La nostra redazione abbandona definitivamente Whatsapp e passa ad un protocollo alternativo: la censura USA degli scorsi giorni, stile ex URSS, ha impaurito tutti. Sull’importanza dei propri dati personali: se rischi la censura, perchè condividerli?

Dall’8.2.2021 Whatsapp ha fatto sapere che, con una modifica unilaterale degli accordi di utilizzo del protocollo di messaggistica istantanea, i dati sensibili degli utenti (contenuti, IP, posizione, IMEI, altre applicazioni usate/installate, transazioni effettuate non solo da Whastapp ecc.) verranno messi a disposizione di Facebook, da cui Whatsapp è stata comprata anni fa. Ciò significa che i nostri dati saranno a rischio in quanto Facebook potrebbe attuare – a sua discrezione – una profilazione dell’utente in grado anche di individuarlo come soggetto singolo. Ossia condividere i dati con chi volesse poi sapere tutto di noi; poi vendendoli, tali dati. Chiaramente siamo stati tutti colpiti dalla perseveranza e dalla violenza USA con la censura negli scorsi giorni addirittura a danno del massimo esponente del popolo americano. Questo ci ha spaventato. Dunque la paura ci ha spinto a fare qualche deciso cambiamento nel modo in cui gestiamo i nostri dati, togliendoli dalla disponibilità dei moloch informatici. Ossia spostandoli a soggetti meno proni a censurare  e vendere i nostri dati. Questione di cautela. E di causa-effetto.

In effetti sembra di vivere un sogno distopico, gli USA che diventano come e peggio dell’URSS! Addirittura ieri il governo dell’Uganda ha bannato Facebook e Twitter dal Paese in quanto, anche giustamente secondo noi, se esiste una asimmetria tra chi può esprimersi e chi no in forza della censura attuata dagli stessi provider di servizi (piattaforme per altro estere) in un paese, allora tali piattaforme diventano non neutrali e dunque non garantiscono l’universalità del servizio. Per questo sono state bannate.

Voi non sapete quanto mi duole rilevare questo, io cresciuto a pane e America…

David Bowie, avrebbe detto: “This is not America…”

Il problema è che gli USA di oggi non sono più gli USA con cui siamo cresciuti. Ossia gli USA con cui eravamo abituati a convivere ed apprezzare. Ossia la censura sistematica ed incrociata degli scorsi giorni ha messo alla evidenza il segreto di Pulcinella, ossia la natura oligarchica del potere USA dove i miliardari possono tutto ormai. A danno del resto della gente, il famoso 99,9%.

 

Oligopolisti al potere negli USA

Con tale andazzo ritengo che gli USA abbiamo buttato alle ortiche 200 anni di patrimonio storico di democrazia: infatti dalle elezioni che hanno incoronato Biden, lasciando stare le sospette frodi elettorali, soffermandoci su quanto è INCONTROVERTIBILE, la censura mirata e concentrica dei media USA, gli States come sistema hanno perso il primato democratico – ossia soprattutto morale – che avevano globalmente dai tempi di Alexis de Toqueville, quando l’Europa da sempre elitaria e aristocratica bloccava gli accessi ai gradini più alti del potere ai parvenu (cancellando qualsiasi meritocrazia interna), al contrario degli USA apprezzati per questo da Alexis che puntavano sulla libera imprenditoria dal basso, favorendo e premiando il merito.

Oggi gli USA sembrano ormai, dopo gli esempi blasfemi in termini democratici degli scorsi giorni, con metodi non dissimili dalla vecchia URSS (dove una cupola di privilegiati governava e faceva la bella vita a danno dei milioni di cittadini sovietici) sono passati dalla parte del torto, perdendo l’autorità morale per dirigere il mondo in senso appunto “democratico”.

Si, perchè se andate in fondo al problema, tutto questo caos è stato ingenerato con un fine molto chiaro: evitare la redistribuzione di ricchezza, mai così concentrata in mano di pochi nella storia umana moderna. Forse solo nella Belle Epoque, a cui successe la prima guerra mondiale, una nemesi degli eccessi precedenti.

Il costo della guerra: la redistribuzione della propria ricchezza da parte di chi è tanto ricco…

Il motivo di tale apparentemente suicida tendenza umana che oggi si impersonifica nella censura e ne controllo della popolazione – ossia dei dati sensibili – dipende dalla natura stessa del capitalismo: regolarmente raggiunge i suoi limiti, che sono appunto due facce di una stessa medaglia, non essere in grado di controllare (1.) sia l’eccessivo accumulo di ricchezza in mano di pochi che (2.) la disoccupazione.

Dunque, onde evitare la inevitabile redistribuzione dei patrimoni accumulati in modo parossistico nell’Occidente nell’Epoca Obama, cosa hanno pensato gli oligarchi occidentali? Anche attraverso il controllo dei media e della censura, ossia dei dati sensibili, per evitare che andasse al potere un soggetto disposto ad impedire tale continuo ed eterno accumulo di patrimoni, ad esempio il trumpismo, fondato sul supporto – e sugli interessi – del 99,9% della popolazione?

Con tale chiave se ci pensate bene abbiamo spiegato molto, forse tutto quando accade di questi tempi. Anche il reddito di cittadinanza proposto dagli stessi che censurano in Occidente è parte della falsa soluzione proposta ad interesse dei soliti noti in fondo, ossia una vera e propria alterativa alla redistribuzione  della “loro ricchezza” attraverso la concessione di un minimo vitale a tutti. Magari, unitamente alla moderna “soma” di huxleiana memoria, ossia alla marijuana libera, tanto per tenere calma la gente, che non si ribelli…

Dite che pensiamo male? Tale ragionamento lo proponiamo da tempo  e forse abbiamo anche fatto proseliti: tutto sommato gli eventi con tale metro, la svolta drammatica di questi ultimi giorni, per tenere in piedi i potentati che in altri tempi erano stati annientati per il bene comune (ad es. la galassia Rockefeller suddivisa in mille rivoli ad inizio secolo scorso, ndr) forse era anche abbastanza prevedibile.

Resta la piece del puzzle costituita vaccini, da inquadrare successivamente, non prima di analizzare i dati sui deceduti nei vari anni: vi accorgerete presto che non c’è nulla di strano nelle morti di quest’anno, solo tanta propaganda mediatica da parte degli stessi interessati a censurare, come sopra indicato, stiamo preparando un pezzo direi assai interessante.

Sta di fatto che a noi la censura non piace.

Alcuni benpensanti ritengono che l’EU non permetterà tale svendita di dati da parte del Gruppo Facebook. A parte che è già successo (vedasi anche il caso Cambridge Analytica, più molti altri) noi non ci sentiamo sicuri, meglio non rischiare. Io per altro mi ricordo che i primi a congratularsi con Biden dopo le elezioni 2020 – sebbene contestate e sebbene con procedimenti giudiziari allora ancora in corso – sia stata la Germania, assieme alla Cina. Nel caso di Berlino, visto che di fatto comanda l’EU, permettetemi di non fidarmi dell’imparzialità EU-tedesca; infatti sappiamo che in forza della sua innata sete di potere e comando, la Germania è storicamente capace di fare qualsiasi porcheria pur di COMANDARE, a qualsiasi costo.

Dunque, chi fa da se far tre: siamo passati ad un’altra piattaforma di messaggistica, che non citiamo per non fare pubblicità ma che è facilmente rilevabile essendo riportata sul nostro sito.

Vi dirò di più: la gran parte di noi del sito disinstallerà Whatsapp a fine mese. Ben ricordando che se così si vuol fare, NON basta disinstallarla dal proprio telefono! Infatti in tal modo l’operatore potrà disporre ancora dei nostri dati. No, per essere efficaci bisogna prima andare sulle “Impostazioni” di Whatsapp , poi su “Account” e dunque “Elimina account“, dunque procedere. Ben ricordando che Whatsapp impiega anche 2 settimane a cancellare la vostra sottoscrizione, dunque mantenendo in tale periodo i vostri dati a loro disposizione.

Inevitabilmente la censura coincide con la sconfitta della democrazia: qualcuno pensi al fatto che  se la censura ha voluto colpire un soggetto in particolare, forse costui poteva essere paladino…

MD