La Turchia “esporta” jihadisti in Libya, come si diceva esportasse migranti per destabilizzare l’Italia. Incredibile che Bruxelles, ossia anche Roma, paghi Ankara (alleata da 100 anni di Berlino) miliardi di euro per fare questo!

Leggete bene tra le righe, la realtà è molto più insidiosa di quanto appaia: l’EU da anni paga Ankara per evitare che i migranti “arrivino” in EU ed Ankara usa invece tali denari per spostare jihadisti in Libya. Già alcuni anni la fa stessa fonte, OFCS.report, vicina ai servizi italiani/alleati, paventava la possibilità, ai tempi, durante gli arrivi indiscriminati di migranti in Sicilia e Pantelleria del 2015/16, che molti di questi arrivassero in realtà dalla Turchia, trasferiti [con fondi EU] in aereo alla volta della Cirenaica per farli partire verso l’Italia. Basta guardare la nazionalità dei migranti per capirlo, gli arrivi dal Bangladesh come facevano autonomamente ad esempio ad arrivare sulle coste di Tripoli…

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Ma che diavolo deve ancora succedere prima che si revochino la concessioni autostradali ai Benetton? Che affondi il paese per incuria finalizzata al profitto?

Io non so più cosa dire. Vediamo ogni giorno un disastro autostradale, chiaramente frutto di incuria, eppure nessuno dei grandi capi di partito si decide a fare qualcosa contro i concessionari, chissà per quali occulti interessi – con la mirabile eccezione del M5S, va detto, non a caso l’unico partito fuori dai giochi di potere all’atto della privatizzazione (speriamo che dietro a cotanta reticenza ad agire non ci sia una nuova Tangentopoli fatta di mazzette “a pedaggio”, …) -.

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Le sardine e chi le manovra, a supporto delle elites miliardarie. Lo scopo? Far litigare il volgo, un dividi et impera sociale tra antifascisti e nuovi fascisti che non esistono. Utili per tenere in salvo i patrimoni miliardari dei neofeudatari globalisti?

Ho riletto il titolo messo giù di getto e mi sono interrogato: caspita, mi sono detto, tu primo fautore del libero mercato, “intimo” dei principi di Adam Smith, sostenitore della libera imprenditoria ossia della meritocrazia a tutto tondo parli quasi come un sinistroide… In effetti il problema dei nostri tempi è molto cambiato rispetto a solo 10 anni quando – era il 2008 – saltavano per aria le grandi fortune EUropee, tutte a leva. Ricordo quando Adolf Merkle in Germania si suicidò per il crollo azionario. O la Porsche di fatto fallita finanziariamente. Poi, dopo il salvataggio di Obama dei mercati coi tassi similzero, si innescò un accumulo di ricchezza mai visto in così pochi anni dalla razza umana, un trend ancora in atto, parlo di patrimoni multi-miliardari. A parità di perimetro – in assenza di inflazione – è chiaro che l’arricchimento di qualcuno deve corrispondere all’impoverimento di un altro. Da qui la morte della classe media, che marcia ormai a passo spedito, morte tecnicamente necessaria per permettere alle elites di accumulare enormi ricchezze…

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La propaganda pre-elettorale leghista ritorna: Borghi dice Italexit e Salvini lo smentisce (vedasi precedenti, un copia-incolla): tutte balle, la Lega NON vuole uscire dall’euro, Salvini/Borghi SI/NO euro è solo teatro. Ma ‘sta volta non mi fregano, il mio voto se lo scordano

Guardate sopra, non vi sembra un copia incolla? Sembra pura tattica pre-elettorale, come nel precedente caso di febbraio scorso: all’inizio di quest’anno la stessa manfrina venne fuori in vista delle elezioni EUropee, oggi in vista delle elezioni nazionali del prossimo anno, che verranno indette dopo aver dato il tempo necessario ai giallorossi per fare le loro nomine alle aziende di Stato, almeno saranno sicuri che potranno avere parenti ed affini assunti – oltre che le consulenze del caso – pagate dalle “solide” aziende statali.

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“Nel 2011 Berlusconi aveva un piano per uscire dall’euro”, onde evitare di fare arrivare la troika imposta da Parigi e Berlino. Ecco perchè Giulio Tremonti, storico ex ministro, è il candidato Premier ideale per evitare il MES!

Lo diciamo da tempo: noi sogniamo una Lega de-salvinizzata, ossia con Salvini che si fa di lato a favore di una squadra capace ed affiatata in grado di sfidare l’EU. Con Giulio Tremonti futuro premier e Giulio Sapelli ai rapporti con l’EUropa , assieme ad un traghettatore segretario leghista, che non sia Salvini. E’ infatti chiaro che oggi il Matteo padano NON vuole sfidare l’EU, nei fatti, vedasi la sua costante sponda ai progetti egemonici francesi in Italia (evidentemente Salvini fa rima con Verdini e dunque con Renzi). Oggi il ras leghista rappresenta il vero problema italiano, visto che oltre a creare inutili contrapposizioni interne al Paese, oltre a non essere supportato dagli USA, è anche enormemente impreparato economicamente per poter gestire la difficile transizione economica che vede nel MES la pietra angolare per far arrivare la Troika in Italia.

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Se Salvini “troppo vicino a Putin” (e a Renzi) si fosse fatto di lato, ora a Washington a parlare con Trump per fare il governo nazionale ci sarebbe la Lega al posto di Giorgia Meloni…

La domanda che i veri sovranisti che oggi votano Lega – domani chissà – dovrebbero porsi è questa: “amiamo prima di tutto Salvini o amiamo il nostro Paese“? Meglio detta, costoro vogliono andare al governo con elezioni prossime venture o si vuole continuare a stare all’opposizione, perseverando nell’essere il bersaglio di inchieste e scandali incrociati?

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E se la Francia non restituisse le opere di proprietà italiana di Leonardo da Vinci oggi esposte al Louvre? Magari a fronte di una crisi italiana che metta in discussione (nel 2020) il rientro dal debito pubblico…

La realtà troppo spesso supera la fantasia, almeno negli ultimi 3 lustri: due Papi, un presidente nero degli Stati uniti, un Pontefice “nero” in Vaticano, la Juventus in serie B…. Di esempi di “cambio dei tempi” ce ne sono a bizzeffe. Dunque, fate attenzione a non escludere a priori quanto al titolo, temo sarebbe un errore…. Oggi l’uomo vitruviano è stato prestato al Louvre, assieme a molte altre opere del geniaccio toscano…

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L’arguto Giulio Tremonti, che anticipò mesi fa la crisi in arrivo per l’Italia (riforma dell’ESM/MES), colpisce nel segno: dice di K. Regling, capo dell’ESM, “ricorda quello che diceva Ciano di Ribbentrop, ha una forma del cranio che fa male all’Italia”

Giulio Tremonti fu colui che profeticamente anticipò la crisi in arrivo per l’Italia (peggio del 2008). E fu anche colui che cercò di fare tutto il possibile per evitare di essere travolto come Paese nel 2011, con Berlusconi che non si sapeva dove si fosse nascosto, irreperibile al climax della crisi euroimposta (partita dalla vendita di BTP da parte di Deutsche Bank, …). Evidentemente Tremonti era ben informato, sia allora che oggi. O forse è solo attento, ad es. è risaputo che la riforma del ESM (MES) va infatti avanti da mesi, se non da anni. Ossia passando anche per il Consiglio dei Ministri del governo giallo-leghista, con l’argomento specifico discusso in consiglio dei ministri. Ma questa è un’altra storia.

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Se GdF e Procura usano i metodi normalmente usati per le PMI nazionali anche contro le multinazionali EU che attaccano (e, nel caso, depredano) l’Italia, queste sono fregate: il caso ArcelorMittal

Prima cosa: il tentativo di chiudere ILVA Taranto da parte dei francesi di Arcelor Mittal sta facendo “backfire“,  visto che nasconde – ormai è chiaro – un piano a lungo termine euro-francese per deindustrializzare la Penisola e poi papparsela a basso prezzo. Non c’è altro da aggiungere

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Ex ILVA: la procura di Milano vuole tutelare l’ “interesse pubblico”. E dove era tale interesse pubblico nel 2012, quando si diede seguito a denunce vecchie di lustri sull’ILVA inquinatrice? Proprio nel mezzo dell’attacco all’Italia ed a Berlusconi? Si apriranno fascicoli anche sull’operato dei giudici di Taranto?

Vi voglio lasciare con l’assurdo questo week end. Leggo oggi che la Procura di Milano apre un fascicolo per valutare il rispetto dell’interesse pubblico sull’ILVA, ormai in chiusura da parte dei francesi. Forse non avete capito ma l’ILVA chiuderà a fine anno. E se chiude l’ILVA questo peserà per almeno 1% di PIL, in discesa naturalmente. Con enormi impatti sull’occupazione del sud e non solo. Ossia tale chiusura, studiata nei tempi in modo maniacale da parte di una azienda francese (Arcelor),  manderà l’Italia in recessione…

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