In coda, commento graffiante di Stylum Curiae. Papa Bergoglio come il Maresciallo Petain?
Jack Kelly per forbes.com
Papa Francesco, consapevole della rapida crescita della disuguaglianza tra gli ultra-ricchi e il resto della società, ha proposto una sfida ai leader delle più grandi imprese private e a quelli del settore pubblico perché adottino un sistema economico più inclusivo, equo e trasparente, in grado di affrontare le terribili sfide che affliggono l’umanità e la Terra.
“Il mondo è ricco, eppure il numero dei poveri sta gonfiandosi tutto intorno a noi”, ha detto Papa Francesco.
A fronte della crescente disuguaglianza, il Papa ha indicato le sfide che l’umanità si trova ad affrontare: “Centinaia di milioni di persone stanno lottando in condizioni di estrema povertà. Mancano di cibo, abitazioni, assistenza sanitaria, istruzione, elettricità e acqua potabile”.
In risposta all’esortazione del Papa, i leader delle imprese private e del settore pubblico hanno formato una partnership storica con il Vaticano.
Il “Council for Inclusive Capitalism” servirà come movimento per affrontare le esigenze economiche e ambientali del pianeta e dei suoi abitanti: “Il Consiglio vanta più di 10,5 trilioni di dollari in gestione, aziende con oltre 2,1 trilioni di dollari di capitalizzazione e 200 milioni di lavoratori in oltre 163 Paesi”.
Va notato che questi dirigenti estremamente ricchi non sono certo avversari del capitalismo (sic). Un sistema, hanno detto, che ha aiutato miliardi di persone a fuggire dalla povertà.
Tuttavia, il “gruppo” riconosce che il capitalismo ha pericolosamente lasciato indietro miliardi di persone e che, allo stesso tempo, ha preteso un grosso tributo dal pianeta.
In definitiva, la partnership chiede un risarcimento morale.
I “Guardians“, come vengono chiamati i “membri del consiglio”, sono i massimi dirigenti delle principali aziende del mondo e hanno promesso di intraprendere azioni coraggiose per creare un capitalismo inclusivo.
I Guardiani si riterranno personalmente responsabili, impegnandosi in una serie di azioni che coinvolgono questioni ambientali, sociali e di governance.
I Guardiani hanno detto che intendono assumere e promuovere un maggior numero di donne (con un occhio di riguardo per la diversità), di volersi impegnare per l’energia pulita avvalendosi del 100% di elettricità rinnovabile (per ridurre le emissioni di gas serra), di promuovere il riutilizzo e il riciclaggio dell’acqua e altre analoghe iniziative.
La lista dei Guardiani è lunga e continua a crescere. Ecco alcuni dei leader aziendali che hanno aderito alla “missione”:
- Ajay Banga, President and CEO, Mastercard
- Oliver Bäte, Chairman of the Board of Management, Allianz SE
- Marc Benioff, Chair, CEO, and Founder, Salesforce
- Edward Breen, Executive Chairman, Dupont
- Lady Lynn Forester de Rothschild, Founder and Managing Partner, Inclusive Capital Partners
- Kenneth Frazier, Chairman of the Board and CEO, Merck
- Alex Gorsky, Chairman of the Board and CEO, Johnson & Johnson
- Alfred Kelly, Chairman and CEO, Visa
- William Lauder, Executive Chairman, Estée Lauder
- Bernard Looney, CEO, BP
- Brian Moynihan, Chairman of the Board and CEO, Bank of America
- Ronald P. O’Hanley, president and CEO, State Street Corporation
- Rajiv Shah, President, the Rockefeller Foundation
Secondo il New York Times, “Ci sono motivi per essere sia speranzosi che scettici nei confronti dell’iniziativa. Gli impegni aziendali sono significativi, ma alcuni non sono nuovi. BP, ad esempio, ribadisce l’impegno a raggiungere l’obiettivo di emissioni nette di carbonio pari a zero entro il 2050, che aveva annunciato a febbraio. E, anche se il Consiglio ha reso pubblici gli impegni, non c’è molto di cui le aziende possano essere ritenute responsabili (a parte il rischio di deludere il Papa)”.
Mentre applaudiamo le persone che cercano di rendere il mondo un posto migliore, c’è un’ironia di fondo che non può essere ignorata.
Le stesse persone che chiedono la fine della ricchezza e della disuguaglianza di reddito sono straordinariamente ricche.
Certo che a questi leader piace il capitalismo! E’ stato molto buono con loro.
Secondo Forbes, Marc Benioff, l’Amministratore Delegato di Salesforce, vale quasi 90 miliardi di dollari.
William Lauder, a sua volta Presidente Esecutivo della Estée Lauder, vale 3,5 miliardi di dollari.
Lady Lynn Forester de Rothschild, Fondatrice e Consigliere Delegato di Inclusive Capital Partners, ha un suo patrimonio personale, ma è anche sposata con Sir Evelyn De Rothschild, il rampollo di una delle dinastie familiari più ricche al mondo — si stima che valga 20 miliardi di dollari.
Secondo salary.com, Ajay Banga, Amministratore Delegato di Mastercard, ha guadagnato nel 2019 23,2 milioni di dollari.
Il CEO della Bank of America, Brian Moynihan, ha guadagnato nel 2019 25,4 milioni di dollari.
Questi numeri non includono le azioni che posseggono nelle rispettive società, o l’intero patrimonio netto.
Non c’è niente di sbagliato nel fatto che i Guardiani siano nella top 1%.
Tuttavia, questi Leaders sono le persone cui il Papa fa riferimento quando parla di disuguaglianza della ricchezza.
E quindi, la loro enorme ricchezza fa sorgere spontanea una domanda: visto che dispongono di tutti i necessari mezzi finanziari, perché non cominciano loro stessi a dare l’esempio?
Perché non sottoscrivono un grande assegno personale, senza pretendere che sia un’imposizione fiscale?
Le élite potrebbero considerare di mettere ordine nelle loro case prima di cercare di cambiare il mondo.
I CEO sono in grado di chiedere e accettare un compenso significativamente inferiore e di dire ciao alle loro stock option e ai bonus sontuosi.
Potrebbero certamente vivere con uno stipendio di 5 milioni di dollari e condividere gli altri 20 milioni con i loro lavoratori.
Invece di accumulare tutte le stock option, i dirigenti potrebbero offrirle in parte ai loro dipendenti, in modo che possano detenere un capitale proprio nelle loro aziende.
I “titani dell’industria” hanno il potere di concedere una migliore assicurazione sanitaria, giorni di ferie supplementari, orari di lavoro flessibili, pensioni, accesso alle risorse per la salute mentale e un congedo di maternità e paternità più lungo.
Chi sarà il primo CEO a dimettersi e a sostituire sé stesso con una persona di colore o una donna?
I Guardiani possono esercitare una pressione sui colleghi Amministratori Delegati.
Potrebbero chiedere a Jeff Bezos di Amazon, Mark Zuckerberg di Facebook, Tim Cook di Apple, Sundar Pichai di Google e a tutti gli altri di rinunciare alle fortune accumulate durante la pandemia di Covid-19 e di ridistribuirle a favore dell’iniziativa.
L’evidente preoccupazione è che questa partnership finisca per essere una forma di pubblicità gratuita per i dirigenti coinvolti.
Si crogioleranno nella gloria di una favorevole attenzione mediatica, un segnale di virtù segno di quanto siano tutti meravigliosi e premurosi.
Seguirò questa vicenda il prossimo anno per riferire dei progressi, se ce ne saranno.
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Le Strane Alleanze di Papa Bergoglio. Chi Si Ricorda di Petain?

Monsignor Ics scrive a Marco Tosatti
Caro Tosatti, l’articolo qui allegato [quello precedente] racconta che Papa Francesco si sta alleando con chi, invece, dovrebbe cercare di convertire o almeno correggere.
Ma nessuno oserebbe far presente al Papa che magari è un po’ imprudente nelle scelte di partner o sponsor, perché lo sa già perfettamente.
Il problema sta nel capire il perché lo faccia. Ma la prima parola d’ordine che viene imposta nel mondo ecclesiale è di dover pensare che lo stia facendo per il nostro bene.
Magari noi ancora non lo capiamo, ma è così.
La seconda parola d’ordine è spiegare a tutti che “I Papi si ascoltano e si obbediscono, non si criticano”.
La terza parola d’ordine è di ripetere continuamente che “questo Papa è il Papa giusto per questi tempi”, aggiungendo anche, e con enfasi, che “è un dono di Dio”.
L’articolo riportato parla di innaturali alleanze tra l’attuale Pontefice e alcuni nemici storici della Chiesa, persino gente che ha concorso a promuovere la breccia di Porta Pia.
Ma i tempi oggi sono diversi e anche le persone sono diverse. La Chiesa ha ormai un ruolo diverso. La Chiesa di oggi sembrerebbe servire al potere per legittimarne le scelte.
Se siano scelte condivise o se siano subite non posso saperlo.
Mi limito a valutare secondo le mie facoltà queste scelte, ma non le intenzioni di chi le ha fatte.
Io, poi, non credo di saper commentare le alleanze del Papa, che non conosco se non attraverso la stampa, le esternazioni e il Magistero.
Certo molte scelte ed alleanze a me paiono inappropriate, talune persino pericolose per la Chiesa stessa.
Ma, come dice un mio confratello, la Chiesa (secondo lui) avrebbe visto in passato anche di peggio.
Ma tanta arroganza e supponenza su scelte manifestamente rivoluzionarie lasciano presupporre qualcosa di diverso dal passato.
Quando ho letto l’articolo, mi è venuta in mente la storia di un personaggio storico di cui non si ha tanta memoria, il Maresciallo Henri-Philippe Petain.
Costui fu Maresciallo di Francia. Nella Prima Guerra Mondiale fu Comandante Supremo dell’Esercito Francese.
Nel 1940, quale Presidente del Consiglio, firmò misteriosamente un armistizio con la Germania.
Portò la sede del governo a Vichy, si nominò “Capo dello Stato” collaborazionista fino al 1944.
Nel 1945 fu condannato a morte per tradimento, ma lui sostenne di essersi sacrificato per evitare conseguenze peggiori alla popolazione francese.
De Gaulle commutò la pena nel carcere a vita. Morì sei anni dopo, a 95 anni.
La storia racconta che persino il Caudillo di Spagna, il Generalissimo Francisco Franco, rifiutò di collaborare con il Fuhrer, facendolo infuriare.
Ma il Generalissimo aveva “le palle”.
Petain, invece, con una storica stretta di mano alla stazione di “Montoire sur la Loire”, sancì l’alleanza franco-nazista.
Ovviamente quest’alleanza non servì affatto alla Francia e ai francesi, perché Goring la stava “sottomettendo”.
Ma Petain non se ne accorgeva, pensava invece di convertire la Germania ai “lumi” della Francia.
Credo che qualche anima pia potrebbe raccontare questa storia dalle parti di Santa Marta, no?
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Link secondo articolo: https://www.marcotosatti.com/2020/12/11/le-strane-alleanze-possibili-di-papa-bergoglio-chi-si-ricorda-di-petain/
Scelti, tradotti (il primo) e pubblicati da Franco
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