La privatizzazione delle elezioni americane

Oggi parliamo di società che hanno contribuito alla frode elettorale, in particolare di Facebook. Premesso che il diritto di voto è un diritto umano e civile, Amistad Project, un’organizzazione che conduce ricerca su argomenti legati alle violazioni di diritti civili, ha svolto un’analisi particolare. Hanno preso le anagrafiche degli Stati e le hanno confrontate con i voti effettivamente registrati.

I risultati di tali analisi sono stati consegnati alla FBI e hanno mostrato l’impossibilità dei risultati di alcuni Stati.

In questo rapporto si dimostra che Mark Zuckerberg personalmente con un suo fondo sociale, ha “donato” a un ente senza fine di lucro organizzazione che si chiama CTCL Center for Tech and Civil Life una “piccola” donazione benefica di 500 milioni di dollari.

Questa misera donazione è stata consegnata dal Sig. Zuckerberg con il fine di “Civil life” che consiste nella costruzione di un sistema elettorale privato negli swing states, cioè negli Stati contestati.

Il governo federale in tutti gli Stati Uniti ha speso 400 milioni di dollari per organizzare 44 Stati mentre Zuckerberg personalmente ne ha spesi 500 per i rimanenti 6.

I neoliberisti sono sempre stati a favore delle privatizzazioni, ma penso che nessuno pensasse si potesse arrivare a privatizzare il sistema elettorale di uno Stato.

Inoltre, la cosa bellissima è che i 500 milioni “donati” da Zuckerberg non sono tassati in quanto donati a una organizzazione no profit.

Quindi la “beneficienza” di Zuckerberg ha finanziato CTCL che con i suoi 500 milioni di dollari ha offerto “finanziamenti” diretti ai vari governi locali. Hanno contattato i vari responsabili elettorali, hanno offerto “finanziamenti” in cambio della riorganizzazione del sistema di gestione delle elezioni.

I funzionari di CTCL, in cambio del finanziamento, decidevano dove mettere le caselle per raccogliere voti, le procedure di tabulazione dei voti, quali macchine comprare e che uso farne.

Ma la cosa allucinante è che i registri elettronici delle macchine (stranamente Dominion) rimanevano di loro proprietà tanto che i funzionari pubblici addetti al controllo non potevano toccare nulla in quanto le macchine erano private.

Non potevano neppure essere mostrati alla controparte, cioè gli scrutatori del partito Repubblicano che sono stati tenuti fuori dai seggi.

Adesso possiamo capire il motivo per cui sono state tenuti fuori gli scrutatori repubblicani : le macchine non potevano essere ispezionate in quanto appartenenti a una organizzazione privata.

Concept of US election, Vote sticker holding in hand on US flag.

In pratica hanno privatizzato il sistema elettorale esautorando lo Stato e il rispetto delle regole federali di voto.

Inoltre, hanno fatto sì che i governatori o i responsabili elettorali degli Stati chiudessero degli uffici elettorali in modo da costringere le persone a votare per posta.

Hanno messo a disposizione dei camion che raccoglievano le schede e delle caselle non presidiate, quindi poteva votare chiunque senza nessun controllo.

O lanciavi la scheda sul camion che passava o la buttavi in una casella postale non presidiata.

L’organizzazione aggiornava gli elenchi elettorali delle singole contee.

Sono state predisposte le caselle di raccolta in una percentuale molto equa tra repubblicani e democratici.

1 casella ogni 4.000 abitanti per gli elettori democratici e una casella ogni 72.000 abitanti nelle zone a maggioranza repubblicana che di solito sono le periferie delle città.

Quindi c’erano queste caselle postali non presidiate e senza nessun controllo né su ciò che veniva introdotto nella casella né sui trasporti di tali caselle al centro di tabulazione.

Più o meno venivano trattate come un qualsiasi pacco smistato da un corriere.

Tali Stati, sfruttando l’emergenza Covid, hanno chiuso molti uffici dove era possibile andare a votare di persona discriminando nella distribuzione gli elettori di un partito rispetto agli elettori dell’altro.

Normalmente, in una elezione, sono coinvolti tutti gli organi istituzionali sia dello Stato che Federali.

By passando i parlamenti causa Covid, I governatori e le Corti Supreme degli Stati hanno stabilito “regole di emergenza” con la scusa del Covid.

Ma bypassare i parlamenti è una violazione della costituzione degli Stati stessi e di quella Federale.

La costituzione federale afferma che ogni cittadino deve avere le stesse opportunità e possibilità di votare e infatti, normalmente, lo Stato predispone i sistemi elettorali che devono essere sottoposti alle autorità federali per l’approvazione.

Questi piani, in base alle normative federali, devono averi criteri di equità nei confronti degli elettori dei vari partiti o candidati.

Il sistema “appaltato” ai privati (in cambio di volgari soldi) ha bypassato completamente i controlli e i “finanziati” da Zuckerberg hanno fatto ciò che gli è parso opportuno imponendo le procedure sia ai funzionari elettorali che agli addetti ai seggi.

Per fare un esempio, nel Wisconsin, hanno chiesto di scavalcare il requisito di identificare tutti i votanti per posta come se fossero confinati come carcerati o ammalati con impossibilità di muoversi.

In Wisconsin puoi votare per posta ma se ci sono condizioni ben precise (esempio se sei malato o non ti puoi muovere) e le schede devono essere sottoposte a procedure particolari di controllo per fare in modo che il risultato non sia falsato.

I privati hanno deciso autonomamente che chiunque ne facesse richiesta poteva votare per posta anche senza seguire le procedure e i controlli imposte dalla legge del Wisconsin.

Queste procedure sono state riconosciute illegittime dalla corte suprema del Wisconsin che ha affermato che siccome esiste una legge statale che dice in modo preciso come si vota, tale legge non è aperta a interpretazioni.

I “finanziati” da Zuckerberg, invece hanno deciso autonomamente che loro potevano superare la legge dello Stato.

La cosa singolare è che la Corte Suprema del Wisconsin non ha annullato tali voti o forse non è stata abbastanza coraggiosa da annullarli.

Quindi i privatizzatori del sistema elettorale, in prima istanza, l’hanno fatta franca.

Non contenti di quanto fatto con il sistema di distribuzione hanno fatto ancora meglio con il sistema di tabulazione e conteggio.

Sono stati chiusi moltissimi centri di tabulazione che prima avevano una distribuzione molto accentuata.

Sono stati tutti centralizzati e le schede venivano contate e tabulate solo in pochi grandi centri.

Nei grandi centri possono transitare migliaia di schede senza destare sospetto, nei piccoli centri periferici è molto più difficile.

Quindi la strategia era pochi centri in zone strategiche dove fossero facilmente controllabili, con grande smistamento fatto in modo che gli arrivi di migliaia di schede non destino sospetto.

Zuckerberg ha creato un vero e proprio governo ombra, ossia un governo che si affianca quello federale che usando soldi (esentasse) si inserisce nel sistema elettorale di alcuni stati in modo da modificare i risultati spostando il voto a favore di uno piuttosto che dell’altro creando una vera e propria infrastruttura parallela che essendo privata non può essere verificata dai funzionari pubblici.

In poche parole, ci vuole una indagine della FBI o il mandato di un giudice per controllare queste macchine e i loro registri elettronici.

Il singolo funzionario e gli scrutatori, anche se volessero controllare, non potrebbero farlo perché le macchine e i registri elettronici sono privati.

Questa situazione è stata costruita ad hoc partendo da marzo 2020 all’inizio dei lockdown.

All’inizio delle emergenze covid sono partite una serie di cause legali promosse da organizzazioni vicine al partito democratico con lo scopo di eliminare tutte le barriere di controllo del sistema elettorale postale.

Questo è quello che è accaduto nei sei Stati ormai già noti di cui quattro in particolare sono oggetto del ricorso del Texas alla Corte Suprema.

Hanno preparato il terreno promuovendo una serie di cause legali che hanno facilitato il lavoro di alcuni giudici.

Tali giudici hanno modificato via sentenza le procedure elettorali. Ma tali argomenti non sono di loro competenza e sono in palese conflitto con le regole costituzionali sia dei singoli stati che federali.

Riepilogando abbiamo quindi un sistema elettorale gestito da privati con caselle di raccolta dei voti non presidiate, di proprietà privata e gestita dai privati.

Quindi questi privati :

  • non hanno nessuna responsabilità
  • non devono rendicontare a nessuno
  • hanno disponibile mezzo miliardo di dollari che Zuckerberg ha investito senza pagare tasse in violazione di una legge federale

Facebook è quindi al centro della discussione in quanto ha operato una forte operazione di censura e una forte opera di disinformazione.

A questo punto, si scoprono cose sempre più allucinanti e che nessuno si sarebbe immaginato.

Hanno fatto brogli ai confini dell’incredibile e il sistema del deep state, per ricorrere a stratagemmi simili deve essere ormai alle corde.

La maggioranza del popolo americano ormai è convinta che le lezioni siano state truccate e tantissimi dicono ormai che Trump dovrebbe attivare il suo executive order del 2018 e quindi lo stato di emergenza.

Aspettando il 6 gennaio, dove con la seduta plenaria del congresso si dovranno certificare i voti dei grandi elettori, si può affermare che il bello deve ancora accadere.

OS