Un riassunto della “causa elettorale” intentata dal Texas (Breaking News in coda: in nottata, ora italiana, la Corte Suprema rigetta il caso)

Robert Madsen per The American Thinker

Il Texas sostiene che le elezioni presidenziali tenutesi in Pennsylvania, Georgia, Wisconsin e Michigan (peraltro illegalmente dirette da funzionari governativi al di fuori dell’Assemblea Legislativa) abbiano violato in modo lampante le “leggi elettorali” degli stessi Stati, attraverso l‘eliminazione delle previste misure di sicurezza. 

Secondo la Costituzione degli Stati Uniti, è il Legislatore di ogni Stato (e non un funzionario governativo) ad avere l’autorità e la responsabilità sulle regole da  far rispettare che, nei casi citati, sono venute meno.

Il Texas sostiene che le violazioni della “legge elettorale” abbiano creato un ambiente favorevole (eufemismo) ai brogli elettorali, che molto probabilmente si son verificati. 

La causa intentata elenca le “violazioni della legge” in ciascuno degli Stati citati e fornisce le prove dei brogli (ovvero il numero di schede elettorali gestite in modo incostituzionale) in ciascuno degli Stati, sufficienti a modificare l’esito del conteggio dei voti.

Pennsylvania

I fatti:

1.             Voti conteggiati: 3.445.548 per Biden e 3.363.951 per Trump — margine 81.597.

2.             Richieste di votazione per corrispondenza: 70% Democratici e 25% Repubblicani.

3.             Le schede per corrispondenza sono passate dalle 266.208 del 2016 alle oltre 3.000.000 del 2020.

Violazioni della legge elettorale:

1.             Il Segretario di Stato ha abrogato unilateralmente i requisiti di verifica delle firme per le schede elettorali arrivate per corrispondenza.

2.             La Corte Suprema della PA ha modificato il termine per la ricezione delle schede dalle 20:00 del giorno delle elezioni a 3 giorni dopo l’elezione. Inoltre, ha stabilito che le schede non contrassegnate da un timbro postale siano comunque valide.

3.             I funzionari elettorali delle Contee di Philadelphia e Allegheny non hanno seguito la “legge statale” che consente la presenza di osservatori elettorali per l’apertura, il conteggio e la registrazione delle schede elettorali.

4.             Il Segretario di Stato ha ordinato ai funzionari elettorali di rimuovere le schede prima delle 7:00 del giorno delle elezioni per “aggiustare” quelle difettose, ma solo nelle Contee a maggioranza democratica.

5.             I funzionari elettorali non hanno separato dalle altre le schede ricevute dopo le 20:00 del giorno delle elezioni, contrariamente all’ordine ricevuto dalla Corte Suprema Federale, rendendo impossibile l’identificazione e la loro rimozione.

Prove di frode:

1.             Schede senza data di spedizione: 9.005 (nessuna prova che siano stati inviate a un effettivo elettore)

2.             Schede restituite alla data della spedizione o prima di tale data: 58.221

3.             Schede restituite il giorno dopo la data di spedizione: 51.200 (forse non impossibile, ma altamente improbabile che l’elettore medio riceva una scheda, la compili, la metta nella cassetta della posta e che questa venga consegnata il giorno successivo).

4.             Il 2 novembre, il giorno prima delle elezioni, l’AP riferisce che erano state spedite 2,7 milioni di schede.  Il 4 novembre tale numero era salito a 3,1 milioni — un aumento di 400.000 unità, senza che ci fosse alcuna ragionevole possibilità che fossero state utilizzate dai legittimi elettori.

Georgia

I fatti:

1.             Voti: 2.472.098 per Biden e 2.458.121 per Trump — Margine 12.670.

2.             Voto per corrispondenza: 65,32% per Biden e 34,68% per Trump.

3.             Le schede per corrispondenza sono passate dalle 213.033 del 2016 al 1.305.659 del 2020.

Violazioni della legge elettorale:

1.             Il Segretario di Stato ha abrogato unilateralmente i requisiti della verifica delle firme per le schede elettorali arrivate per corrispondenza.

2.             Il Segretario di Stato ha autorizzato l’apertura e il trattamento delle schede per corrispondenza tre settimane prima del giorno delle elezioni, quando la legge lo vieta fino a dopo l’apertura delle urne.

3.             Il Segretario di Stato ha indebolito i requisiti di sicurezza, volti a rigettare le schede elettorali sulla base della verifica delle firme o di altre informazioni comunque mancanti.

Prove di frode:

1.             Il “tasso di rifiuto” dei voti per corrispondenza, conseguenza della mancanza o inesattezza delle informazioni (ad esempio le firme non corrispondenti), è diminuito dal 6,42% del 2016 allo 0,36% del 2020. Con la stessa percentuale anche per il 2020, Trump avrebbe ottenuto un guadagno netto di 25.587 voti — il doppio di quelli necessari per superare Biden. Con un aumento di ben sei volte del numero di voti per corrispondenza, la ragione indicherebbe che il “tasso di rifiuto” sarebbe dovuto aumentare o almeno restare invariato, con così tante persone che hanno utilizzato questo sistema per la prima volta.

Michigan

I fatti:

1.             Voti: 2.796.702 per Biden e 2.650.695 per Trump — Margine 146.007.

2.             Nel 2016, 587.618 elettori avevano richiesto le schede per corrispondenza. Nel 2020 sono stati espressi 3,2 milioni di voti per corrispondenza.

3.             I Democratici hanno votato per posta a un tasso circa due volte superiore a quello degli elettori Repubblicani.

Violazioni della legge elettorale:

1.             Il Segretario di Stato ha abrogato unilateralmente i requisiti di verifica delle firme per le schede elettorali arrivate per corrispondenza.

2.             Il Segretario di Stato ha inviato le schede elettorali a tutti i 7,7 milioni di “elettori registrati”, in violazione della “legge elettorale” che impone all’elettore di richiedere espressamente la scheda per corrispondenza attraverso un processo che include una firma da abbinare alla registrazione.

3.             Il Segretario di Stato ha inoltre consentito che le schede per corrispondenza fossero richieste online senza verifica della firma.

4.             I funzionari elettorali della contea di Wayne — contenente 322.925 voti in più per Biden rispetto Trump – hanno aperto ed elaborato le schede senza la presenza degli osservatori elettorali.

5.             I funzionari elettorali della Contea di Wayne hanno ignorato anche i severi requisiti della “legge elettorale”, che prevedono l’apposizione di una dichiarazione scritta o di un timbro su ogni busta elettorale come prova che la firma degli elettori sia stata effettivamente controllata, confrontandola con quella archiviata presso lo Stato.

Prove di frode:

1.             174.384 schede elettorali nella Contea di Wayne non avevano un numero di registrazione valido. Il che, probabilmente, è il risultato dell’aver fatto passare più volte le stesse schede attraverso il tabellone.

2.             Il 71% delle schede elettorali relative agli elettori assenti della Contea di Wayne era sbilanciato. Il numero di persone che hanno effettuato il check-in non corrispondeva al numero di schede votate.

Wisconsin

I fatti:

1.             Voti: 1.630.716 per Biden e 1.610.151 per Trump — Margine 20.565.

2.             Le schede per corrispondenza sono passate dalle 146.932 del 2016 al 1.275.019 del 2020.

Violazioni della legge elettorale:

  1. La Commissione Elettorale del Wisconsin (WEC) ha posizionato centinaia di “caselle di consegna” illegali, ovvero non presidiate, per raccogliere le schede per corrispondenza.  (L’uso di qualsiasi cassetta di raccolta, con o senza presidio, è severamente proibito dallo Statuto del Wisconsin. Qualsiasi sito alternativo relativo alle votazioni per corrispondenza “… sarà gestito dall’Impiegato Comunale o dal Direttore Esecutivo del Consiglio dei Commissari Elettorali …”.  E ancora: “I voti espressi in violazione delle procedure non possono essere inclusi nel risultato certificato di qualsiasi elezione”).

2.             Il WEC ha incoraggiato gli elettori a dichiararsi illegalmente “confinati a tempo indeterminato”, per evitare misure di sicurezza come ad esempio la verifica delle firme e i requisiti di identificazione attraverso le foto. Quasi 216.000 elettori hanno dichiarato di essere “confinati a tempo indeterminato” nelle elezioni del 2020, quasi il quadruplo rispetto al 2016.

3.             Le leggi molto rigide che richiedono agli “elettori per posta” di certificare la scheda elettorale con la loro firma, compresa quella di un testimone adulto, sono state ignorate o aggirate dai funzionari elettorali.

Prove di frode:

1.             Si suppone che 100.000 schede fossero mancanti e destinate ad essere “trovate” dopo il giorno delle elezioni.

Conclusioni

Le significative violazioni della “legge elettorale”, concepita come protezione dai brogli elettorali, sono sufficienti a invalidare i risultati delle elezioni a prescindere da qualsiasi prova che possa essere raccolta, in così breve tempo, per mostrare il numero effettivo delle “schede elettorali fraudolente”.

La ragione indicherebbe l’esistenza di un numero elevato di “schede elettorali fraudolente” impossibili da identificare, che è poi la ragione per cui le leggi relative sono state istituite fin dall’inizio.

Non esiste alcun rimedio per correggere le elezioni del 3 novembre perché le schede che non hanno rispettato la “legge elettorale” non possono essere identificate e separate da quelle regolari. 

Non è possibile, di conseguenza, effettuare un conteggio accurato delle schede legali. 

Pertanto, come previsto dalla Costituzione, spetta al Parlamento di ogni Stato scegliere gli elettori, come è stato fatto in passato.

Ma uno Stato può anche decidere di non presentare alcun elettore presidenziale.

Secondo la “causa elettorale” intentata dal Texas, la probabilità che Biden possa aver superato Trump e aver vinto in uno degli Stati citati è di una su un quadrilione. 

E quindi le probabilità di vincerli tutti e quattro sono di un quadrilione alla quarta potenza. 

La causa non ha fornito informazioni su come è stato determinato quel numero, che ad alcuni potrebbe sembrare un’esagerazione. 

Ma, del resto, è sufficiente affermare che la probabilità di vincere in uno qualsiasi dei quattro Stati sia “altamente ridotta” e che quella di vincere in tutti e quattro sia “estremamente ridotta”. 

Ad esempio, se le probabilità di vincere [per Biden] in uno qualsiasi dei quattro Stati fossero numericamente meno estreme, ma comunque altamente improbabili, diciamo qualcosa come una su venti, allora le probabilità di farlo in tutti e quattro gli stati sarebbero di 1 su 160.000. 

Venti fagioli in un barattolo: 19 bianchi e 1 nero. Entrate senza guardare e abbiate la fortuna di estrarre l’unico fagiolo nero. 

Le probabilità di farlo di nuovo sono di 1 su 400. 

E’ chiaramente un imbroglio se qualcuno affermasse di averlo fatto per quattro volte di fila. 

Come ho già detto, l’analisi statistica dietro la dichiarazione di 1 probabilità su 1.000.000.000.000 non è stata data (almeno per il momento), quindi non posso parlarne. 

Ma anche se le probabilità fossero di un ordine di grandezza minore, sarebbero comunque astronomicamente piccole. 

In ogni caso, il “merito” della causa non dipende dal livello delle probabilità di vittoria di Biden, ma dalle violazioni di legge sopra descritte.

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Breaking News: La Corte Suprema respinge la causa elettorale del Texas — Alito e Thomas non sono d’accordo

In nottata (ora italiana) la Corte Suprema ha respinto la contestazione legale dei risultati delle elezioni–2020 presentata dallo Stato del Texas.

“La mozione dello Stato del Texas relativa al permesso di presentare una denuncia è negata per mancanza di legittimazione ai sensi dell’articolo III della Costituzione” — si legge nella dichiarazione della Corte Suprema — “Il Texas non ha dimostrato un interesse riconoscibile dal punto di vista giudiziario per il modo in cui un altro Stato conduce le sue elezioni”.

Il Procuratore Generale del Texas Ken Paxton aveva presentato la causa direttamente alla Corte Suprema, contestando i risultati delle elezioni in Pennsylvania, Georgia, Michigan e Wisconsin.

Diciassette Stati si erano uniti alla causa, assieme a 120 Repubblicani della Camera.

Mercoledì, il Presidente aveva descritto il caso del Texas come “Il grande caso” e aveva ripetutamente esortato i Giudici della Corte Suprema ad avere la “saggezza” e il “coraggio” di occuparsi del caso.

Il Giudice Samuel Alito, cui si è aggiunto il Giudice Clarence Thomas, ha rilasciato una dichiarazione secondo cui la Corte Suprema avrebbe dovuto occuparsi del caso: “A mio avviso, non abbiamo la discrezionalità di negare la presentazione di un atto di denuncia in un caso che rientra nella nostra giurisdizione originaria”.

Ma Alito ha segnalato che non avrebbe concesso allo Stato del Texas la possibilità di bloccare la “certificazione elettorale” come richiesto dal Texas: “Avrei accordato la mozione per presentare il reclamo, ma non avrei concesso altro sollievo. Non esprimo alcuna opinione su nessun’altra questione”.

I tre Giudici nominati da Trump, Amy Coney Barrett, Brett Kavanaugh e Neil Gorsuch non hanno espresso un’opinione sul caso, ma tutti e tre si sono uniti al Presidente John Roberts e ai tre Giudici liberal nel declinare l’udienza “Texas contro Pennsylvania”.

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Link Originale: https://www.americanthinker.com/articles/2020/12/a_summary_of_texas_election_lawsuit_.html

Scelto e tradotto da Franco