La nostra intervista al Dottor Massimo Citro. “Basta essere degli schiavi della paura e del sistema! Siamo potenti, siamo figli di Dio, non dimentichiamolo”

Vi presentiamo la nostra intervista al Dottor Massimo Citro.

Il Dottor Citro, autore di numerosi libri tra cui il best seller Eresia, ci delinea un quadro che va oltre l’aspetto sanitario. In quanto professionista onesto ha compreso che la salute non c’entra nulla con quanto sta accadendo.

Ritengo che anche molti convinti fedeli della nuova ortodossia sanitaria sappiano in cuor loro, che qualcosa non quadra in questo nuovo credo, costruito in quattro e quattr’otto da i padroni del discorso. Ma non sono i ciechi seguaci di un disegno ben congegnato e a tratti disturbante, che ci interessano.

Noi vogliamo concentrarci sugli esseri umani. Su coloro che hanno coraggio e quindi cuore per affermare la propria essenza divina. Forse tempi tanto duri sono necessari per ristabilire quell’ordine che sembrava anche prima del 2020 perduto.

Perché diciamolo chiaramente la società Occidentale navigava in acque frastagliate già da oltre mezzo secolo. La costante diffidenza, non solo nei riguardi del prossimo, ma soprattutto nei confronti di se stessi, ha posto le basi di questo nuovo sistema, che nonostante sia traballante, in qualche modo, ancora si regge sui suoi piedi d’argilla.

Perché la storia si ripete. I Nazisti nel ’39 erano all’apice del loro successo. Bastarono tre anni per capovolgere quel successo e trasformare ciò che sembrava essere collaudato e che doveva rappresentare la Nuova Normalità in un disastro epocale.

Perché avvenne quel disastro? Lascio ai lettori la briga di andare a spulciare la folta letteratura a riguardo. Il mio compito è buttare qua e là determinati indizi. A voi la ricerca della Verità.

Non so quale sarà l’esito di questo confronto tra forze di diversa natura, che si contendono la supremazia sul pianeta nel quale viviamo. Quello che so è che uomini liberi e consapevoli come il Dottor Citro sono fari di luce in una notte oscura e tempestosa. Mi si perdoni l’allusione, a incipit favoleggianti di infantile memoria, relativa alla specificità temporale in cui metaforicamente ci troviamo: quella di una notte, quella del buio.

La notte, il buio ci riporta a una paura atavica insita nel cuore dell’essere umano. Una paura che ben conosciamo, ma che dobbiamo superare. Una paura che una volta compresa e dominata può forgiare la nostra anima, può renderci degni cittadini del mondo che verrà. Perché non tutti entreranno nel Regno dei Cieli.

Ringraziamo il Dottor Citro per questo intervento calzante: non solo un grande professionista, ma anche un grande uomo, consapevole, coraggioso e libero.

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Nel suo libro Eresia lei parla del “Sistema”. Di che cosa si tratta? Che cos’è questo sistema?

L’ho chiamato così perché negli anni 60-70 si usava chiamarlo così. Il “Sistema” è oggi costituito da élite finanziarie, quindi parliamo di grandi banche, dei loro vertici, di aziende multinazionali e di tutto ciò che ha a che fare con loro.

Si tratta di realtà strettamente collegate fra di loro a costituire un sistema finanziario di tipo oligarchico che, ormai, detiene un potere economico talmente forte da riuscire a condizionare non solo i Governi, ma anche il mainstream, la stampa.

Quasi tutta la comunicazione è ormai in mano a queste élite finanziarie. Praticamente si sono infiltrati ovunque: nella sanità, nella politica, nella scuola. Progressivamente… è un lavoro che ha richiesto decenni.

Ormai direi che è evidente a tutti. Non si tratta di complottismo, non si sta inventando nessun complotto. Si vede che dominano in qualunque situazione.

Non c’è nulla di cui stupirsi, si sa che il potere proviene dal denaro. Ora, quando ci sono banche che hanno capitali di trilioni di dollari o privati, come tanti di cui conosciamo il nome (negli Stati Uniti soprattutto) che hanno trilioni, a quel punto è ovvio che esercitano un potere. Ce l’hanno. Il denaro dà potere. Perché non dovrebbero esercitarlo?

Siamo immersi in un clima di terrore. Quanto è giustificato tutto questo, con un virus la cui morbilità è molto bassa e la cui letalità è dello 0,2-0,6%?

Ha detto bene. La contagiosità è alta, ma la morbilità è bassa e la letalità è bassissima. Il terrore è mediatico.

È stato costruito apposta.

Si vuole spaventare la gente per cercare di giustificare le violazioni del Diritto, delle Leggi, della Costituzione. Si vuole, e lo vediamo, mandare sul lastrico non solo milioni di famiglie, ma le Nazioni.

Le Nazioni sono come delle aziende. Quindi se la Nazione fa fallimento, chiude e si arriva a uno dei loro desiderata, che è quello del governo unico, un calderone nel quale si devono sciogliere le varie identità nazionali.

Se guardate, il Sistema, io l’ho scritto in “Eresia”, vuole annientare qualunque tipo di identità: identità nazionali, identità culturali, identità personali (quindi l’individuo non conta più), identità religiose, identità sessuali.

Loro sognano un mondo per lo più fatto da schiavi e macchine. Ci stanno portando al transumanesimo: la morte dell’umanesimo –  delle emozioni, dei sentimenti, dell’amore eccetera – e ridurre tutto a macchine e, attenzione, alle famose intelligenze artificiali, che andranno a sostituire un sacco di categorie umane, a cominciare dai medici stessi.

Questi spariranno progressivamente: si andrà a farsi curare da un robot. Non è fantascienza, è la tristissima realtà che ci aspetta se non prendiamo posizione e non reagiamo.

Lei dice che è stata fatta una gran confusione dai media nei confronti di questa malattia? Come mai? Sottolinea spesso che impropriamente diciamo il COVID mentre giustamente dovrebbe essere la COVID.

La confusione è architettata ad arte, ed è perché l’oligarchia non ha un potere riconosciuto, perché non hanno investiture, non sono delle istituzioni, ma solo dei privati. Quindi, arrogantemente, si appropriano il potere e lo fanno spargendo il terrore.

Perché la paura, soprattutto la paura della morte, lo scriveva già Orwell (l’ho riportato nel libro) è la paura che paralizza di più.

Quindi, i media sono tutti per lo più al servizio del potere, perché del resto, se sei un giornalista e vuoi lavorare, devi scrivere quello che dicono loro.

Torniamo da capo: giocano sul terrore. Questa situazione, se guardata da  un punto di vista obiettivo, cioè ragionando, è ascrivibile a un’influenza più forte del solito, perché sicuramente il virus è stato modificato, quindi ha determinate caratteristiche.

Come tutte le influenze può arrivare a una complicanza di tipo polmonare, in questo caso anche trombo-embolico. La complicanza di questa, rispetto alle solite, è molto molto più grave. Ma solo la complicanza. Quindi il disegno di prevenzione avrebbe dovuto mirare a non arrivare alla complicanza, che poi è rappresentata quel 10% circa di persone che si ammalano.

Invece è stata giocata sporca e si è preteso di bloccare il contagio. Il contagio non si può bloccare. Quando un virus è così contagioso o non lo fai entrare nella Nazione o, una volta che è dentro, lo prendono tutti. Bisognava evitare e curare subito la gente, quando aveva i primi sintomi, invece non è stata curata.

Perché una parte della popolazione sembra dormire e sembra negare l’evidenza?

Dormono perché sono stati paralizzati con la paura.

Se lei vede nel mondo animale, ci sono dei predatori che terrorizzano la preda, che rimane lì paralizzata, non si muove, finché l’altro non la sbrana. Succede la stessa cosa: è un istinto animale.

Quindi la maggior parte delle persone viene proprio dominata dalla paura. Non ragiona. Lei pensi alla gente che, da più di un anno, sta davanti alla televisione tutto il giorno. Incollata a questa droga mentale, viene condizionata del tutto. Non ha più capacità critica. Non ha più capacità di ragionamento.

Molte persone sono anche pigre mentalmente. È più comodo per molti, anche se non fossero convinti, pensare che la situazione come viene dipinta dal sistema va bene.

È tutta una cosa brutta, ma arriva il vaccino salvifico che ci guarisce e va tutto a posto.

Se la raccontano. Questa è una fetta di persone sulla quale il Sistema sta lavorando molto, purtroppo.

Ma anche lo vedo fra i colleghi. Ci sono molti che subiscono i protocolli e non hanno per loro natura la curiosità di andare a capire: c’è un virus nuovo, questo dovrebbe stimolare la curiosità, lo spirito di ricerca. Io ho iniziato così.

Sono solo un medico. Non un virologo. Non sono nulla di tutto questo. Faccio lo psicoterapeuta. Però, di fronte a una novità tanto importante, quale la pandemia (non capita tante volte nella vita di vivere una pandemia), di fronte a un virus del tutto nuovo, si dovrebbe essere la curiosità di andare a capire, di dire: “Vediamo com’è.. vediamo cosa si può fare per i pazienti…”. Inizia tutto da lì e poi ti accorgi che c’è anche la truffa e, questo, è inaccettabile.

Tutta questa storia nasce da un inganno, in quanto (questo ormai è dimostrato) il virus è stato ingegnerizzato più volte e si sa anche dove e come (viene anche descritto nel libro).

Quindi nel momento in cui il sistema ti dice: Non è vero, si tratta di un virus naturale”, ti sta ingannando e se una storia comincia con una menzogna colossale, non può che continuare con la menzogna. Non si può pensare che abbiano mentito all’inizio e poi tutto il resto, da lì in poi, sia vero.

È tutto falso.

A cominciare alla PCR. Del resto il lavoro di Corman e di Drosken, del gennaio dell’anno scorso a Berlino – lo studio che ha avviato le PCR – è per buona parte sbagliato. Vari scienziati hanno chiesto, più volte, la ritrattazione di questo articolo, perché non è scientificamente valido. Infatti, i tamponi falsamente positivi e negativi, sono all’ordine del giorno.

Pensate, questo non è nel libro perché è successo poco tempo fa: una virologa olandese del gruppo di DrosKen, in una diretta alla radio nazionale olandese, ha dichiarato che con la PCR non si può dire se uno ha questo virus o meno. Si è scatenato un putiferio. Lei, alla fine, si è distaccata dal suo stesso gruppo, per dire finalmente la verità. Da noi non è neanche passata la notizia. Il sistema deve proteggere la menzogna. Quindi la PCR non è attendibile come test diagnostico, questo ormai risaputo.

La virologa dice: “Perché dobbiamo parlarne bene?”. Una delle strategie del sistema semina incertezza e l’ambiguità. In questo modo portano avanti i loro disegni.

Ad esempio, il nome: loro hanno dato il nome a questa malattia, Covid, in inglese, che sta per “Coronavirus Desease”, quindi è femminile, perché in italiano è “la malattia” da coronavirus. Poi esiste il virus, che è maschile, il SARS CoV-2.

Ora, il Covid non esiste: è una crasi priva di significato, e non si capisce se ci si riferisce al virus o alla malattia.

Lo troverete nel libro, è importante la differenza. Il trucco sta lì. Nelle statistiche ufficiali del Ministero, si trova la dicitura onesta: tot morti positivi al SARS-CoV-2.

Non c’è scritto: “Morti di Covid”. Sono morti non per la malattia, sono morti con una positività al virus.

Sono due cose diverse. Quindi potrebbe esserci il caso estremo, e ce ne sono chissà quanti, di quello che è morto per un incidente stradale, ma per combinazione aveva il virus nella faringe, e viene considerato come morto per quello.

Il Ministero scrive onestamente: “Con il virus”. Poi, il mainstream traduce: “Ecco sono morti di questa malattia”. C’è una bella differenza.

Come quando confondono la scienza con l’industria.

Ti dicono: “Stai tranquillo. I vaccini sono innocui. Lo dice la scienza.”

Eh no! Non è la scienza a dirlo. È l’industria. Sono due cose diverse.

L’industria gioca pro domo sua, la scienza in questa situazione non è in grado di esprimersi, perché non c’è letteratura, non c’è esperienza.

La gente oggi sta partecipando a una sperimentazione sulla propria pelle di vaccini che hanno un’approvazione per emergenza, quindi sono stati saltati tutta una serie di passaggi.

Una sperimentazione che scadrà per Moderna a dicembre del 2022, per Pfizer a dicembre del ’23. Quindi è sperimentazione pura, con tutti i rischi e pericoli connessi. E così è successo per tante cose: hanno confuso gli asintomatici coi sintomatici, coi malati.

Non hanno fatto differenziazioni.

Sento la gente qui: “Se prendo il virus, muoio.” No. Se prendi il virus nel 90% puoi essere asintomatico, ma se ti ammali hai nel 90% dei casi un’influenza forte, ma mai mortale.

Poi se scivoli in quell’aggravamento del 10% rischi anche di morire, ma bisogna dire che ci sono due situazione cliniche diverse: la forma lieve, mild in inglese, la forma severa che è quella più pericolosa. Bisogna evitare la forma severa e ci sono i mezzi per prevenire e per curare ai primissimi sintomi.

Figliuolo ha detto pubblicamente che stanno iniettando vaccini sperimentali di cui non sappiamo gli effetti. Lei come si spiega questo tilt comunicativo anche da parte dei vertici del Governo, dei media?

Sono d’accordo. Credo che stiano facendo una prova generale. Di errori ne hanno fatti tanti e ne fanno ancora. Di tilt cognitivi ne capiteranno ancora. Il fatto stesso di questa virologa olandese che lascia la nave, fa pensare che stia per affondare.

Quando i topi scappano da una nave…

Comunque io parlo anche come Capitano Medico, sono un Ufficiale dell’Esercito, quindi un Generale è tenuto a obbedire anche al di là di quelli che sono i suoi convincimenti.

Però può anche esprimerli, perché dietro un ruolo c’è anche un essere umano che sta dicendo la verità, perché questa è davvero una sperimentazione.

Guardate che c’è scritto anche nei moduli che uno va a firmare. L’EMA, nel suo comunicato, ha scritto che il vaccino può anche non funzionare e che non si conoscono gli effetti patologici a distanza di tempo.

Vuol dire che non si sa se ti dà degli effetti dopo anni. Certo che scritto così, uno pensa: “Beh se è scritto così, non ci sono.” No! Non si conoscono. Perché è sperimentale.

Quindi bisogna essere molto attenti, ma io penso che purtroppo ci sarà una selezione naturale.

Però è importante che chi non vuole venga tutelato.

Basta ragionare: se uno sta bene, perché deve vaccinarsi? Loro ti rispondono e questo è importante: “Il rapporto beneficio-rischio è a favore del beneficio.”

Ecco io vorrei che spiegassero qual è il beneficio? Io sono favorevole ai vaccini quando… il vaccino a cosa serve? Nasce come tentativo di prevenire una malattia che non è curabile: tipo il vaiolo, la polio e così via.

Ma un’influenza che invece è curabile, non ha bisogno di una vaccinazione. Loro, per ottenere l’approvazione in via d’emergenza, che richiede quattro condizioni importanti da rispettare, hanno mentito: la quarta di queste condizioni è che bisogna dichiarare che non c’è nessuna terapia al mondo per questa infezione e che solo il vaccino salverà l’umanità.

Questo è totalmente falso. Perché le terapie ci sono.

Quindi che cosa si aspetta uno dal vaccino? Che blocchi l’infezione? Non è così, perché nessun vaccino evita l’infezione. Questo vale per tutti i vaccini. Allora dicono che ti può dare una malattia più leggera. Ma scusate: è già leggera di suo.

All’inizio questa infezione è sempre leggera. Il problema è che può evolvere verso la complicanza, a volte nel giro di poche ore e di pochi giorni. Quindi torniamo al discorso iniziale (il gioco dell’oca ritorna sempre lì), dobbiamo cercare di evitare la fase severa, e non è il vaccino che lo fa fare.

La prevenzione: la vitamina D3, la K2, lo zinco, la vitamina C. ma poi ci sono tante terapie: il protocollo di Didier Raoult funziona benissimo. Noi lo applichiamo da mesi e li abbiamo tirati fuori tutti in 3-5 giorni. È quello con l’azitromicina con l’idrossiclorochina o il cortisone se ci sono controindicazioni alla china; l’ivermectina che si può aggiungere a questo schema di terapia. Il plasma l’hanno affossato in tutti i modi in Italia, ma i cinesi che erano venuti prima degli italiani, lo hanno pubblicato chiaro dicendo che funziona, purché a tempo, appena il paziente arriva in ospedale.

L’aiuto dell’ozono-terapia, c’è una vasta letteratura in questo campo; la vitamina C in vena – io l’ho messo nel libro – in Cina ne hanno usato anche 20 grammi al giorno e funziona. È una malattia che spaventa per come è costruita. È un virus fatto per spaventare, ma non per uccidere, per fortuna.

Loro poi ti ripetono sempre lo stesso slogan: “ma tutti questi morti.”

A parte che se andiamo a vedere su tutti questi morti, andiamo a togliere due inverni, in cui in ogni inverno muoiono circa 20,000 persone per le complicanze di influenza e già 40,000 li togliamo così. Almeno la metà sono stati etichettati Covid e non lo erano.

Poi c’è il paradosso: in questo anno e mezzo non muore più nessuno di influenza, non muore più nessuno di cancro, per le statistiche, o di infarto o di altro. Ma poi quelli che effettivamente sono morti per questo è perché non li hanno curati, non in ospedale, ma a casa.

Anche solo ragionando, l’uomo della strada come si dice, ma se da una parte ti dipingono la pandemia mortale, la catastrofe dell’umanità e dall’altra, quando uno si ammala, ti dicono di non curarti e di stare a vedere cosa succede… ma siamo matti?

A parte che è anche omissione di soccorso. Ma se è veramente così grave, al primo sintomo gli devi dare la cura. Se ai primi segni della peste, in passato, che molte volte iniziava con un colpo di tosse o un raffreddore, avessero dato l’antibiotico, avremmo salvato milioni di vite umane.

Oggi, perché abbiamo i mezzi e non curiamo? Perché volevano fare un certo numero di morti.

Ma di fronte a una magistratura, un giorno, se mai si riuscisse, questi dovranno rispondere alla domanda: “Perché avete scritto sui protocolli che per i primi tre giorni non bisogna curarli?”

Se curo un paziente  dall’inizio, in tre giorni è già guarito.

Questo è il crimine: qui ci sono tutti gli estremi per una denuncia per  strage. È uscito un libro dopo il mio che è bellissimo e si chiama “Strage di Stato”. Con i due autori, durante la scrittura, ci siamo scambiati più volte dei documenti su cui lavorare.

Ho avuto il piacere di leggerlo in anteprima e loro di leggere “Eresia”. “Strage di Stato” è stato attaccato in modo davvero becero per la storia del Magistrato Gratteri. Quella è una questione più che altro politica. Il titolo è giusto, azzeccato: più che di Stato è una strage mondiale.

Necessiterebbero di una Norimberga 2 davvero. Ci sono tutti i documenti che lo provano.

Come possiamo uscire da questa dittatura? Vede una soluzione? Secondo lei il sistema crollerà da solo?

È stato costruito troppo bene negli anni. In questo momento il Sistema e i suoi rappresentanti sono fortissimi. Se continuiamo a non reagire, loro andranno avanti.

Quindi l’unica soluzione è che la gente, il popolo, quella famosa massa che loro tanto odiano e che disprezzano, perché prova sentimenti e perché ignorante, quella massa (perché loro temono la massa, loro hanno paura della massa) deve unirsi in modo non violento, lo sottolineo ogni volta, perché la violenza è inaccettabile da parte mia e da parte di chiunque abbia un minimo di cuore e rispetto per l’umanità.

L’alternativa non è fare la rivoluzione e farti sparare addosso, perché cadi in una trappola.

Noi dobbiamo prendere posizione in modo fermo, prima di tutto capire che ci stanno fregando, dopodiché unirsi e usare la famosa disobbedienza civile, il boicottaggio… quando si agisce in nome della disobbedienza civile non è un crimine.

Nessuno può dirti che sei illegale, che sei contro la legge, perché hanno dato dei premi Nobel ai capi storici della non violenza e della ribellione civile. Non è solo Gandhi, Martin Luther King, ricordiamoci Ernst Junger, Henry David Thoreau che è colui che ha ispirato Gandhi. Rileggere questi autori: Whitman, Thoreau e la sua “Vita nei boschi”, il “Trattato sulla disobbedienza civile”. Spegnete la televisione e cominciate a leggere e a ragionare, soprattutto.

E poi nella conclusione del libro l’ho scritto, ho riportato la frase del Petrarca, il primo grande umanista da  contrapporre a questi transumanisti e dice: “Restituisci te a te medesimo.”

Noi dobbiamo restituirci a noi stessi. Solo così potremo riconquistare la libertà. Perché la libertà non te la regala nessuno. Storicamente, te la devi conquistare.

La nostra forza dev’essere, secondo me, quella che dice  Gesù nel Vangelo, e anche i Grandi Maestri: “Ricordatevi che siete nel mondo, ma non siete di questo mondo.” Perché siamo entità spirituali di un’altra dimensione, in transito per recitare una parte in un mondo virtuale, un mondo che non esiste in realtà.

Tutto quello che noi percepiamo, non esiste, questo è quello che dice la Fisica quantistica, che va a dare manforte ai filosofi e ai maestri.

Perché dobbiamo spaventarci? Di che cosa? Della morte? Anche la morte è solo un’illusione. Delle cose che ti possono portare via? Portatele via. Sono solo cose.

Ma la nostra dignità di esseri spirituali, esseri potenti, di essere liberi vale mille volte più di tutto questo. Lasciamo a loro le cose e il mondo. Credono di aver costruito un paradiso in terra e soffrono all’idea che dovranno morire e abbandonare tutto. Lasciamogli il loro gioco.

Noi dobbiamo riportare, scusate la frase che a qualcuno potrebbe non piacere, ma è così: “Il Regno dei Cieli in questa terra”, perché noi apparteniamo a quella dimensione e Gesù la chiama “Il Regno dei Cieli”. Quello è il vero mondo. Questo è solo un’illusione.

Basta essere degli schiavi della paura e del sistema! Siamo potenti, siamo figli di Dio, non dimentichiamolo.

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l’Alessandrino

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