FACCIAMO FINTA CHE….

L’altro giorno riordinavo i libri, ogni tanto il lavoro manuale placa l’anima e soprattutto la mente.

Intimorito dalla mia antibiblioteca che dagli scaffali guarda la mia ignoranza, cercai di rifugiarmi nella sicurezza dei libri già letti.

Ipotetica città del futuro, vetro e acciaio fra la natura.

Ed ecco capitarmi in mano “Il sole nudo” di Asimov, un romanzo fra il poliziesco e la fantascienza sociale, almeno per quei tempi.

Oggi invece sembra un libro con qualche dose di preveggenza.

Descrive la società su Solara uno dei tanto mondi esterni colonizzati dall’uomo, ed oltre al fatto di specie, parla di un delitto all’apparenza irrisolvibile.

Nelle pagine si svela un mondo fatto di pochi uomini e donne, di elevato profilo sociale, tutti dediti a studi di frontiera nei vari campi.

Persone che vivono in case dagli spazi considerevoli, liberi da ogni lavoro pratico ed organizzativo, svolto da diversi robot di aspetto umano, e con caratteristiche confondibili a noi.

Tant’è che possono anche fare “l’amore” se il proprietario lo desidera.

In questo mondo dove bisogna fare chilometri per incontrare un altro umano e dove l’uso di energia e risorse pro capite è considerevole, vivono in estrema comodità questi umani fortunati.

Qualcosa accomuna queste genti, oltre alla loro capacità intellettive e cognitive ed alla loro impressionante cultura, presentano, in modo neppure così nascosto, il difetto dell’arroganza aristocratica del passato.  

A questo punto la mia fantasia non può che andare avanti laddove Asimov si è interrotto.

Facciamo finta che oggi, si proprio oggi, ci sia un piano, magari un piano che proviene dal passato.

E ribadisco questo concetto, facciamo  finta che.

Nulla di quanto scritto di seguito è vero, reale, è tutto solo fantasia, come i film di fantascienza che abbiamo guardato da ragazzi.

Genti che vivono generalmente sole in appezzamenti da 10Km quadrati, che parlano con sistemi di comunicazione simili ai nostri.

Persone che si occupano di massimi sistemi, sia nella scienza che nell’amministrazione politica.

Non c’è un governo, ma ci sono delle cariche che prendono decisioni in comitato, sono eleggibili, ma è un mondo pieno di nomine, per talento o per conoscenza….

Eh eh i vecchi vizi non si perdono mai.

Sul pianeta ci sono 7 – 8 milioni di individui con un infinità di risorse naturali ed energia, le macchine, i robot, si occupano di tutto.

Provvedono alla sopravvivenza dell’uomo, con l’agricoltura e l’allevamento naturale.

Non ci sono soldi, non servono, c’è così tanta abbondanza che si può avere tutto.

Questo è sorprendente, come avranno fatto gli uomini a cambiare pelle, ad aver sconfitto l’avidità?

O forse gli hanno solo cambiato maschera, l’avidità è uscita dal portafoglio per entrare nell’anima delle lotte di potere, mai estinte.

Lotte, ma con fair-play, come si addice ad una novella aristocrazia libera da pensieri e con brioches infinite.

Giunto a questo punto mi viene da immaginare e fantasticare il resto, che ha tinte più fosche di un mondo surreale di cui non si conosce l’origine.

Metto insieme i numeri, è una cosa che mi viene naturale, in fondo è parte della mia formazione culturale.

Facciamo finta che sia un mondo grande come la terra, con le stesse superfici emerse, di cui occhio e croce se ne possono abitare confortevolmente la metà.

Facciamo finta che la densità media sia 10Km quadrati per abitante ed ecco che escono i sette / otto milioni di umani, che dicevo prima.

Certo ci saranno città un po’ più dense e individui che amano stare in mezzo alla campagna, a contatto con animali e natura.

Tenute agricole perfette, gestite da robot.

In un modo così la fame e gli stenti sono un ricordo di un passato imperfetto.

Le tensioni sociali del lavoro evaporate di colpo.

La giustizia, a parte il delitto di Asimov, in un modo così è quasi inutile, perché dovrei rubare se ho già ogni cosa?

La sostenibilità? Anche sprecando oltre ogni immaginazione il numero ridicolo degli abitanti non fa neppure il solletico al pianeta.

Si mi direte, ma i robot non esistono!

Già è una mia fantasia, oggi però ho sentito un bel discorsetto del nostro ministro dell’innovazione tecnologica, vi consiglio di sentirlo a questo LINK

Con quello che ha detto, non si potrà d certo fare un robot scienziato, ma un robot contadino o allevatore sembrerebbe a portata di mano.

Di lui ci si può fidare, ha un curriculum di tutto rispetto, brilla nel mondo scientifico, l’ho letto anche qui, clicca sul LINK per approfondire

Pensate che nello stesso filmato si parla di micro robot, o forse nano robot, che possono una volta nel corpo umano individuare la cellula o un gruppo di esse malato.

Con queste informazione si può fare una diagnosi puntale.

Si può fare sintetizzare al micro robot la medicina, finanche un rimedio genetico che ripara ciò che si è guastato.

Facciamo finta che tutto questo possa essere alla nostro portata, diciamo fra 30 anni?

Sarebbe una meraviglia, nel mondo di fantasia con 8 milioni di persone, tutte in ottima salute e con cure che io non sperimenterò mai, vivere diventerà paradisiaco.

All’improvviso cade un libro dall’antibiblioteca, svegliandomi dal sogno fantastico.

Siamo in piena crisi di un modello economico sbagliato, corrotto e fallito.

Attaccati da una pandemia di origine confusa, con la fame nel mondo mai risolta e problemi energetici da tutte le parti.

In mezzo a tutto ciò ci sono quasi 8 miliardi di anime che aspettano di essere traghettate nel nirvana, chi  dice a questi ultimi che c’è posto solo per 8 milioni?

Forse lo stanno già dicendo o ancora immagino?

E intanto un miliardario vola nello spazio, magari sta cercando Solara per noi.

R. Z.

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