Abbiamo letto del rinnovo del blocco di Schengen dell’Italia verso la Spagna, in forza dell’eccesso di migranti in Ceuta. Roma ha giustificazione a bloccare i flussi, vedasi anche quanti immigrati sono rimasti nell’exclave secolare in Marocco, ex colonia spagnola. Invece Madrid a fare lo stesso con l’Italia, nessuna ragione.
Ma Madrid punta i piedi, come mai?
Semplice rispondere: perché lavora con Davos (per rompere l’Italia, come i poteri veterocoloniali europei fecero per secoli, leggerete oltre).
Dunque l’Italia che blocca Schengen in realta’ e’ per questione di terrorismo (anche se non lo si dice chiaro): si temono destabilizzazioni in Italia, in fondo bloccare Schengen con la Spagna e’ solo una scusa che nasconde ben altro (…). Vedasi nota in calce (*)
Prima di tutto un po’ di storia, che a Roma purtroppo studiano poco, ma a Georgetown moltissimo per fortuna.
Partiamo dall’assioma: l’ETA fu uno strumento prima di tutto francese per destabilizzare la Spagna post Franco, tutti i depositi di armi dell’ETA erano in Francia, Parigi proteggeva tali terroristi.
Lo scopo? Evitare che Madrid liberata dalla dittatura crescesse troppo.
Per tale fine vennero fomentati i separatismi, basco e catalano, una storia lunga secoli. Ne scrivemmo QUI. Un po’ lo stesso schema usato con l’Italia e la Lega, non a caso il COVID parti’ dalla Lombardia, assieme all’ipotesi di zona rossa economica tranciata alla radice da Giuseppy Conte unico vero amico degli USA di Trump (e della Russia, vedasi spedizione militare-sanitaria di Mosca in Italia per scoprire il germe usato da Davos nel COVID, primo paese in Occidente infettato, l’Italia, anzi, la Lombardia).
Restando ai fatti, partiamo da Schengen bloccato…
In realtà come al solito i giornali di Davos in Italiano non ce la raccontano giusta, la situazione e’ come segue. Stante il blocco con la Spagna, abbiamo lato francese:
• La Francia ha i controlli interni Schengen attivi fino al 31 ottobre 2026 su tutte le frontiere (terra, aria, mare) con Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Belgio e Lussemburgo.
Cosa c’è invece al confine italo-francese Il 24 settembre 2026 è stato firmato a Imperia, un protocollo sperimentale tra le polizie di frontiera di Ventimiglia e delle Alpi Marittime. Serve ad accelerare le riammissioni degli irregolari fermati dalle pattuglie miste (entro 24 ore, art. 23-bis del Codice frontiere Schengen). E non solo (…).
In pratica, dopo le destabilizzazioni in Valsusa degli scorsi mesi, da parte di francesi con radio militari e tattiche di guerra lo scorso giugno-luglio – i black blocs non erano per nulla sprovveduti, anzi, sembravano militari francesi – Roma ha alzato il tiro delle sue difese interne, per fortuna (foto a supporto sono comparse sui principali quotidiani nazionali).
Sul caos in Marocco, a Ceuta…
Qui bisogna conoscere la storia per orientarsi. E capirete subito come la Francia sia coinvolta, come sempre maestra dell’intrigo.
Il Marocco, ex colonia spagnola, non ha infatti una sola data nella sua dichiarazione di indipendenza : ci sono tre tappe distinte.
11 gennaio 1944 — Manifesto dell’Indipendenza
66 nazionalisti (Istiqlal) consegnano al sultano Mohammed Ben Youssef e alle autorità francesi un documento che chiede l’indipendenza piena e l’integrità territoriale. È la prima dichiarazione pubblica formale, non ancora riconosciuta. Oggi è festa nazionale in Marocco.
18 novembre 1955 — dichiarazione politica del sultano
Mohammed V torna dall’esilio (16 novembre) e due giorni dopo, nel discorso del Trono, annuncia la fine del protettorato spagnolo nel nord. È la data che il Marocco celebra come Festa dell’Indipendenza.
2 marzo 1956 — indipendenza giuridica dalla Francia
A Parigi viene firmata la dichiarazione comune franco-marocchina che abroga il Trattato di Fès del 1912. È la data ufficiale di fine del protettorato francese.
7 aprile 1956 — accordo con la Spagna
Madrid riconosce l’indipendenza della zona nord (protettorato spagnolo). Tangeri torna al Marocco nello stesso anno. Tarfaya arriva nel 1958; Ifni nel 1969; il Sahara occidentale resta controversia aperta.
In sintesi: la dichiarazione politica è del 18 novembre 1955; il riconoscimento formale dalla Francia è del 2 marzo 1956.
In realta’ ad osservare meglio, il processo decolonizzativo anti francese e solo in parte anti spagnolo corrispose alla conquista del canale di di Suez da parte di Nasser, finanziato e supportato dagli americani: il 1955-1956 è infatti lo stesso biennio per Nasser e per il Marocco, ma i due processi non sono identici.
Egitto (Nasser)
• 23 luglio 1952: colpo di Stato degli Ufficiali Liberi, Faruq deposto.
• 18 giugno 1953: proclamazione della Repubblica.
• aprile 1954: Nasser primo ministro; fine 1954 destituisce Naguib.
• 19 ottobre 1954: accordo per il ritiro britannico dalla zona del Canale (completato il 13 giugno 1956).
• giugno 1956: Nasser eletto presidente.
• 26 luglio 1956: nazionalizzazione del Canale di Suez.
• ottobre-novembre 1956: crisi di Suez (Israele + Francia + Regno Unito). Nasser perde militarmente, vince politicamente.
Marocco (Mohammed V)
• 20 agosto 1953: i francesi deportano il sultano.
• 16 novembre 1955: ritorno dall’esilio.
• 18 novembre 1955: discorso che annuncia la fine del protettorato.
• 2 marzo 1956: dichiarazione franco-marocchina, fine del Trattato di Fès.
• 7 aprile 1956: accordo con la Spagna sulla zona nord.
Il parallelo e’ chiaro, stesso anno, stesso nemico francese, stessa ondata decolonizzatrice.
E nel contesto va ben ricordato come l’Entente Cordiale fosse in realtà l’oggetto di mille e mille attenzioni USA post WWII, per terminare i poteri veterocoloniali nel mondo (…).
Perche Ceuta e’ importante…
Perche’ Ceuta controlla Gibilterra, che controlla militarmente l’accesso al Mediterraneo. Gibraltar, il suo nome, venne persa l’ultima volta dagli spagnoli nel 1704.
Con l’articolo X del Trattato di Utrecht la Spagna cedette infatti a titolo perpetuo alla Corona di Gran Bretagna «la piena e intera proprietà della città e del castello di Gibilterra, insieme al porto, alle fortificazioni e ai forti». È questo il titolo giuridico ancora oggi invocato dal Regno Unito. Il trattato non includeva la sovranità sul territorio circostante né la giurisdizione terrestre, punti che la Spagna continua a contestare.
Dal 1713 Gibilterra è rimasta sotto controllo britannico. La Spagna tentò di riconquistarla militarmente (assedio del 1727 e Grande Assedio 1779-1783) senza successo. Nel 1830 divenne colonia della Corona; dal 2002 è un British Overseas Territory. I referendum del 1967 e del 2002 hanno confermato a larghissima maggioranza la volontà della popolazione locale di restare sotto sovranità britannica.
Il modello di Gibraltar per gli inglesi e’ lo stesso di Hormuz per gli iraniani: il potere coloniale
Controllando Gibraltar si decide volendo e certamente si decideva chi passava dallo stretto. Stessa cosa di Hormuz oggi: Iran, Londra e Parigi non a caso sono colleghi di Davos. A cui la Spagna di Zapatero (con la fine dell’ETA), ovvero di Sanchez ha aderito per propri interessi, di fatto.
Quale il motivo? Quali interessi? Lo vedremo oltre.
Per intanto consoliamoci di aver capito – speriamo – chi resta il vero nemico dei colonialisti europei: gli USA, che vogliono un modello diverso, chiaramente.
Spero tutti ricordiamo come Trump abbia negato alla radice ogni ipotesi di dazio di transito a favore di Teheran attraverso Hormuz negli scorsi mesi.
Oggi intanto si parla di restituire Gibraltar alla Spagna. In cambio di…
Come capite, senza studiare la storia nulla si capisce del caos apparente innanzi a noi.
Partiamo da un altro assioma: Londra e Parigi lavorano assieme dal 1904, Entente Cordiale, a difesa delle loro colonie. Ovvero in difesa dal nemico addivenire, la colonia mancata – ed aizzatissima nei loro confronti – chiamata USA. Che dopo la WWII ha deciso ci smontare il giochino delle colonie europee nel mondo.
Come capite l’Italia, soggiogata dagli imperi fin dai tempi di Carlo Magno, ha necessariamente gli stessi interessi USA, ovvero evitare di essere di nuovo fatta a pezzi come successo per 1000 anni almeno.
Chi fece a pezzetti l’Italia furono sempre gli imperi vetero coloniali europei (aka: poteri pluto-giudaico-massonici di benitiana memoria), sempre loro: Spagna, Francia, Austria ed indirettamente Londra, che comandava di fatto i giochi.
Sappiate che da Zapatero la Spagna sta con Davos, nei fatti. Ovvero con Zapatero l’ETA si ferma e si fermo’, per volere francese, volere EU, volere di Davos. Da li parti’ il nuovo progetto revanscista europeo (…), post crisi subprime.
Zapatero massone europeo di prima grandezza per altro, cosi ‘ almeno si sussurra nelle secrete stanze, chissà se e’ vero…
Oggi i fatti ci dicono molto chiaramente che Francia e Inghilterra stanno implodendo, senza colonie. La Spagna no, sta abbastanza bene, anche se ha il vizio di spendere troppo, da sempre il loro vizietto.
Ben rammentando che da 10 anni, con Trump, gli USA stanno smontando gli ultimi pezzi degli imperi coloniali europei, con Parigi e Londra in ambasce oggi a dir poco, a causa sua.
Ad uso veterocoloniale europeo, come linfa da prosciugare, resta dunque solo l’Italia quale prospettica colonia interna all’EU, da fare a pezzi. Come fatto durante 1000 anni, da Carlo Magno in avanti.
Mettete la Spagna al posto della Grecia e togliete la Jugoslavia…
In sintesi…
Il gioco di Davos oggi, ultimo nome dei poteri veterocoloniali europei, passando per Hitler, semplicemente e’ restituire come primo passo Gibraltar alla Spagna; dunque capite perché Ceuta domani non servira’ più. La Spagna che imbelle si lascia invadere significa semplicemente questo, i piani sono altri sebbene taciuti ad arte.
La guerra in Ucraina per portare via le risorse necessarie alla folle transizione green rappresenta l’altra faccia della stessa medaglia, ovvero della stessa tradizione veterocoloniale, vedasi accordi di 100 anni tra Londra e Kiev firmati nel 2025.
Parimenti Davos, via EU a cui Londra punta a ricongiungersi fra 3 anni (2029), vuole supporto spagnolo in veste EU per fare a pezzi l’italia, bellissima, da usare come surrogato coloniale: a Francia e Spagna un pezzo, forse qualcosa anche all’Austria.
E a Londra il controllo del canale di Sicilia, ovvero la Libya, col suo tanto e buon petrolio.
Per capire i fini basta rileggere la proposta di Sir Spencer Churchill a Teheran nel 1943, negata a tutto tondo da Roosevelt e Stalin, ossia i due potentati che combattevano (e combattono, coi loro eredi) il colonialismo già ai tempi. Chiaro, dunque il motivo per cui Gibilterra britannica e’ superata, oggi…
In mezzo, la fine del trattato Sykes-Picot, ovvero anche la futura guerra che coinvolgera’ la Turchia in medio Oriente, tra Mediterraneo e Mar Nero. Ma quella e’ un’altra pagina, che forse discuteremo in futuro.
L’Italia non ha nessun merito, bisogna solo pregare gli USA vincano la sfida in corso…
Come capite i politici italiani hanno zero meriti, tutti corrotti o quasi, tra soggetti che speculano, che so, sul Green di Davos; ad altri che scommettono personalmente in ambiti militari; fino ad alcuni che incassano consulenze dai finanziatori emiratini di Hamas e magari anche dai cinesi. Arrivando a chi ha interessi coi francesi a fare buchi nelle montagne o amenità simili.
Nulla di nuovo, Franza o Spagna purche’ se magna gia’ e ben diceva il Guicciardini.
I politici italiani non contano. Sebbene andrebbe rammentato che e’ un attimo trovarsi con un appartamento vista Colosseo a propria insaputa sbattuto su 4Chan questa volta (e pubblicizzato dagli alt-media), o altre amenità del genere.
Quello che conta, oggi, per un vero italiano, e’ che gli USA vigilino sull’integrità del paese. Andando contro gli interessi personali e famigliari di molti politici italiani.
MD
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Nota (*)
Nella nota di proroga (già il 15 settembre, poi ripetuta il 30) il ministero dice che permangono «elevati profili di rischio per la sicurezza interna, oltre a un possibile pericolo legato a eventuali infiltrazioni terroristiche». Piantedosi, in audizione al Comitato Schengen il 13 agosto, era stato più esplicito: i flussi di massa da Ceuta «non escludono potenziali infiltrazioni terroristiche»







