In breve, gli USA hanno un problema: sono sotto attacco. Trump lo ha spiegato, fonte i suoi servizi segreti: la Cina ha prodotto documenti USA falsi per far votare gente che non ne aveva titolo nel 2020, per far vincere negli States i presidenti che Pechino, ovvero Davos, meglio controlla. Un colpo di Stato insomma, deliberato.
Che i militari USA conoscono nei dettagli, visto che il governo USA e’ infarcito di gente coi galloni.
Non fatevi forviare dai media italiani che, corrotti come nessuno, hanno taciuto l’essenza di tale informazione, non speculazione, INFORMAZIONE: un golpe e ‘ stato tentato negli USA nel 2020, dunque ci saranno reazioni. Militari. Punto.
Con azioni politiche equivalenti, come spiega benissimo H. Kunstler, sotto.
“Il Gioco Diventerà Ruvido Ora”…
“. . . il Partito Democratico. . . sono nincompoop moralmente in bancarotta che sono stati battuti dall’establishment come i muli noleggiati che sono. “
– Kurt Schlichter su X
Strano a relazionarsi, nel discorso di ieri sera alla nazione sulla chicaneria elettorale, il presidente Trump è riuscito sia a sopraffare che a deludere l’aspettativa pubblica.
Ha toccato la macchina di voto shenanigans, la registrazione skullduggery, la cyber-fuckery, la toolery del sindacato, le frodi elettorali e soprattutto le ingerenze della Cina.
I documenti interni della CIA / FBI all’epoca affermavano che la politica della Cina intorno alle elezioni americane del 2020 era quella di “sfruttare tutti gli elementi nazionali e stranieri” contrari al presidente per impedire la sua rielezione. Il gruppo Intel non ha mai inviato quel memo alla Casa Bianca. Erano troppo impegnati a spingere l’ingerenza falsa della Russia, il falso impeachment e una finta pandemia di Covid-19. Poi hanno dichiarato che il 2020 è stata “l’elezione più sicura della storia”.
A partire da ieri, il Presidente ha declassificato molte migliaia di documenti dell’agenzia Intel per il pubblico (e i media) da esaminare.
E naturalmente, le principali reti di notizie via cavo (tranne Fox) hanno rifiutato di trasmettere il discorso.
A partire da venerdì mattina, il New York Times guida l’offensiva per denigrare la notizia reale.
È il NYT ossessionato, da Trump!
La notizia reale: la Cina ha hackerato oltre 220 milioni di registrazioni elettorali, oltre a file di sicurezza sociale; fabbricato e spedito decine di migliaia di patenti di guida statunitensi false da utilizzare negli stati degli elettori a motore; e ha pagato giornalisti statunitensi favoriti per scrivere articoli negativi su Mr. Trump. Il Dipartimento della Sicurezza Nazionale ha riferito che 278.000 non cittadini sono stati registrati per votare alle elezioni federali. Ma quel numero è stato compilato solo da stati che rispettavano le richieste del DOJ per le liste degli elettori. California, New York e Illinois e molti altri stati hanno rifiutato, quindi il numero è probabilmente più del doppio della cifra del DHS.
Il grande take-away è stato che le agenzie Intel statunitensi hanno nascosto tutte queste informazioni al presidente degli Stati Uniti, Mr. Trump, in vista del voto del 2020.
Sì, c’è davvero Deep State, visto in modo netto in un memo ormai declassificato dell’allora capo della Divisione di controspionaggio dell’FBI, uno Nikki Floris, che ha scritto “Sto fondamentalmente inseguendo un governo ombra a questo punto” nascondendo informazioni a POTUS.
Signora. Floris è ora impiegata come direttore di Insider Risk di Microsoft (ex vice procuratore generale sotto “Joe Biden”, Lisa Monaco, è presidente di Microsoft Global Affairs.)
Secondo Miranda Devine del NY Post, nell’agosto 2020, Nikki Floris ha anche cercato di ingannare i senatori Chuck Grassley e Rob Johnson, dicendo loro che il laptop Hunter Biden era un’operazione russa – un bavaglio successivamente ratificato da cinquantuno ex ufficiali Intel (tra cui cinque ex direttori della CIA) che hanno firmato la famigerata lettera di ottobre ai media.
Tutta questa attività, signori, Trump ha subito: equivaleva a un insabbiamento di una cospirazione da parte di membri della burocrazia permanente per rovesciare il governo. Ed è proprio per questo che più di un gran giurì federale è convocato a Fort Pierce, in Florida, in questo momento, per capire chi, esattamente, sta per spiegare questi crimini piuttosto gravi.
Il nuovo rilascio di documenti è in grado di accelerare il lavoro degli avvocati degli Stati Uniti, dal momento che la declassificazione è la più grande rapina di routine nel processo.
Sul lato “deludente” del discorso del presidente, c’è stata poca menzione della frode elettorale swing-state abilitata e condotta da funzionari elettorali locali nella contea di Fulton, in Georgia, nella contea di Maricopa, in Arizona, Milwaukee, Wisconsin, Antrim County, Michigan, Mesa County, Colorado, e Philadelphia, PA. Ma si sa che l’FBI ha fatto irruzione nel quartier generale elettorale della contea di Fulton mesi fa e ha sequestrato circa 700 scatole di prove, e poi ha riassegnato 260 agenti dell’FBI per esaminare tutto il materiale. Tutto ciò potrebbe essere ancora la’ da-venire.
Poi c’è la questione dei milioni di dollari che Hunter Biden ha preso dalla Cina nel corso degli anni prima delle elezioni del 2020 – record dei quali erano infilati nel suo famigerato computer portatile, insieme a foto e video delle sue imprese sessuali lì – e se il padre di Hunter, Joe, fosse un ricatto della Cina che portava a quelle elezioni. Restate sintonizzati su quello.
Complessivamente:
Il discorso e il rilascio di documenti di Trump sono ovviamente uno sforzo per spingere la riforma elettorale, il Save America Act, attraverso il Congresso, dove ha languito in un miasma procedurale per mesi a causa di un uomo: il leader della maggioranza al Senato John Thune.
L’enfasi del Presidente ieri sera sull’ingerenza elettorale della Cina è propositiva in modi non ampiamente catturati, ma vi dirò:
Se il Congresso non trova un modo per votare quel disegno di legge al signor. La scrivania di Trump prima che si incassino per il resto dell’estate a fine luglio, Mr. Trump invocherà un ordine esecutivo ai sensi del National Emergencys Act (NEA) – Public Law 94-412; codificato a 50 U.S.C. § § 1601–1651 – che richiede ai cinquanta stati di impiegare tutte le stesse disposizioni che sono nel SAVE America Act per le elezioni di medio termine del 2026. Secondo la NEA, i tribunali federali non possono essere utilizzati per combattere o abbattere l’ordine esecutivo; può essere fermato solo con un voto di due terzi sia alla Camera che al Senato.
Se questo è il corso che questo richiede, ci si può aspettare che Antifa e i soldati democratici-socialisti scendano in piazza questo autunno in un episodio violentemente amplificato di manifestazioni “No Kings” – perché elezioni giuste e oneste con il voto per soli cittadini significheranno la fine del Partito Democratico, e lo sanno. La mossa di ieri sera del presidente Trump è solo l’offerta di apertura di una partita di quicking contro il Deep State, e dei loro partner in sedizione.
Il gioco si farà duro ora.
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In Ucraina intanto…
Zelensky sta per essere cacciato, sostituito da un ministro della difesa più filo USA. Ossia pro pace, la guerra e’ persa da Kiev. Lo leggete su tutti i giornali. Ossia Zelensky ha paura, aspettatevi dunque una recrudescenza delle operazioni in Russia, lato ucraino ossia europeo. Ed In Europa, appunto a supporto dei padrini (perdenti) del dittatore ucraino, a breve criminale di guerra, scommettiamo la ripartenza del terrorismo, scommettiamo i soliti nostri 2 US cents, vedasi oltre.
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Terrorismo in arrivo in Europa. Rosso
Come in tutti casi del genere, di governi europei in crisi di identità, sostegno e soldi, parte il terrorismo. Di norma iniziando nei paesi meno intrinsecamente stabili. Lascio voi indovinare quali saranno i primi.
Marco Rubio, nel recente incontro intergovernativo contro Antifa, negli USA, lo ha spiegato benissimo.
E’ la minaccia del terrorismo di estrema sinistra quella in arrivo, sia la’ che qua , spiegato nel vertice di Rubio e Trump dove l’Italia ha partecipato con il sottosegretario Prisco.
COME È ANDATO IL VERTICE (DISCUSSO) SUL TERRORISMO ROSSO CONVOCATO DA TRUMP E RUBIO
La violenza e il terrorismo non sono purtroppo solo un lontano ricordo del passato Novecento, stanno tornando in pompa magna: dalle formazioni di estrema destra alle dittature peroniste fino ai veri e propri regimi (dalla Cina a Cuba) o le maxi autocrazie (la Russia su tutte), si è soliti ricordare nell’opinione pubblica italiana e internazionale i vari rischi da ogni parte del mondo, ma difficilmente si arriva a parlare oggi di un pericolo per il “terrorismo rosso”. Nasce da questa precisa volontà di ampliare il dibattito – oltre ad un possibilissimo calcolo di convenienza elettorale a pochi mesi dalle Midterm – il vertice organizzato da Trump e dal Segretario di Stato Marco Rubio sui rischi del terrorismo politico di estrema sinistra a livello transnazionale. Insomma, gli USA sono pronti. L’Europa invece lo dubito (…).
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Colleghismo i fili…
Gli USA reagiranno all’attacco cinese/di Davos a casa propria come solo i militari USA sanno fare. Bombe atomiche in Yemen comprese, se sarà necessario. Ma in casa propria sarà una svolta, dura. L’Iran , popolo ariano , sta con Davos, chiaro. E Zelensky è il loro – di Davos – agente in Ucraina, ormai palese a tutti.
Come reazione, la nemica degli USA chiamata Davos, sempre collettivista (come fu comunismo, nazismo e colonialismo britannico nelle colonie, stessa genesi) ripartirà con le proteste ROSSE negli USA, Antifa et al.
Ed in Europa terrorismo. Rosso. O strategia della tensione, un sinonimo, stessa matrice, stessi capi, come nel rapimento Moro insomma, coordinato da Parigi, ossia da Londra, scuola Hyperion, rue de la Tournelle.
Ossia targato Londra e Parigi (come ormai succede regolarmente da almeno 200 anni). Più Pechino questa volta, un compagno di viaggio perfetto visto che si aggiunge a due Stati ex coloniali falliti. Parlo di un gigante coi piedi di argilla, la Cina, visto che dipende in toto dai consumi stranieri per stare in piedi, stile mors tua, vita mea.
Aspettiamoci la rinascita di un asse MILITARE russo-americano. Asse cristiano, l’Europa non lo e’ più da tempo.
In sintesi: La “pace footballistica” finisce e si torna alla realpolitik dura.
Gli USA sembrano in fase di “reset” interno su sicurezza elettorale e influenza straniera – logico dopo anni di contestazione.
L’Europa rischia di essere il vaso di coccio (debolezza economica, dipendenza energetica, divisioni interne), con terrorismo o proteste come valvola di sfogo per chi perde terreno.
La Cina gioca lungo termine (debolezze interne enormi: demografia, debito, consumi esteri).
Tutto chiaro?
Buona estate
MD
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Image: thanks Grok AI









