Nel 2022 l’export russo di distillati verso l’Europa valeva circa il 50% dell’intero import Europeo, fino al 60% dell’import totale in certi mesi. Nel 2024 tale export russo verso il vecchio continente era sceso al 5%. Oggi siamo a zero.
Visto che l’Europa abbisognava nel 2024 di circa il 20% del proprio consumo, lo comprava all’estero: anche oggi bisogna comprare altrove quello che manca. Ma quello che manca sul mercato è molto difficile da reperire, oggi il mercato è strutturalmente carente, di seguito capirete perchè.
Altro problema: nel mentre, ultimi paio di anni circa, soprattutto INEOS, SHELL e BP hanno chiuso raffinerie in Europa. Parimenti, altri Gruppi, ENI, Totalenergie etc., hanno convertito le vecchie raffinerie in bioraffinerie, che non producono alcuni distillati (…).
Per inciso, dal 2000 l’Europa ha chiuso circa un terzo delle raffinerie non specialistiche; capacità giù di oltre il 15%.

Dunque al 20% di carenza iniziale di distillati possiamo sommarci un altro 5% almeno, circa, stimati, oggi.
Da un anno a questa parte Zelensky ha inoltre bombardato raffinerie russe a ripetizione. Risultato: la Russia anche volendo non può più esportare distillati verso l’Europa, ristabilire l’equilibro domanda/offerta andrà MOLTO alle lunghe. O richiederà azioni draconiane lato domanda in Europa, appunto, vedasi oltre
Questo per farvi capire che, visto che l’Europa sta dando in continuazione soldi ed armi a Zelensky, andrebbe anche spiegato che poi Kiev usa tali mezzi per distruggere raffinerie russe; ovvero quello che l’Europa sta facendo è dare la pistola carica al proprio vicino pregandolo di “essere suicidato” per mano altrui. Folle.
Quello che spaventa in tutto questo è però il silenzio di tutti i media sulle colpe Europee: l’Europa non ha distillati perchè non solo lei stessa ha scelto di non comprare i distillati che mancano dalla Russia, storico fornitore. Ma anche perchè, per essere sicuri che tali distillati non ci saramnno più nemmeno in futuro, ha anche distrutto raffinerie oltre cortina garantendo carenza nel medio termine.
Fino costringere Trump, ieri, ad annunciare che era ora di finirla, lato ucraino, di bombardare le raffinerie russe coi mezzi dati dall’Occidente a Kiev.- Vedasi al LINK
Stante questo dato di fatto, passiamo oltre.
At this point I don’t even believe the story that “The Houthis hit the pipeline”
The effects of this story all accrue to the US and Trump. Now he can restrict middle distillate exports, support Russia cutting off Europe, etc
How do you stop a war that was planned? Deprive the… https://t.co/MhqlgEPB81
— Tom Luongo (@TFL1728) September 15, 2026
A questo punto non credo nemmeno alla storia che «I Houthis hanno colpito l’oleodotto»
Gli effetti di questa storia giungono tutti a vantaggio degli Stati Uniti e di Trump. Ora lui può limitare le esportazioni di gasolio intermedio, sostenere la Russia nel tagliare le forniture all’Europa, ecc.
Come fermi una guerra che era pianificata? Privando i bellicisti degli strumenti per farla
Cosa farà la Francia? Lanciare una testata nucleare su qualcuno se non gli vendiamo diesel?
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Storico dei combustibili vs petrolio
I dati storici sul prezzo dei combustibili raffinati liquidi sono dissacranti: stante un prezzo del gasolio a Londra a circa 1500+ dollari alla tonnellata, oggi, di questi circa 800 sono di crack spread. Mentre il resto sono di costo petrolio (da moltiplicare per circa 6.5 per passare da USD/bbl a USD/t).
Altra considerazione da fare è che per ogni unità (tripla) di petrolio che entra in colonna di distillazione, ne escono grosso modo, semplificando, 2 di benzina ed uno di diesel, più il resto (…)(si chiama crack 3-2-1, strumento finanziario usato per stimare i margini di raffinazione).

Ovvero, nel caso l’Europa avrà a breve giro una carenza di diesel ( e di jetfuel), non necessariamente di benzina. Povera Europa, che ha un parco auto preminentemente a gasolio… Peccato che il trasporto merci in Europa avvenga via camion, ehm…
Parimenti va ricordato che oggi il crack spread sta allo stesso livello dei tempi del COVID. Ma allora, nel 2020/2021, il prezzo del petrolio era a zero e fin anche negativo.
Il motivo di tale strano crollo fu, ai tempi, il fallimento di una azienda filo-cinese di Singapore, che lavorava per lo Stato cinese sembra (forse per abbassare i prezzi petroliferi?) mandata sul lastrico da margin call chiamate da una banca anglo-cinese, di Hong Kong (…) Dunque 5 anni fa nessuno si accorse del decollo dei prezzi del diesel, nel caso. Oggi invece il prezzo della raffinazione si somma al prezzo del petrolio, risultando in un prezzo del gasoplio all’ingrosso quasi doppio di quello di allora.
Le dinamiche indicate secondo noi svelano più di un dettaglio saliente. Ma lasciamo i lettori valutare.
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Gli USA pensano di bloccare l’export di raffinati verso l’Europa
Ultima considerazione: la minaccia di oggi.
Dopo i richiami a Kiev di Trump, visto che Zelensky se frega e sembra anzi che oggi abbia continuato a minacciare infrastrutture energetiche russe, il capogruppo al Senato di maggioranza USA, John Thune (R-), un pezzo da novanta, ha annunciato la possibile cancellazione dell’export USA di distillati, causa carenza in patria.
Della serie: l’Europa voleva fare una guerra alla Russia, in Ucraina? Ma i combustibili per i suoi mezzi militari, nel caso, ce li ha? Altra prova direi provata dell’allineamento Russia-USA, a occhio. E della fragilità EUropea
Deve infattie essere chiaro che la minaccia di lasciare l’Europa senza combustibili fermerebbe il vecchio continente per intero. Le conseguenze sono inimmaginabili. Leggete sopra il commento del bravo Tom Luongo, che commenta la notizia recentissima del blocco dell’export di prodotti energetici dall’Arabia all’Europa.
Non riusciamo per altro a scollegare tale situazione addivenire sull’energia europea (carente) con i continui e ormai quotidiani richiami europei a mobilitare l’immensa quantita di liquidità depositata – ripeto, depositata liquida – nei conti correnti delle famiglie Europee.
Mobilitazione pro Europa naturalmente, ossia pro-guerra alla Russia. Che lo scopo delle follie europee e guerrafondaie sui distillati, forse, oltre a forzare la transizione energetica voluta da Davos, sia fregare i soldi alle famiglie europee nel nome di una crisi crata dalla EU stessa? Impossibile escluderlo.
Prezzo del petrolio a Shanghai, oggi
Nel mentre la Cina inizia a pagare carissimo il petrolio, auguri… (ottimo byproduct strategico per l’amministrazione Trump).
Siamo dunque qui ad attendere il mercato, domani, cosa ci dirà. Oggi per intanto il gasolio a Londra sale del 5%-
MD
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Image: thanks to Grok AI








