Alla nascita di Gladio l’Italia venne invitata da Parigi e Londra a partecipare all’intesa strategico-militare in chiave anti-URSS: ma solo come junior partner, semplice associato. Mentre i membri fondatori sarebbero stati i due sopra più Washington, a capo. Roma si oppose con veemenza. E grazie ai buoni uffici dell’allora amb. USA a Roma, Luce, poi avvelenata durante il suo mandato, si fece in modo – da una parte – di imporre un governo amico degli USA in Italia; ovvero si spianò la strada al gen. De Lorenzo grazie a cui l’Italia entrò in Gladio non come junior partner ma addirittura sopra a Parigi e Londra, ovvero a lato degli USA.
Dall’altra il Presidente Segni, sempre troppo attento agli interessi inglesi, ossia anche francesi, venne di fatto sostituito in corsa (Segni aveva bloccato ENI nella trivellazione di petrolio in Sicilia, in quanto gli inglesi ambivano a farlo loro stessi a tempo debito).
Tale mossa strategica su Gladio fu uno smacco talmente grande per gli imperi coloniali europei che da quel momento in poi l’Italia divenne un vero e dichiarato avversario, da sconfiggere: ci provarono con l’austerità, alla caduta di Nixon, ma era troppo presto; poi con l’onda lunga del Watergate, leggasi rapimento Moro (gestito da Parigi, scuola Hyperion); e poi col divorzio della Banca d’Italia richiesto da Londra, Ciampi e famiglia furono coinvolti nei passaggi più oscuri della Repubblica, fino a tirare in ballo secondo alcuni – nel contesto specifico – il successivo supporto Italiano all’Argentina nella guerra delle Falklands allora in preparazione (…).
Non se ne fece nulla con Ronald Reagan alla Casa Bianca; ma con Bill Clinton (e sua moglie nel cda americano di una famosa azienda sistemica cementiera francese) si riuscì quasi a fare il golpe finale in Italia; ovvero a superare i confini Italiani fissati per trattato da Truman e De Gasperi nel 1947 (Elisabetta II, sponsor regale dell’Entente Cordiale, che visitava Capaci vestita di rosso coi cadaveri di Falcone e scorta ancora caldi, dopo il discorso del “suo” Draghi sul Britannia, dice molto, …)..

Peccato nessuno parli degli Annexes II e III nel trattato di Pace con gli USA in cui si definiscono compensazioni mai arrivare dalla Francia a seguito della presa di possesso della centrale elettrica del Moncenisio, ai tempi la più produttiva d’Europa: sarebbe ora di rispolverarli…
In tutti i modi l’Italia venne sempre salvata dai militari USA nei vari tentativi di destabilizzazione che vennero tentati negli ultimi 75 anni: memorabile fu il caso del Presidente Segni, in realtà un tentativo di destabilizzazione progressiva ed addivenire, a termine (…); più palese quello del Golpe Borghese, fallito per mancanza di supporto lato USA. Con il rapimento Moro si rischiò la crisi sistemica interna, ma l’Italia comunque tenne. In Tangentopoli furono i militari USA a salvare l’Italia quando ormai Roma sembrava spacciata, vedasi amb. Bartholomew e Justice Scalia invitato a Milano a fare breefing sulla democrazia al Pool Mani Pulite.
Nel successivo attacco a Gheddafi del 2011, l’Italia fu abile a subire e piegarsi sebbene a costo di quasi affondare la propria economia grazie all’inviato di Davos/EU, Mario Monti. L’epilogo di quanto iniziato con la morte di Gheddafi e coi sorrisini Merkel-Sarkozy, al titolo, sarebbe dovuto arrivare nel 2022 con il prezzo del gas fuori controllo nel post COVID: la Penisola venne salvata dal North Stream Bang, mentre avrebbe dovuto fare crack. Da cui Meloni Premier, l’antidoto, eletta lo stesso giorno del Bang.
In effetti il piano era per una secessione a termine dell’Italia, con i davosiani (anche ‘de noantri) a volerla dividere in due, in teoria; in pratica in tre o più parti, come da tentativo di Sir Winston Spencer-Churchill nella Conferenza di Teheran durante gli ultimi atti della WWII.
Gli USA dissero di no, forti del trattato citato del 1947. In effetti fino a quando le Alpi faranno confine, l’Italia è salva. E gli USA lo sanno bene.
Memento che l’Italia sta ormai subendo il quinto mandato consecutivo settennale di Presidente della Repubblica (mandato completo) di un soggetto di estrazione pro-Davos, o come si chiamava prima (…).
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Oggi però qualcosa sembra cambiare, si torna al passato e dunque la storia si ripete: per togliere le castagne dal fuoco con l’opposizione interna italiana filo-Davos, gli USA invitano ufficialmente l’Italia di G. Meloni nel Board of Peace, al loro fianco, come osservatori. Un onore per Roma. Una disgrazia per Parigi, Londra, Berlino.
Berlino in realtà sta avvicinandosi a Roma da tempo, gli USA così vogliono; e pure le elites economiche tedesche lo vogliono. Non lo vogliono invece le elites politiche ed ideologiche vicine al fu-nazismo, che resta un progetto pan-europeo a trazione Worms, nobiliare, elitario, don Rodrigo fate voi il termine più consono (Worms è dove nacquero le moderne aristocrazie europee); visto che i Windsor sono una famiglia regnante tedesca che comandò ai tempi in Francia, Gran Bretagna e Germania: si chiamano Hannover, il titolo Windsor giusto è un nome inventato nel 1917, per non farsi linciare dal popolo britannico che moriva nelle trincee della WWI per mano tedesca.
Oggi dunque sta succedendo di nuovo, come fu con Gladio: con l’invito americano al Board of Peace l’Italia sta un livello sopra ai poteri coloniali europei nel Board of Peace, assieme a Washington.
Aspettatevi destabilizzazioni in Italia per mano europea, da qui in avanti vale tutto. Lasciate stare le balle dei media di Davos che vi inducono a pensare che gli attentati ad esempio ai treni, oggi (si tratta di terrorismo), in Italia durante le Olimpiadi siano cosa russa: in realtà la firma è chiaramente Europea ed i primi candidati a terroristi sono quelli dell’asse che tiene in piedi Davos.
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Come capite, l’Italia avrà un vantaggio strategico enorme con questo cambio di passo, stando vicino agli USA…
Ad esempio, non più tardi di qualche settimana fa tutto il governo, parte dell’opposizione, inckusi i vertici militari ed istituzionali governativi italiani (Mattarella escluso, non a caso) hanno ricordato – annunciandolo – che il primo alleato militare Italiano resta Washington, l’EU viene solo in subordine.
A cui è seguito il NO tedesco al caccia francese in veste europea, preferendo un prodotto giapponese-anglo-tedesco-italiano (anche l’F35 è costruito in parte in Italia): come conseguenza il gruppo francese della difesa, Dassault, è crollato in borsa negli scorsi giorni, già si parla di nazionalizzarlo per evitarne il fallimento.
Poi l’invito USA all’Italia al Board of Peace, di cui sopra.


In mezzo l’Italia, con ENI, che inizia come di incanto – di nuovo, come prima del 2011 – a prendere in mano la situazione in Libya, prendendo lotti su lotti di perforazione petrolifera. Con chi? Con l’americana Chevron, che caso! In parallelo abbiamo la morte di Gheddafi jr. in LIbya, alcuni sussurrano per mano franco-inglese, che caso anche lì…
E poi l’ultima perla: ENI ottiene dagli USA, notate bene, dagli USA (non da Caracas) l’autorizzazione a a trattare petrolio Venezuelano (…).
In entrambi i casi “petroliferi” di cui sopra, emerge sempre il solito sconfitto: la Francia, ossia la francese Total.
Chiaro che gli attentati in Italia durante gli Olimpiadi, di norma sventati dai servizi segreti Italiani di concerto con quelli USA ed in parte quelli tedeschi (e forse grazie anche al supporto di quelli russi, in triangolazione), sembrano avere una sola firma, che non è quella russa, ma quella di Davos (…).
Passando per Crans Montana dove un francese uscito di galera aveva accumulato (appena uscito dalle sbarre) talmente tanti soldi da comprare locali e licenze in Svizzera, in un luogo noto per essere molto caro ed esclusivo: costui ha poi permesso, capodanno 2025/26 con la sua “sbadataggine” di far fuori i figli della creme delle elites Italiane attuali andati a svernare in vacanza nelle montagne svizzere, nel caso non ci stupiremmo che i soggetti locali coinvolti siano stati giusto opportamente “indotti” all’errore, soliti modi “coloniali”, magari per un fine indicibile di cui erano ignari… Chissà!
Resta che gli imperi coloniali europei storici stanno affondando. E dunque fanno danni.
La Francia in particolar modo non resisterà a lungo: senza una manovra economica lacrime e sangue (che Parigi non vuole fare) l’unica possibilità delle elites di Parigi di sopravvivere è di far pagare gli altri paesi europei per i loro sprechi.
Le strade sono due: o far firmare con la forza il MES all’Italia, e qui capite il fine ultimo del duo Letta-Draghi con i loro piani sgangherati promossi in veste EU (mirati a far ricadere il costo del crack francese sui risparmi delle famiglie Italiane).
O ricattare la Germania affinchè paghi per lei i conti mettendo sul tavolo l’accesso all’arsenale atomico francese in veste EUropea. Ma senza aggiungere i dettagli più importanti: ossia che senza il supporto USA tale arsenale atomico francese è inutilizzabile, si riuscirebbe a sparare che so cinque missili, forse altre 5 bombe atomiche via aereo o sommergibile, poi la Francia sarebbe rasa al suolo (…). E senza parlare dell’inflazione al contorno, odiata al di là del Reno ma implicita nel salvatggio dei privilegi delle elites parigine…
Sappiate solo che le corrispondenti elites economiche tedesche hanno invece già concordato la resa, preferendo evitare di estremizzare i folli piani paneuropei di Davos; ma la politica, ossia gli ex Stasi in Europa possono ricattare tutti, così si sussurra. Dunque si va per le lunghe. Vedremo come finirà, dopo le Olimpiadi sarà tutto più chiaro, per ora è pace formale. Poi uno scossone “di quelli forti” smuoverà le cose.

Cit. “Ecco qui: Italy-Gate: Barack Hussein Obama e Matteo Renzi, ex Primo Ministro italiano, hanno orchestrato il rovesciamento del governo degli Stati Uniti il 3 novembre 2020. Le testimonianze più schiaccianti delle elezioni presidenziali del 2020.” Vedasi: https://x.com/Real_RobN/status/2023175702938554542
Resta che i messaggi che vengono lanciati dagli USA all’Italia sono inequivocabili. Mentre la risposta Italiana, al di fuori dello stretto giro Meloniano, è sempre la stessa, purtroppo: fare l’occhiolino anche a Davos. Spiace non si sia ancora capita l’entità dello scontro in atto, e soprattutto addivenire a Roma, Milano, Firenze (…)
Intanto Salvini sta per cadere, via Vannacci che esce dalla Lega coi suoi voti. E i rumors sul coinvolgimento – li leggete in rete, anche sotto – di Matteo Renzi nell’ipotetico golpe elettorale USA del 2020 sono sempre più rilanciati sui social dalla base MAGA americana. Ne parlammo già due anni fa su questo blog, ben prima del Trump II.
Noi ossservatori, restiamo tali. E ci limitiamo – chiaramente – ad osservare, senza aggiungere nulla. Certo, se qualcuno in Italia dovesse davvero essere stato compartecipe di un attacco agli USA nel 2020 dovrà comunque pagare caramente per i propri atti, nel caso. Speriamo che le ipotesi rilanciate dalla base MAGA americana si rivelino senza fondamento, per ora restano tali. Sarebbe un dramma, altrimenti. Un dramma di quelli gravissimi e gravidi di immani e terribili conseguenze.
MD
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Fonte youtube.com , al LINK






