Buone notizie dall’Iran: gli israeliani stanno ancora lavorando per fermare il “programma nucleare iraniano”

Michael A. Thiac per The American Thinker

Uno dei tanti disastri degli anni di Obama è stato l’”accordo nucleare” con l’Iran, formalmente noto come “Joint Comprehensive Plan of Action” (JCPOA).

In cambio di 1,7 miliardi di dollari (di cui 400 milioni in contanti), abbiamo ottenuto … la loro promessa ad essere buoni.

Bene, nessuno si aspettava che gli iraniani mantenessero la loro parola e, in effetti, hanno continuato a lavorare per produrre armi nucleari.

Ma oggi abbiamo sentito delle buone notizie dal deserto iraniano. La loro “struttura di ricerca” sul nucleare ha subito un durissimo colpo.

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Secondo il New York Times di domenica:

Un blackout — sembrerebbe causato da un’esplosione — ha colpito domenica scorsa il sito iraniano per l’arricchimento dell’uranio di Natanz.

I funzionari iraniani lo hanno definito un “atto di sabotaggio” che, secondo loro, è stato effettuato da Israele.

Il blackout ha iniettato nuova incertezza negli sforzi diplomatici iniziati la scorsa settimana per salvare l’”accordo nucleare” del 2015, ripudiato dall’Amministrazione Trump.

L’Iran non ha detto con esattezza cos’è che ha causato il blackout. Il sito, peraltro, è pesantemente fortificato ed è già stato obiettivo di altri sabotaggi.

Israele, da parte sua, ha pubblicamente rifiutato di confermare o negare qualsiasi responsabilità.

Ma funzionari dei Servizi Segreti americani e israeliani hanno ammesso che Israele abbia giocato un ruolo.

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Quanto grave sia stato il danno è ancora da determinare (*), ma possiamo credibilmente supporre che sia stato causato dagli israeliani.

Ed ecco la reazione dell’Iran.

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L’Iran definisce il blackout del sito atomico di Natanz “terrorismo nucleare”

DUBAI, Emirati Arabi Uniti (AP) — L’Iran, domenica scorsa, ha definito il blackout al suo impianto atomico sotterraneo di Natanz “un atto di terrorismo nucleare” che aumenterà le tensioni nella regione.

Ali Akbar Salehi, il capo dell’”Organizzazione per l’Energia Atomica dell’Iran”, non ha direttamente incolpato nessuno per l’incidente.

Sono pochi i dettagli su quello che è successo domenica mattina nell’impianto, descritto inizialmente come un blackout causato dalla rete elettrica che alimenta il sito.

Molti media israeliani hanno offerto la stessa valutazione. Ovvero, che un cyber–attacco abbia oscurato Natanz e danneggiato la struttura che ospita le centrifughe …

Se fosse stato Israele a causare il blackout, sarebbe consequenziale un aumento delle tensioni fra le due nazioni, già impegnate in un conflitto–ombra in tutto il Medio Oriente.

L’”incidente” complica gli sforzi effettuati dagli Stati Uniti (il principale partner per la sicurezza d’Israele) per rientrare nell’”accordo atomico”, concepito per limitare il “programma nucleare” di Teheran, in modo tale che non possa realizzare un’arma nucleare …

“… Non conosciamo ancora la ragione di questa ‘interruzione di corrente’ e dobbiamo indagare ulteriormente”, ha detto Kamalvandi.

Alla domanda se fosse conseguenza di un “difetto tecnico o di un sabotaggio”, Kamalvandi ha rifiutato di commentare.

Natanz era già stato oggetto, a luglio, di una misteriosa esplosione nel suo “impianto di assemblaggio di centrifughe avanzate”, che le Autorità hanno poi descritto come un sabotaggio.

L’Iran sta ora ricostruendo quell’impianto nelle profondità di una montagna vicina …

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Possiamo solo sperare che il lavoro degli israeliani contro il “programma di armi nucleari iraniano” abbia successo.

Gli Stati Uniti non si opporranno, almeno per il prossimo futuro.

Se volete un eccellente libro sul programma mirato degli israeliani, leggete Rise and Kill First.

In origine, il Mossad prendeva di mira ex ufficiali nazisti e terroristi palestinesi.

Ma, con il passare degli anni, i nazisti e i palestinesi sono diventati per lo più “silenziosi” e, ora, gli israeliani hanno un nemico più pressante:

 “… L’Iran ha incolpato Israele anche per l’uccisione dello scienziato che aveva dato inizio al “programma nucleare militare” del Paese decenni prima.

Il virus informatico Stuxnet, scoperto nel 2010 (ritenuto una creazione congiunta USA-Israele), aveva già interrotto e distrutto una volta le centrifughe iraniane a Natanz …”

Il recente modus operandi del Mossad è quello di uccidere il “bersaglio” ed entro poche ore gli operatori sono già fuori dall’Iran.

Il giorno dopo, i collaboratori dello scienziato/tecnico/ufficiale ormai deceduto ricevono una mail con le foto del suo corpo.

Il messaggio è molto chiaro: “Siete i prossimi se non vi fermate”.

Ricordate, Israele è stata fondata su due parole: “Mai più”.

Gli uomini e le donne che lavorano a queste operazioni non hanno problemi a uccidere gli scienziati nucleari che lavorano per dare ai mullah i mezzi per cancellare Israele dalla carta geografica.

Non è un segreto che Israele abbia sviluppato armi nucleari fin dall’inizio degli anni ‘70 e, una fonte aperta, ha detto che possiede fino a 500 testate nucleari (come l’America, Israele non conferma e non nega).

Si dice che Tel Aviv sia stata vicina a usarle nel 1991, quando l’Iraq lanciava missili SCUD verso Israele, nella “prima guerra del Golfo”.

Tuttavia, nella situazione attuale trovo qualcosa d’inquietante.

In una discussione su Facebook con un mio amico molto Liberal, quando gli ho chiesto se gli iraniani stavano sviluppando armi nucleari, così ha risposto: “Chi siamo noi per dire che non possono averle … hanno lo stesso diritto di qualsiasi altra nazione”.

Ho guardato il suo post e mi son chiesto quanto abbia bevuto in quest’ultima settimana.

Il problema è che il suo punto di vista riflette la posizione di molte persone a sinistra.

In parte è per il loro innato antisemitismo.

In parte è per l’ingenua convinzione che l’Occidente in generale, e gli Stati Uniti in particolare, non abbiano alcun titolo per criticare qualsiasi altra nazione, sulla base delle solite storie (schiavitù, maltrattamento degli indiani, ecc.).  

E ancora, non è un segreto che l’unica nazione dotata di armi nucleari, in Medio Oriente, sia Israele — lo è da mezzo secolo!

Ma, nonostante i molteplici attacchi subiti, non le ha mai usate.

Qualcuno con un QI a due cifre pensa davvero che se i mullah di Teheran avessero avuto delle armi nucleari, negli ultimi quarant’anni, non le avrebbero usate?

Mentre l’idiota alla Casa Bianca (in realtà Obama e gli altri “veri poteri” dietro il trono) si affretta a riavviare l’”accordo nucleare” con l’Iran, al fine di permettere il “programma di armamento nucleare” di Teheran, speriamo che qualcuno, a Tel Aviv, continui a ostacolarlo.

Israele non permetterà all’Iran di avere armi nucleari. Userà qualsiasi mezzo possibile per impedirlo pacificamente.

 Altrimenti, sceglierà altri metodi.

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(*) I danni all’impianto sembrerebbero notevoli, a leggere il Daily Wire: https://www.dailywire.com/news/israels-cyberattack-on-iranian-nuclear-facility-so-severe-that-facility-might-be-down-till-2022-report

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Link Originale: https://www.americanthinker.com/blog/2021/04/_good_news_from_iran_the_israelis_are_still_working_to_stop_the_iranian_nuclear_program.html

Scelto e tradotto da Franco