandosene della crisi del virus anzi vedendola come la vera opportunità per inchiodate l’Italia “stile Atene”; mentre Conte lo rifiuta. Fa pensare che i salviniani, ben sapendo tale verità fattuale, continuino con la loro litania interessata, di fatto senza fare gruppo per salvare il Paese. Evidentemente gli interessi da difendere sono altri e troppo forti, verrebbe da dire…

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LA SEGREGAZIONE EX ART. 65 TFUE: PRESUPPOSTI, APPLICAZIONE, OPPORTUNITA’ (di Pepito Sbazzeguti)

Ci portiamo avanti col lavoro?

Redazione:

abbiamo il privilegio di ospitare l’intervento del mitico e tecnicamente preparatissimo Pepito Sbazzeguti, quasi a “da Brescello“. Ovvero la sintesi “con testa” ed ante litteram di cuore padano, radice cristiana, fede nello Stato e cultura italiana (Italia Unita).

L’autore ci spiega nei dettagli il significato e le implicazioni della segregazione monetaria dell’Italia art. 65 TCE. Ossia il passo che, in assenza di eurobonds negati da Bruxelles e Berlino, l’Italia sarà tenuta a percorrere onde evitare di letteralmente annichilire il Paese con ulteriori tasse sul patrimonio PERFETTAMENTE INUTILI per uscire dal cul de sac di crisi infinita “stando nell’euro”. Anche perchè, come diciamo da anni, il problema sta nell’assetto austero, asimmetrico e neocoloniale della moneta unica. Che chiaramente serve a Berlino e Parigi, ma è parallelamente mortale per i paesi eurodeboli e per l’Italia in particolare. La quale, permanendo nell’euro, vedrà annichilire progressivamente la sua ricchezza e pur anche la sua capacità manifatturiera. In una  parola, il benessere italico è in antitesi con l’euro; viceversa la moneta unica è funzionale al benessere dei paesi core-EU, in primis Germania e Olanda, ma anche Francia.

Ora che Londra è sempre più vicina alla “Brexit senza accordo/no deal” (sebbene tale aspetto venga sistematicamente taciuto dai grandi media, ndr) , anche l’Italia si appresta (forse) a percorrere giocoforza una strada simile, sebbene più dissestata. Basti ricordare che Giulio Tremonti molto probabilmente intendeva percorrere lo stesso angusto sentiero addirittura nel Maggio del 2011, onde evitare lo schiaffo della “troika italiana” rappresentata da Mario Monti, il governo euroimposto che sta base dei nostri disastri attuali.

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La vera pandemia si chiama  CovUE-1992.

Ovvero storia di un colonialismo mascherato – Ultimo atto  –   Riprendiamoci le chiavi di casa

Le ultime mosse in seno alla Commissione Europea vedono la identificazione di aree non allineate, titolate da Paolo Savona in modo eufemistico “aree non ottimali”, con il Nord Europa (Germania, Olanda, Austria, Finlandia ).  Queste aree comprendono l’Italia, la Spagna ed il Portogallo. Forse anche la Francia che probabilmente trema per lo shopping bancario ed aziendale effettuato in Italia da 20 anni a questa parte che rischia di andare “in fanteria”.
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Giulio Sapelli conferma: Draghi è il cavallo di Troia della Germania di Angela Merkel, pro-EU e pro-Euro (quindi CHI supporta Draghi è pro-EU e pro-Euro…)

 

Purtroppo le notizie interessanti passano col silenziatore, in Italia. Il candidato premier (mancato), Giulio Sapelli, grande conoscitore della storia economica, purtroppo ultimamente in adulazione anche lui della Francia egemone in Italia, lancia la bomba: Draghi è un cavallo di troia della Germania, quella cattiva, ossia quella di Angela Merkel, che mai concederà nulla su eurobonds e coronabonds in quanto snaturerebbero il progetto neocoloniale franco-tedesco del terzo millennio . Chiaramente chi supporta Draghi è parimenti pro-EU e pro-Euro. Chi è che supporta dunque Draghi, oggi?

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A NOI DRAGHI PROPRIO NON CE LA RACCONTA……

Sono due giorni che stiamo assistendo su TV, giornali e socials alla riabilitazione di MARIO DRAGHI per farlo apparire come la soluzione ottimale per risolvere la terribile ed imminente crisi economica che il nostro paese sta per affrontare.
Viviamo in un paese, l”Italia, dove la professionalita’ non e’ ne gradita ne apprezzata, un paese dove la memoria non supera l’alteranrsi di una notizia.

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