Ieri la svolta, a Parigi: come per magia tutti i paesi europei sembrano aver trovato una quadra sull’Ucraina. Anche la recalcitrante e filo-USA Giorgia Meloni ha detto si ad una tregua e soprattutto a forze di pace in loco, ma senza truppe Italiane.
Gli States intanto prendono il Venezuela mettendo all’angolo la Cina, con in vista l’Iran: fate conto che sia Venezuela che Iran vendono a Pechino circa dall’85 al 90% del loro petrolio. Della serie, cadono Venezuela e Iran e la Cina il petrolio farà molta fatica a trovarlo a prezo basso (il petrolio “caro” è una maledizione per un paese industriale esportatore!).
Chiaro che tale mossa USA in Venezuela mette a rischio la tenuta dell’asse EU-Cina: visto che la Cina necessita petrolio come l’aria che respiriamo ora avrà un incentivo ad allinearsi a Washington, gettando a mare l’EU perdente.
Dunque, complice la propaganda dei media di Davos sulla Groenlandia, dove Trump semplicemente ha detto che vuole fare un accordo con gli Inuit locali (gli USA sono pronti a fare ricchi gli Inuit, oggetto invece di colonizzazione imperante e violenta da parte danese, da secoli) mentre invece la prima risposta dell’EU è stata quella di mandare l’esercito in loco, pensate voi, vedasi oltre, è chiaro che sui media si è fatto di tutto per confondere le acque.
Spieghiamo qui i due casi, 1. propaganda sulla Groenlandia e 2. cosa succederà in Ucraina, due argomenti collegati. Che depongono molto male per i popoli europei.
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Cosa è successo in Groenlandia, tra USA e Europa
Semplicemente, come detto sopra, Trump vuole fare un accordo con gli Inuit local, facendoli ricchi e convincendoli ad aggregarsi agli States. Come lo sono le isole Marshall, un protettorato. E come lo furono le Isole Hawaii prima di diventare uno stato USA, nel 1959, in fondo agli hawaiiani è andata molto bene, che dite…
Come speriamo ben sapete con la legge del 2009 e successivi referendum gli Inuit possono staccarsi dalla Danimarca quando lo desiderano, gli è stato finalmente permesso, ne hanno facoltà.
Infatti come da legge di autogoverno del 2009 (sezione § 21), la Groenlandia può dichiarare la piena indipendenza se vuole perseguirla, ma dovrebbe essere approvata con un referendum tra il popolo della Groenlandia e dal parlamento danese. È stato sostenuto che, poiché una volta era formalmente una colonia, secondo il diritto internazionale la Groenlandia ha anche, separato dalla legge del 2009, il diritto di autodeterminazione e potrebbe fare una dichiarazione unilaterale di indipendenza. Un sondaggio del 2016 ha mostrato che c’era una netta maggioranza (64%) per la piena indipendenza tra il popolo groenlandese.
Capite che dunque Trump ha tutto il diritto di chiedere, anzi convincere gli Inuit ad aggregarsi agli States facendoli felici e ricchi, nel caso, se lo vogliono i locali; ben sapendo che la distanza dagli USA alla Groenlandia è immensamente minore di quella che c’è dalla Danimarca, geologicamente e geograficamente la Groenlandia appartiene infatti alle Americhe, NON all’Europa!
Dunque, stante quanto sopra, il primo titolo di Repubblica sull’argomento diceva tutto, lo citiamo, almeno capite: in soldoni, diceva che gli USA vogliono fare un accordo coi locali (e implicava che gli stessi States sapevano di avere ottime carte, o meglio i danesi hanno pessime carte in mano visto il loro passato coloniale, vedasi oltre); mentre gli EUropei mandano l’esercito in loco per impedirlo (ben rappresentando quanto emerso soprattutto lato Copenaghen e pure lato Parigi, vedasi oltre, la loro volontà coloniale)
Lascio a voi fare la considerazione di fondo su chi sia il vero colonialista, gli USA o gli europei…

Link al post, per verificare la data e l’ora, LINK

La Francia, chiaro atteggiamento colonialista, onde evitare che gli Inuit possano decidere pro USA con un referendum, ha già annunciato da tempo di voler mandare il proprio esercito, là, occhio alle date

La Danimarca manda militari in Groenlandia, occhio alle date
Passo successivo, il rappresentante della Casa Bianca S. Miller fa una intervista alla CNN, riconosciuta testata anti Trumpiana, dicendo che gli USA sono contro la colonizzazione. Dunque gli USA – sostiene Miller – faranno un accordo con gli Inuit, che sono solo 35’000 (in realtà sono circa 60’000, ma è differenza non sostanziale); ossia dice che ci sono pochi locali ed implica che fare un accordo a vantaggio degli Inuit sembra molto agevole.
Ma , notate bene, e aggiungiamo sotto la conferma sotto forma di video, S. MIller MAI dice che gli USA interveranno militarmente in Groenlandia, anzi lo esclude, vista l’esigua popolazione sottolinea che sarebbe inutile.
Piuttosto indica che spera nessun altro paese voglia invece attaccare gli USA militarmente, là; dunque per tale ragione non vede necessità di un atto USA in loco con l’esercito americano (cosa diversa, se qualcuno attaccherà gli USA che convincono gli Inuit ad andare con gli States, chiaro).
Il video originale è sopra e potete verificare cosa dice S. Miller, parola per parola. Ossia nel contesto quanto è emerso nei titoli dei giornali italiani vicini a Davos è semplicemente falso. Infatti, Repubblica poche ore tale video dopo cambia la notizia citata sopra con un’altra, falsata rappresentazione della realtà, dicendo: “Non è esclusa l’opzione militare“. Pazzesco.

Ecco la notizia sopra modifica, con LINK per data ed ora
Capite dunque come funziona la propaganda mediatica: la CNN fa di tutto per mettere in bocca a S. Miller parole non dette, intervento militare. Miller nega ed anzi ride sopra il tentativo della CNN di creare un titolo che in realtà non esiste, gli dice proprio così!.
Ma poi la notizia appare su Repubblica – comunque – come desideravano i redattori della CNN: l’intervento militare USA in Groenlandia viene inventato nei titoli!
Spero sia chiaro per altro che, visto il passato coloniale anche violento contro gli Inuit della Danimarca, gli Inuit di certo non avranno remore a staccarsi da Copenaghen.
A supporto vi proponiamo un importante studio indipendente, elaborato da nordici, in cui si spiega perfettamente la situazione della Groenlandia dentro la Danimarca, per le popolazioni Inuit. In sostanza l’articolo proposto esamina l’eredità del colonialismo danese in Groenlandia e il suo continuo impatto sulla governance contemporanea, sulla società e sui diritti indigeni. Esplorando come le politiche di assimilazione culturale, la rimozione forzata dei bambini e il controllo riproduttivo hanno modellato l’identità e l’autonomia della Groenlandia. Nonostante i progressi attraverso la Home Rule (1979) e Self-Government Acts (2009), la Danimarca mantiene il controllo su aree chiave, e le disuguaglianze sistemiche persistono. Il pezzo affronta anche il ruolo del cambiamento climatico, dell’interesse internazionale e della ricchezza delle risorse della Groenlandia nel rinnovare le richieste di piena indipendenza.
Per chi volesse poi una descrizione romanzata della situazione molto tesa tra Danesi ed Inuit basta leggere il bel libro “Il senso di Smilla per la neve“, scritto dallo scrittore danese Peter Høeg e pubblicato nel 1992.
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Cosa sta succedendo in Ucraina
I valorosi-coraggiosi-facinorosi, fate voi, hanno trovato ieri una quadra sull’Ucraina, sembra, con truppe europee in loco. Sembra che il fronte si sia unito “grazie all’attacco degli USA contro la Groenlandia“, in realtà trattasi dell’Europa che non riesce a fare a meno delle colonie per sopravvivere, diciamolo chiaro.
Va notatok che l’attacco USA non è stato specificatamente contro Copenaghen. O meglio, è stata la decolonizzazine proposta dagli USA il vero attacco, a danno delle elites veterocoloniali europee tutte, stesso drive fin dai tempi di Roosevelt, si sa (…).
Sia quel che sia, l’EU sembra aver trovato una certa unità, con l’Italia che arriva all’incontro un’ora più tardi, dice ok più o meno al piano dei facinorosi, ehm valorosi, ehm guerrafondai… insomma avete capito, ma NON manda truppe.
Spero capiate cosa significa tutto questo, perchè è chiarissimo.
A parte che l’EU ha bisogno vitale e coloniale delle risorse ucraine, stante che Kiev ha concluso da tempo un accordo diplomatico con Londra firmato dal dittatore Zelensky di per lo sfruttamento per 100 anni delle risorse primarie ucraine (ci sarà da ridere su come spartirsi il bottino, tra Londra ed altre capitali europee), quello che interessa è cosa capiterà dopo.
Per riassumere, ci sarà una tregua e l’EU manderà soldati in loco, in Ucraina. A questo punto immagino che succederà quanto segue, circa:
– i valorosi/facinorisi Europei fanno l’accordo/stop war in Ucraina, in realtà una tregua
– fine guerra formale
– si mandano truppe europee in loco (ma non le manda l’Italia)
– Londra e Parigi infilano le loro “truppe di pace”
– invece una volta posizionate scatenano un false flag in Ucraina, dando la colpa ai russi
– dunque Putin nuclearizza Parigi e Londra, con Germania danno collaterale inevitabile
Ci sta come sunto?
A parte che è bene l’Italia se ne stia fuori, infatti tra europei litigheranno presto su come spartirsi l’esiguo bottino ucraino, con il popolo Ucraino di troppo (infatti li hanno fatti fuori a frotte in trincea, parte del piano di Davos era proprio eliminare loro, i locali, onde non possano lamentarsi del ladrocinio neo-coloniale), ben capite che la guerra in Ucraina scatenata dagli Europei è inevitabile, a termine.

Se volete delle date, Martin Armstrong ieri ci ha dato una indicazione preziosa: secondo l’importante analista USA la recessione inizierà a fine 2026 e sarà forte nel 2027 e 2028. Ovvero prima del 2030, data del “non avrete niente e sarete felici” di Davos: quale miglior momento per scatenare una guerra contro la Russia, a cui dare la colpa di tutti i disastri europei?
Spero il sunto vi sia chiaro e vi abbia soddisfatto, in fondo si è solo trattato di mettere in fila i fatti e di collegare i punti.
Il messaggio finale però è sempre il solito: le elites storiche e veterocoloniali EU necessitano una guerra per poter nascondere al popolo i disastri di cui sono responsabili.
Peccato che in tempi attuali, coi social, è impossibile contenere i fatti, men chen meno cancellarli. Dunque aspettatevi in EU che blocchino i social, solo questione di tempo.
Buon 2026
MD






