Cosa pensare della moderazione di Salvini e Le Pen?

Le alternative di cartone sono sempre meno convincenti

Redazione di Gaulliste Libre

Nel 2015,  Tsipras fu il primo oppositore radicale al “sistema dominante” ad essere eletto dal suo popolo.

Ma, dopo alcuni mesi, finì con il perseguire le politiche che aveva denunciato.

Da allora, molti “politici alternativi” hanno moderato il loro discorso, fino ad avvicinarsi all’ideologia dominante.

Nuovi esempi sono il Governo Draghi in Italia e l’articolo di Marine Le Pen su L’Opinion.

Queste alternative non sono davvero tali.

La situazione italiana diventò interessante quando il M5S e la Lega si unirono per governare.

Ciò che aveva unito Partiti fra loro dissimili — come ad esempio La France Insoumise e il Rassemblement National — sembrava essere la messa in discussione del quadro europeo.

Purtroppo, quando la Commissione Europea respinse il loro primo bilancio (che, per i suoi gusti, non riduceva abbastanza il deficit), per mantenere le promesse che avevano fatto in campagna elettorale i due Partiti accettarono rapidamente di rivedere la loro proposta anche se Macron, in Francia, stava presentando un bilancio con un deficit molto più grande del loro!

Già da solo, quest’episodio dimostrò che la rottura con il quadro politico europeo non sarebbe passata attraverso di loro.

E, oggi, il M5S e la Lega hanno accettato di far parte della nuova maggioranza guidata da Mario Draghi.

Ci si chiede, tuttavia, quale sia la comunanza politica [della nuova maggioranza] con questi due Partiti, visto che si erano presentati come alternative.

In Francia, ho sempre dubitato della capacità di Marine Le Pen di rompere con il quadro politico europeo.

La virata a 180° sull’euro, fatta fra le due tornate elettorali del 2017, confermò quello che da tempo pensavo di lei, da quando rinunciò all’elemento più importante del suo programma economico, quello che restituiva margini di manovra al nostro Paese.

E, da allora, continua ad andare alla deriva verso uno scialbo conformismo moralista su molte questioni, volendo sospendere Schengen solo per gli extracomunitari e finendo con il sembrare più morbida anche allo stesso Ministro dell’Interno.

Macron e la Le Pen sono impegnati in una corsa all’ultimo respiro per asfissiare i cosiddetti Repubblicani, ai quali non lasciano più il minimo spazio politico, diventando Macron sempre più di destra e Marine Le Pen sempre più moderata.

Una nuova puntata di questo viaggio elettorale è l’op-ed di Marine Le Pen, sul debito pubblico e il suo rimborso, pubblicato da L’Opinion.

Se da un lato il documento, scritto da qualcun altro, è tecnicamente abbastanza solido, dall’altro è ideologicamente di un conformismo stupefacente.

Non una sola riga di questo documento potrebbe non essere firmata dall’attuale maggioranza.

Dopo il libro di Darmanin, che la Le Pen sostiene di poter controfirmare, ecco la “tribuna economica” della Le Pen che Bruno Le Maire potrebbe tranquillamente sottoscrivere …

La monetizzazione dei debiti pubblici da parte delle Banche Centrali viene brevemente discussa, dimenticando che è una scelta politica sulla quale la Francia non ha più alcun controllo.

Il livello della monetizzazione, comunque, dovrebbe essere deciso democraticamente e non in modo arbitrario da qualche funzionario.

Anche la richiesta di un maggior sostegno agli investimenti è di una banalità tale che potrebbe essere sottoscritta da gran parte dello spettro politico.

Marine Le Pen, in fondo, sta facendo delle promesse di continuità con l’attuale quadro politico.

Alcuni la vedranno come una tattica solo un po’ cinica per facilitare l’ascesa al potere senza pregiudicare la determinazione a cambiare le cose, se dovesse arrivarci.

Ma quello che è successo dal 2015 in poi sembra indicare, piuttosto, che troppa moderazione (o ambiguità) da parte dell’opposizione è generalmente un segno della mancanza di determinazione nel cambiare le cose.

Molte di queste politiche “alternative” non sono migliori di quelle che dicono di voler sostituire.

Vogliono raggiungere l’obiettivo e non si preoccupano della linea di fondo … si posizionano come politici alternativi ma senza esserlo veramente.

Questo è ciò che unisce Tsipras, Salvini e Le Pen: una ricerca del potere totalmente fine a sé stesso, dove tutti i compromessi sembrano possibili per servire i loro piccoli interessi personali.

Da questo deriva una plasticità intellettuale piuttosto sorprendente …

Ma deludono, perché sono simili ai sostenitori del sistema.

Queste alternative di cartone sono sempre meno convincenti il che spiega, in Francia, perché i cittadini non siano soddisfatti di un nuovo duello Macron-Le Pen.

Ma, sotto la cenere dei dibattiti o delle superficiali prese di posizione, le braci del cambiamento bruciano più calde che mai.

Scommettiamo che la scelta tra le scadenti alternative e i veri difensori di un cambiamento del sistema sarà fatta rapidamente … e che sarà una buona scelta?

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Link: http://www.gaullistelibre.com/2021/03/que-penser-de-la-moderation-de-salvini.html

Scelto e tradotto da Franco