Perchè nessuno dice le cose come stanno? Negli USA molto probabilmente è stato tentato un colpo di Stato nelle scorse elezioni (in attesa che le prove vengano valutate dalla Corte Suprema, i militari USA fanno capire che difenderanno la Costituzione a qualsiasi costo!)

Jefferson Davis in his casemate cell at Fort Monroe.

Il titolo dice tutto. Le elezioni USA 2020 molto probabilmente sono state inficiate da un tentativo di colpo di Stato, seguite il ragionamento prima di trarre conclusioni. Infatti le prove eventuali del golpe, che verranno presentate in Corte Suprema, dopo l’Audit già disposto negli stati in bilico portati avanti da specifici giudici della massima Corte USA già nominati, verranno valutate finalmente dalla Corte Suprema stessa, fra qualche settimana. Questo sarà l’iter legale, chiaro ormai. Da ciò deriva che oggi non possiamo affermare che Biden sarà il prossimo presidente USA, checchè i media ne dicano, media che ormai sembrano un organo di propaganda globale e globalista.

I dettagli salienti – che non vanno dimenticati – sono infatti altri: da quanto è emerso fino ad ora, sia il virus di Wuhan che i dati elettorali USA derivanti dalle macchinette di voto e dai voti postali correlati sono analizzati non dai federali, dalla CIA o dalla polizia, ma dai militari USA. Che sono il controllore ultimo della correttezza elettorale e della sopravvivenza dello stato costituzionale statunitense, anche e soprattutto in questi casi. Appunto, non solo in tale caso, anche in generale visto che, come ha ben specificato il Chief o Staff militare USA, il gen. M. Milley alcune settimane fa, i militari USA NON giurano al Presidente, ad un Re o ad una Regina, ma alla Costituzione, che difendono a costo della morte. Ossia, se un presidente venisse eletto con la frode, ossia contro la Costituzione, loro potrebbero non riconoscerlo e dunque anche combatterlo, nel caso.

Tale stance, assai peculiare, figlia di George Washington che combattè e scrisse la Costituzione USA, fate molta attenzione, va valutata ad esempio in rapporto a cosa presente in Cina, l’avversario USA dei prossimi decenni: Xi è l’uomo dell’esercito cinese. In forza di tale supporto militare, all’inizio del suo mandato Xi è diventato inopinatamente, con un incredibile cambio di regolamento, presidente a vita, in Cina, alla faccia della democrazia. Democrazia che qualcuno in Occidente vuole scimmiottare, senza rendersi conto di proporre come alternativa ai nostri valori democratici il Sire, l’Innominato, ossia Xi o qualcosa del genere, un soggetto non eletto dal popolo ma dal partito che rimarrà in carica fino alla sua morte. Con l’aggiunta di un partito comunista sempre presentissimo ed assai decisionista, in Cina, dove appunto il governo non viene eletto direttamente. Si, in Cina non esiste una elezione per eleggere il governo, ma solo elezioni locali, poi il partito fa tutto, eleggendo i livelli superiori che poi , dopo numerosi passaggi elettivi, eleggono il presidente. Senza per altro permettere alternative di partito visto che si possono scegliere solo persone del PCC. Sarà Democrazia questa? Chissà che ne dice il filo Cina Michele Geraci (ben sapendo che, in generale e non nel caso particolare, a fronte di un “molto lauto stipendio” ci sono persone che sono pronte anche a disconoscere la loro mamma…).

Chiaro, nell’Occidente – a supporto del progetto revanscista pro Grande Reset – esiste una casta di super-miliardari che è diventata ricchissima, tanto da mettere a rischio i pilastri stessi del capitalismo. Dottrina economica che si infrange, come da insegnamenti di Keynes, guarda caso proprio nell’eccessivo accumulo di ricchezza in mano di pochi e nell’incapacità di controllare la disoccupazione. Dunque ecco le tasse verso chi ha poco ma non nulla salvando dal prelievo le super-elites; ed il reddito di cittadinanza per tenere tutti vivi ma come moderni schiavi consumanti ma non risparmianti, criceti insomma (…).

Tornando agli USA, oggi sono proprio i militari quelli che faranno la verifica che la Costituzione venga davvero rispettata, anche durante le scorse elezioni (…).

Quando si diceva “USA paese guerrafondaio” in pochi coglievano che tale determinatezza dipendeva dal fatto che alla fine sono proprio i militari i garanti costituzionali USA, assieme alla Corte Suprema nell’atto amministrativo.

La seconda considerazione è più intrigante: forse per la prima volta in tempi di pace, diciamo da 150 anni a questa parte, i militari USA sono stati davvero dentro al potere esecutivo, con Trump. In tale contesto l’attuale presidente USA ha scelto ad es. all’inizio del suo mandato di farsi difendere non dai servizi segreti e/o dall’FBI, ossia da coloro che avevano permesso gli attentati a JFK e Reagan. No! Trump ha preferito i militari, di cui si è circondato, infatti è ancora vivo, senza postumi di traumi.

Parallelamente, nel caso della più che sospetta frode elettorale USA dello scorso novembre, ben ricordando come, prima del computo del voto postale ed annesse macchinette di voto Trump aveva vinto ampiamente le elezioni, saranno sempre i militari ad indagare sui flussi di dati sospettamente golpisti.

Abbiamo anche potuto apprezzare alcuni fatti salienti emersi durante queste settimane: ad esempio è stato suggerito dai media alternativi che nel 2016 Trump avrebbe vinto perchè i militari all’ultimo momento avrebbero staccato i collegamenti satellitari che viaggiano su canali NON pubblici – ossia non TCP/IP – con le macchinette Dominion già presenti per il voto di allora, impedendo così la frode anche nel 2016; si disse che fu il gen. Rogers dell’NSA ad avvertire Trump dei sotterfugi, ai tempi, ammiraglio oggi impiegato presso una famosa azienda di sicurezza israeliana vicinissima al Mossad.

(Trump è stato pregato dai militari, parole “live” del gen. McInerney, di restare al suo posto fino a quando non verrà fatta chiarezza, ndr)

Sta di fatto che sono ancora, anche oggi, gli apparati militari – la NSA è un apparato militare – a reperire le prove della eventuale frode elettorale. Ossia, i militari saranno quelli che supporteranno Sidney Powell (avvocato, ex procuratore, è anche registrato come giudice militare, ndr) nelle sue cause alla Corte Suprema provando il golpe elettorale, con i dati dei voti ottenuti e decifrati dai canali internet tradizionali, canali de-criptabili alla bisogna; i militari saranno dunque quelli che potranno poi nel caso intervenire se ritenessero che qualche forma di golpe elettorale fosse in corso. Ossia anche applicando/imponendo la legge marziale.

Capite che il momento è topico e nessuno, in nessuna parte del mondo, è davvero al sicuro. A maggior ragione in Europa. E soprattutto in Italia, dove le basi militari USA si sprecano. Oltre a ricordare l’enorme numero di oriundi che l’Italia può vantare, anche nei posti di comando USA, anche militari.



BANG! Se avete dei dubbi ascoltate le parole del gen Milley DAL VIVO

Infatti se dovesse emergere che ad es. l’Italia o la Germania, nella persona di alcuni suoi governanti, hanno collaborato per frodare la Costituzione USA, visto che i militari sembra non abbiano – extrema ratio – alcuna remora ad intervenire con le maniere forti dentro il proprio Paese, pensate cosa può succedere, che so, a Roma o a Firenze magari/nel caso diventate città canaglia!

Faccio solo presente che Camp Darby contiene, si dice, i dati precisi non esistono come dati pubblici, più carri armati stipati nel suo sottosuolo di tutti i carri armati italiani a disposizione dell’esercito. E lasciando perdere le armi atomiche stipate, potenzialmente, da Sigonella ad Aviano, passando per Ghedi e la solita Livorno e dintorni. Più altri siti coperti.

Dunque si capisce la necessità USA di avere un loro referente in Italia, tenendolo in vita in tutti i modi, anche in modo contro-intuitivo, in modo da avere una “base italica” in caso che si dovesse arrivare al redde rationem militare in USA e all’estero. Tale soggetto sarebbe supportato, anche dopo, proprio dai militari USA e dunque non dai servizi civili americani (…).

In tale contesto è pazzesco che paesi alleati facciano finta di non vedere che in USA forse un golpe c’è davvero stato. E questo succede anche se tali paesi terzi rischiano davvero di essere bombardati da alleati, o essere oggetto di extraordinary rendition, in caso alcuni loro politici venisse provato che sono stati realmente coinvolti in un attacco alla Costituzione USA.

Chiaro, nel progetto revanscista globalista pro Reset esiste una fazione mista statale/privata composta da ricchissimi globalisti che vogliono mantenere le loro enormi ricchezze; all’unisono a Paesi che vogliono spodestare Washington dal dominio globale, i quali soffiano sul fuoco della rivolta interna e dunque della sconfitta USA come dominus, come ai tempi dello Zimmermann Telegram.



Corsi e ricorsi storici… (ma i nemici – e traditori? – sono sempre gli stessi)

Il problema sta che tali paesi esteri nemici degli USA sono da un lato gli stessi che furono i nemici giurati nazisti nella WWII, gente che si salvò solo perchè condivisero gli inneschi nucleari che invece Washington non aveva, per fare la bomba atomica usata contro il loro alleato Tokyo (capite dunque che dei tedeschi nelle cose importante non ci si può fidare; la Lega ad es. lo capirà sulla sua pelle). Dall’altra, il nemico USA ad est rappresenta/rappresenterebbe nel caso comunque l’arci-nemico ideologico inteso come comunista, la Cina.

Dunque, il tentativo di esautorare gli USA dal dominio NON può finire bene, comunque vada.

Se infatti qualcuno pensa che gli USA si lasceranno sfilare l’osso senza rispondere, beh, temo non avete capito nulla. Anche perchè i militari USA non sono affatto stupidi: sanno perfettamente che cedere senza combattere il ruolo di dominus significherebbe, oltre che per lo Stato USA con entità, anche per loro stessi e le rispettive famiglie, molta più miseria e certamente molta meno potenza di quella che hanno oggi.

Dunque, nel caso paesi stranieri avessero ingerito contro gli USA, la reazione ci sarà, statene certi. E’ infatti notizia degli scorsi giorni che militari di altissimo grado si siano espressi per la legge marziale in USA, in caso di prove sufficienti – che, lo ricordo, saranno i militari stessi a reperire ed analizzare – di tentato colpo di stato elettorale negli States.

Ca va sans dire, questo sito sta con lo Stato di diritto. Ossia sta con quelli che, nel caso le prove emergessero, concrete, forti, decisive, nel rispetto dei limiti costituzionali del paese oggetto di eventuale golpe, potrebbero anche intervenire militarmente per porre fine a tale, per ora ipotetico, tentativo di ribaltamento costituzionale “golpista”. Ben sapendo che se verrà permesso un golpe elettorale negli USA di tale portata, in Italia potrebbe ad esempio, come conseguenza, diventare obbligatorio qualcosa di simile allo ius primae noctis, per altro una corbelleria neo-feudale inventata in Italia tanto tempo fa…

Se poi l’intervento di forza dei militari USA dovesse comportare anche – come danno cd. “collaterale” – la nuclearizzare di paesi stranieri che si sono eventualmente resi responsabili di un attacco al cuore degli USA, beh, in tale drammatico caso, senza necessariamente dovermi esprimere su cosa penso, aggiungo solo che, “se qualcuno ha voluto la bicicletta ora è il momento di iniziare a pedalare. E veloce….“.

MD