Intervista esclusiva al Sottufficiale dell’Aeronautica Militare Roberto Nuzzo. “Gli uomini e le donne in divisa sono figli del popolo e hanno giurato sulla Costituzione”

Abbiamo intervistato il Sottufficiale Roberto Nuzzo. Uomo di grande spessore morale, Roberto Nuzzo è un vero patriota.

Roberto Nuzzo scende in campo in difesa delle Forze dell’Ordine e di tutti i militari. Attraverso la creazione di un gruppo privato vuole dare la possibilità agli agenti di dialogare apertamente e di non temere le restrizioni e le censure che il sistema vigente impone.

Denuncia l’esistenza di un potere centrale che opprime i cittadini, che li vuole divisi e sottomessi. Un potere che ha stuprato la Costituzione, disinteressato al benessere del suo popolo, che protegge interessi privati.

Ha in progetto una grande mobilitazione pacifica, nella quale, dice, il popolo farà sentire la sua voce, opponendosi a quell’obbrobrio giuridico del decreto legge Anticovid e al suo famigerato obbligo vaccinale per tutti i sanitari.

Roberto Nuzzo ha annunciato la nascita di un progetto politico. Ci ha parlato di una nuova entità politica che prende corpo dal basso, dal dolore del popolo e dal suo grido inascoltato.

Qui troverete la testimonianza di un uomo coraggioso e fedele ai valori della Costituzione, di un vero servitore dello Stato, ben consapevole del significato della parola “responsabilità”.

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Presentati ai nostri lettori. Chi sei e che cosa fai.

Sono un servitore dello Stato, perché avendo servito lo Stato per trentasette anni di onorato servizio nell’Arma Azzurra, l’Aeronautica Militare. Poi in secondo luogo sono un servitore dello Stato a riposo, perché finalmente, avendo raggiunto i miei requisiti, da un anno mi godo la “pensione”.

Avrei voluto godermela, ma mi ritrovo nelle condizioni di aver dovuto reindossare l’elmetto. Non ho fatto neanche in tempo a toglierlo, che mi ritrovo di nuovo in pista e in campo a difesa della Costituzione, come ho sempre fatto per trentasette anni.

Parlaci del gruppo che avete creato insieme all’Avvocato Jens Biermann per raccogliere membri delle forze dell’ordine che vogliono difendere la Costituzione?

L’idea è stata dell’Avvocato tedesco che ha già avuto successo in Spagna e in Germania e si è rivolto anche in Italia e chiaramente ha intercettato me, essendo un esponente delle forze armate più in vista in questo momento. Io ho accolto con grande piacere la sua offerta, perché ho sempre avuto la percezione, la sensazione che le Forze dell’Ordine, gli uomini in divisa e le donne in divisa non fossero contrarie al popolo, perché in primis sono figli del popolo e secondo perché hanno giurato sulla Costituzione.

Nel momento in cui vengono fatte delle leggi, dei provvedimenti incostituzionali, che vanno nella direzione opposta di quella che è la Costituzione, un uomo delle forze dell’Ordine non può che rifletterci sopra e comunque disapplicarle.

Ho avuto la conferma su tutto questo, in questi giorni grazie alla creazione di questo gruppo, che ora siamo sulla soglia dei cento oramai.

Sento personalmente ognuno di loro e mi raccontano le loro esperienze, il loro percorso e il loro vissuto in questo ultimo anno.

Praticamente tutti mi hanno detto che nell’esercizio delle loro funzioni disapplicano queste norme assolutamente inaccettabili. Ma poi voglio dire lo stiamo vivendo tutti i giorni.

Non respiriamo più quell’aria di pressione e di persecuzione di un anno fa, nonostante qualcuno che ancora si comporta in modo scorretto, ma nella stragrande maggioranza non mi giungono feedback negativi da questo punto di vista. Quello che mi dicono è semplicemente la conferma di una consapevolezza che io già nutrivo.

Che cosa si propone di fare questo gruppo?

Questo gruppo non è altro che un luogo dove l’uomo in divisa e la donna in divisa possono esprimersi liberamente. Perché chi ha indosso una divisa ha più doveri che diritti. Abbiamo già delle restrizioni nel momento in cui ci sottoponiamo a un vincolo gerarchico.

Con il clima di sospetto che si è creato, si rischia di avere due colleghi che la pensano allo stesso modo, ma che non ne parlano perché hanno paura.

In questo contesto, in questo contenitore si può parlare apertamente dei propri malesseri, dei propri pensieri, del proprio punto di vista riguardo la situazione in atto, senza il timore comunque di essere criticati, segnalati, oppure emarginato o vessato, perché si è creato un clima di caccia alle streghe.

Non siamo né per operazioni eversive, né sovversive. Noi rispettiamo la Costituzione fino in fondo, per cui questo gruppo è semplicemente un luogo, chiamiamolo un circolo privato, dove degli amici vanno a chiacchierare in serenità del più e del meno.

Ho seguito l’intervista a “Dentro la notizia”. Avete parlato di un’ottima risposta da parte delle forze dell’ordine a questa iniziativa. Come sta andando?

Noi abbiamo il parametro della Spagna e della Germania. Jens mi ha detto che in Germania è iniziata due mesi fa ed erano una cinquantina, in Spagna da un mese ed erano trenta.

Noi siamo partiti da una settimana e siamo cento.

Direi insomma, con il parametro di confronto, che il malessere in Italia è molto più percepito che in altri luoghi, oppure molto probabilmente gli uomini e le donne in divisa sono molto più liberi, sono molto più forti e molto più ligi alla Costituzione che in altri luoghi. Non può che rendermi orgoglioso tutto questo.

Che cosa deve fare un poliziotto o un carabiniere, nel concreto, che non si sente di eseguire un ordine che ritiene incostituzionale?

Loro hanno dalla loro parte la possibilità di disapplicare un ordine incostituzionale, per cui rientra sempre nella logica dell’autonomia delle forze dell’ordine. Quindi loro possono benissimo non applicare un ordine sbagliato. Anche perché un ordine sbagliato che va contro la Costituzione può anche comportare una denuncia per la violazione di un codice di un articolo del codice di procedura, che ora onestamente mi sfugge, ma che comunque esiste. Quindi rientra nell’autonomia dell’agente poter non esercitare un ordine sbagliato.

Avete un sito o un canale preferenziale dove potete essere contattati? L’avvocato Jens Biermann ha detto che in Spagna c’è https://policeforfreedom.org/ . Esiste qualcosa di simile anche in Italia? Cosa deve fare un carabiniere o un poliziotto per contattarvi?

Non abbiamo un sito al momento, ma sono raggiungibilissimo io con la mia mail nuzzo.roberto@gmail.com oppure cercandomi su Telegram @roberto_nuzzo. Mi trovano facilmente insomma.

Vorresti aggiungere qualcosa?

Noi abbiamo delle cose in pentola che stanno bollendo molto importanti.

Abbiamo attuato una sala operativa con tre numeri di telefono, dove abbiamo invitato tutte le associazioni, portatori di interessi collettivi, di movimenti, comitati, gruppi, Facebook, tutte le persone che possono rappresentare un certo numero di altre persone a contattare questi numeri, qualora volessero partecipare alla mobilitazione nazionale per il blocco del decreto legge dell’obbligo vaccinale.

Contestualmente, posso dirti che è stato attivato tre giorni fa dalle sette del mattino a mezzanotte questi numeri sono continuamente occupati e che le chiamate che stanno arrivando sono centinaia.

Questo coinvolge tutta la società civile?

Tutta la società. Tutti coloro che hanno interesse a far rispettare la Costituzione e sono contrari all’obbligo vaccinale. Parliamo del siero. Ed è inaccettabile sotto ogni punto di vista perché sono sperimentali.

Vuoi lasciarmi i numeri?

I numeri sono 3291063666, 3480610705, 3201784902. Questi sono i numeri della sala operativa che abbiamo messo a disposizione. Contestualmente voglio anche dire che il 24 aprile dalle ore 14.00 presso il Circo Massimo si terrà l’Assemblea di tutti questi portavoce, assieme anche a cittadini liberi che vorranno partecipare.

Si terrà l’Assemblea che deciderà la data della mobilitazione. Stabiliranno anche tempi e modi, tutte le tempistiche. Ci sarà una mobilitazione che inizia quel giorno, ma non sappiamo quando finisce, perché noi non intendiamo andar via fino a che non ritireranno quel decreto. Inoltre sono state concordate delle condizioni di alloggio con il Grand Hotel Parco Tirreno che offre mille posti e con Camping Town sempre sull’Aurelia per offerte di vantaggio per chi viene da fuori per partecipare a questa grande  mobilitazione del Paese che sicuramente sarà unica nella sua storia, in quanto quantità e forza di mobilitazione.

E nello stesso tempo preannunciamo che manderemo un messaggio, una PEC, scriveremo al Ministro degli Interni e al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito che è anche Prefetto per quanto riguarda le Forze dell’Ordine per intimarli a non sbarrare la strada al popolo che ai sensi della Costituzione intende manifestare il dissenso con diritto di parola, di pensiero e di manifestazione.

Non osassero bloccare il popolo.

Perché l’idea di bloccare va bene nel momento in cui tu hai un’invasione di facinorosi che vogliono mettere Roma a ferro e fuoco.

Non puoi permetterti di bloccare un popolo sovrano che ha il diritto di  manifestare il proprio dissenso per un atto illegittimo quale l’imposizione di una somministrazione di un farmaco sperimentale che va in violazione di ogni trattato internazionale sui diritti umani, per esempio il Trattato di Oviedo e il Trattato di Norimberga.

Ci aspettiamo che le Forze dell’Ordine accompagnino il popolo pacificamente a manifestare e a proteggere il popolo da eventuali tentativi di infiltrazioni per creare caos. Il popolo che si muove è composto da medici, infermieri, imprenditori, partite IVA, genitori, lavoratori anche con le stellette, gente pacifica che non ha nessuna intenzione di accettare posizioni illegittime.

Quindi non c’è nessuna guerra, ma semplicemente un popolo che si muove sullo stile di Gandhi.

Vuoi aggiungere qualcos’altro?

Si ci sarebbe qualcos’altro. Sempre questo popolo in movimento, che si muoverà per questa mobilitazione, si sta muovendo anche sul piano politico.

Ha deciso di organizzare una federazione tra tutte queste realtà per presentarsi con un soggetto politico, con un programma politico alle elezioni politiche perché ha acquisito la consapevolezza che in questo momento nel Paese non esiste una minoranza, un’opposizione come in ogni Paese democratico, ma esiste un’oligarchia unica, un totalitarismo mascherato e quindi avverte il bisogno di creare un soggetto politico che possa ripristinare la Democrazia, lo Stato di Diritto, il rispetto dei Diritti Umani e della Costituzione.

Questo percorso è iniziato il 10 aprile da Benevento assieme alla Dottoressa Ornella Mariani, al Dottor Arnese e ad altre autorevoli personalità che sta infiammando il Paese e che entro breve tempo, entro pochi mesi porterà alla formazione di un forte soggetto politico popolare che nasce dal basso, ma radicato molto forte come dei vasi sanguigni in un corpo umano fino al paesino più remoto sul cucuzzolo della montagna. Queste sono le cose più importanti che ci tenevo a comunicarvi che è giusto che il Paese sappia.

Ha un nome questa federazione?

Il nome provvisorio è “Comitato federativo di liberazione”.

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l’Alessandrino