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Home » A scanso di equivoci, noi sosteniamo Trump. Ossia siamo pro-Yalta. Ed anti-rinascita del nazismo (in) EU

A scanso di equivoci, noi sosteniamo Trump. Ossia siamo pro-Yalta. Ed anti-rinascita del nazismo (in) EU

Bene fare i dovuti distinguo: dopo che Hillary Clinton ha dato la sua approvazione alla nomina di Giorgia Meloni Premier, noi vogliamo chiarire che restiamo pro-Trump. I valori tradizionali che l'ex presidente USA rappresenta restano secondo noi l'unica speranza per chi si batte contro il Reset

mittdolcino by mittdolcino
4 Settembre 2022
in Post-sovranismo
- Leggere Disclaimer in fondo pagina
A scanso di equivoci, noi sosteniamo Trump. Ossia siamo pro-Yalta. Ed anti-rinascita del nazismo (in) EU
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Ammetto stupore. Quando abbiamo letto che Hillary Clinton di fatto supporta la premiership di Giorgia Meloni abbiamo capito tutto: a Roma si fa di tutto per il potere (al nord si dice cadrega, ndr).

Anche rinnegare un fascismo vincente nei termini di far risollevare il Paese dal disastro della prima guerra mondiale, fino al1938 (la R.S.I. invece era lo stato fantoccio tedesco nel nord Italia, NON era Italia [anche i Carabinieri vennero sciolti nella R.S.I], ndr).

Dunque vale la pena dichiararsi, a scanso di equivoci: noi restiamo pro- Trump e dei suoi valori, diciamo pure tradizionali in quanto in continuità col passato.

Ovvero, se Giorgia Meloni viene avallata da Hillary Clinton, per quello che la dominatrice Dem-USA rappresenta, non può essere la nostra candidata.



Direi che qualsiasi ex sovranista, “ex” nel senso che dopo il tradimento della Lega non esiste più alcun movimento che come tale si riconosca (ma nel cuore continuiamo ad esistere), dovrebbe secondo noi apprezzare il nostro ragionamento. Ricordatevi infatti cosa dicemmo post elezioni 2020: se nel caso fosse stata taroccata una elezione negli USA, immaginatevi cosa sarebbe stato fatto successivamente in Italia….

Appunto, dopo un annetto grasso abbiamo visto l’Italia:

primo Paese colpito dal COVID, primo paese come numero di vittime COVID, primo paese a mettere gli anziani nelle RSA coi malati COVID facendo una ecatombe, primo paese come malagestione COVID (“tachipirina e vigile attesa”, non c’era nemmeno bisogno di un medico), unico paese ad obbligare di fatto tutti alla vaccinazione per lavorare con un vaccino non testato in maniera canonica dall’EMA (ossia a lampante rischio talidomide, ma alla settima potenza), tra i primi paesi come danni da vaccino/effetti collaterali….

E senza includere lockdown di massa, con elicotteri e polizia che intervenivano in spiaggia a sanzionare isolati soggetti che durante il lockdown prendevano il sole…

Chiaramente nessun grande partito ha negato tale indecoroso andazzo pro- emergenza covidiana, NESSUNO.

Mentre, lo ricordo, Trump disse chiaramente che con lui al Governo il COVID sarebbe stato degradato ad influenza, quale oggi sembra essere post varianti.


Peggio di quello che c'è oggi, base PD e cadreghe, c'è solo un ex fascista ravveduto, cosi si dice, che venga eletto per portare avanti l'agenda di Davos.
A tale punto meglio scappare

— mittdolcino.com (@mittdolcino) September 4, 2022


*****

Chiaramente oggi chi è in pericolo è Yalta, ossia l’equilibro del mondo. Dove guarda caso l’EU e la Cina non erano presenti (che poi i governanti EU attuali siano contigui ad ex nazisti del passato è in larga parte una semplice constatazione, nipoti soprattutto).

Dunque, proprio tali due soggetti hanno sfidato gli USA, di Trump, con i fine di trovare un nuovo equilibrio. Chiaramente le cleptocrazie economiche che stanno sfidando Yalta si sono nascoste dietro l’architettura EU (notasi: cleptocrazie perchè, libro di storia alla mano, è stata proprio l’Europa sempre coloniale ad insegnare al mondo come rubare ai “poveri” ed ai “paesi poveri”, con le colonie, ndr).

Aiutati nell’intento di cambiamento forzato da basisti in loco, negli USA, non troppo diversi da quello che rappresentò lo Zimmermann Telegram e la gestione della Banca Thyssen a New York da parte di Prescott Bush, il mondo di Davos ha cercato il colpaccio. Poi rintuzzato dalla risposta bellica vicino al cuore dell’EU, proprio quando la testa dell’Idra nel triangolo Bruxelles-Berlino-Parigi pensava di aver raggiunto il suo scopo, prima di tutto di emancipazione energetica con Biden presidente (leggasi North Stream II, ndr)

*****

Insomma, “la metto giù” chiara: noi non accettiamo il Reset. Dunque se si deve depopolare, ce lo si dica.

A tal punto, se sarà assolutamente necessario si vedrà tutti assieme chi “liquidare”. Certo, nel caso, i responsabili anche politici del disastro attuale dovrebbero essere i primi a contribuire alla depopolazione terrestre, che dite…

Ormai questa farsa, che da questo inverno diventerà tragedia in assenza di sostentamento per chi non è stato lungimirante (…), ci ha stufato: chiaramente in Italia – VERO LABORATORIO DEL RESET – NON esiste alternativa politica al disastro, come la faccenda Meloni-Clinton nei fatti ci spiega.

E – spiacente – nemmeno i micropartitini nati per sfidare gli eventi COVID, di fatto, servono a qualcosa: noi li conosciamo tutti, anzi abbiamo pregato tutti tali partiti di creare un’unica forza politica al fine di fare squadra.

La risposta è stata, più o meno: nel paese dove anche essere presidente della bocciofila è importante, più o meno, “noi non rinunciano alla nostra creatura”.

Come capite, la sindrome di Prezzolini incombe.

*****

Il grande Prezzolini, che da professore della Columbia University a New York, soggetto che spiegò agli americani l’Italia, quando prima di morire volle tornare a parlare l’Italiano, dagli USA, non trovo il lido del trapasso nella Penisola. No, si sentiva troppo lontano dai disvalori civici che anche allora si percepivano. Dunque se ne andò a Lugano.

Anzi, l’archivio Prezzolini è stato ceduto alla città di Lugano, non all’Italia (chiaramente Prezzolini fu contraccambiato nella maniera dovuta: molto relativamente amato dall’establishment italico durante molti anni, a dir poco, troppo scomodo il Prezzolini, a dire le cose come stavano…).

Qui siamo, pre- elezioni del settembre 2022.

Chiaramente, capiamo benissimo,  non esiste alternativa allo Status Quo implosivo, un piano in cui l’Italia è il canarino nella miniera. Anzi, non esiste nemmeno vera opposizione visto che nessun partito si sogna di andare solo al governo, nemmeno come coalizione di area, nella crisi più devastante dal 1919.

Dunque sarà qualcosa di simile al Draghi II.

Precisamente per tale ragione il 25.9 (risultati il 28/29?) noi si starà a casa alle prossime elezioni, nessun voto. Anzi si, si voterà per il primo partito italiano, quello dell’astensione, prima volta nella vita alle politiche.

Il motivo è che non è questa l’elezione “buona”. Quella “buona” sarà la prossima.

Auguri a tutti, ne avremo bisogno in Europa.

MD

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