La nostra intervista a Francesco Carraro. “Dobbiamo creare reti civili di persone consapevoli”

Abbiamo intervistato l’avvocato e scrittore Francesco Carraro, persona di notevole cultura e di grande umanità.

Un nuovo mondo è dinnanzi a noi. Anzi siamo in cammino verso una nuova realtà. Siamo nel tunnel che ci condurrà verso questa nuova società.

Come sarà questa nuova società?

Nessuno può in realtà saperlo. Nemmeno i padroni del discorso sono in grado di prevedere le conseguenze dei loro atti, dei loro gesti. Se esiste un meccanicismo in natura, questo è molto più grande di noi.

Noi possiamo coglierne soltanto un lembo e muoverci in uno spazio limitato. Possiamo intuire brandelli di quelle che definiamo leggi di natura.

Il nostro limite, però, può anche essere la nostra salvezza. Nella nostra ignavia possiamo vivere e possiamo esperire il libero arbitrio.

Proprio l’ignoto, che a livelli più alti di consapevolezza, stando alla scala di Kardašëv, potrebbe rivelarsi come non tale, ci permette quello sforzo continuo e misterioso verso quello che metaforicamente definiamo alto. E verso queste alture ci muoviamo, ignavi, folli e sognatori.

Dentro noi stessi, è lì che dobbiamo guardare, prima di avventurarci nella mischia umana, nella pantomima, che Dante e Balzac avevano a loro modo definito “Commedia”. Perché è dalle nostre comunità, che dobbiamo partire.

Dalla nostra famiglia. Un buon padre, un buon figlio, un buon amico. Questo non significa che dobbiamo chiuderci nei nostri piccoli borghi esistenziali e lì produrre piccoli paradisi che, prendendo a prestito il lessico di Baudelaire, definirei artificiali.

Tutt’altro. Dobbiamo essere consapevoli del mondo che ci circonda, dei mutamenti che avvengono. Che ci piaccia o no, non possiamo controllare tutto. Non possiamo dirigere i processi storici dove vorremmo.

Prendiamone atto e creiamo oasi e comunità consapevoli, nelle quali la libertà di pensiero, di parola, la volontà di vivere, possano prosperare. I padroni del discorso creano illusioni e ci fanno credere di avere la nostra vita nelle loro mani. Ma non è così.

Noi abbiamo molta più libertà di quanta crediamo di avere. Usciamo dalla casa degli specchi deformanti, concepiamo nuove opportunità. Questo messaggio non è rivolto, ovviamente, a tutti. Come dice Francesco Carraro “non possiamo spremere sangue dai muri”, cioè non tutti possono capire.

Noi di MittDolcino stiamo ininterrottamente lavorando per la costruzione di una rete di professionisti anglosassoni, italiani e non solo che possano contrastare attraverso le loro analisi, la loro interpretazione lo scempio che abbiamo dinnanzi. Si tratta di una rete civile e sociale, di una comunità nazionale e internazionale, della quale fare parte ed essere buoni membri.

Ringraziamo Francesco Carraro per questa bellissima intervista. Abbiamo parlato con un grande uomo, il cui spessore morale è per noi fonte di insegnamento e di ispirazione.

Potete vedere l’intervista su Rumble:

https://rumble.com/vj2if1-la-nostra-intervista-a-francesco-carraro.-dobbiamo-creare-reti-civili-di-pe.html

O su YouTube:

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l’Alessandrino

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